Calcio 2012 – Capello lascia la panchina inglese
Tanto tuonò che piovve, avrebbe detto il buon Socrate, e così è stato. Fabio Capello ha rassegnato ieri le dimissioni dal ruolo di Commissario Tecnico della nazionale inglese dopo aver incontrato i vertici della Federal Association per discutere delle polemiche originate dall’affaire Terry.
Andiamo però con ordine e ricostruiamo la sequenza temporale dei fatti. In Luglio John Terry verrà giudicato dagli organi giudiziari per le accuse di razzismo nei confronti di Anton Ferdinand di cui già ampiamente accennato in articoli precedenti e la federazione inglese ha deciso la scorsa settimana di togliergli la fascia di capitano che avrebbe indossato ai prossimi europei senza nemmeno consultare il tecnico italiano delegittimandone, di fatto, il ruolo. A versare benzina sul fuoco le dichiarazioni rilasciate da Capello a Raisport nella striscia serale di Domenica che alla precisa richiesta di opinione sulla decisione dell’organo sportivo inglese mostrava il suo disappunto senza falsa ipocrisia.
Frattura insanabile per una gestione che non è mai stata serena a causa della stampa inglese storicamente ingenerosa con gli allenatori dei 3 Leoni, figuriamoci se straniero o addirittura italiano.
A nostro avviso però Fabio Capello dimostra una volta di più la sua professionalità e correttezza perchè di certo non è da tutti mollare una panchina così importante a meno di sei mesi dalla rassegna continentale, soprattutto dopo essere riuscito a creare un gruppo che poteva davvero ambire a rinfrescare una bacheca su cui si posa polvere dal lontano 1966, anno dell’unico trionfo nel mondiale organizzato in casa propria. Ma forse agli inglesi va bene così.
By Alberto Malaguti - RTR Sports
Picture by: ariesmale1978 - Flicr
Nella foto: Fabio Capello e Franco Baldini, storico braccio destro del tecnico friulano












RTR è leader nello sports marketing e nella sponsorizzazione sportiva. Da più di quindici anni aiutiamo le aziende a raggiungere i propri obiettivi utilizzando lo sport e i suoi protagonisti come strumento vincente di comunicazione.