La magnifica storia del GP D’Austria

Home / Formula 1 / La magnifica storia del GP D’Austria

Di Massimiliano Mostes

Dopo il rocambolesco GP di Baku, condito con la giusta dose di strascichi disciplinari, eccoci giunti alla settima prova del Mondiale F1 2017, il GP d’Austria. Sul circuito del Red Bull Ring, situato nelle vicinanze di Spielberg in Stiria, la fiamma del duello Vettel-Hamilton sarà nuovamente ravvivata dai due contendenti.

Il Gran Premio D’Austria 2017 sarà la 30° edizione

Questa sarà la trentesima edizione del GP d’Austria. Il pilota più titolato in terra austriaca è Alain Prost: il francese vanta tre vittorie, segue a due successi un quartetto di tutto rispetto formato da Alan Jones, Mika Hakkinen, Michael Schumacher e Nico Rosberg. Fra i costruttori comanda la decaduta McLaren a sei successi, davanti alla Ferrari a cinque e alla Lotus a quattro.

1964

Il sodalizio tra F1 e Austria ha inizio nel 1964, anno in cui si disputa il primo GP sul circuito di Zeltweg, un ex aeroporto militare riattato ad autodromo. All’epoca la trasformazione era veloce: prendi una pista di atterraggio messa non troppo male, metti due balle di fieno ai lati, e il gioco è fatto. Il compianto Lorenzo Bandini su Ferrari vince un’autentica gara ad eliminazione, dovuta alla sede stradale in cemento armato, che procurava continui sobbalzi e improvvise rotture delle sospensioni, come testimoniano i ben undici ritiri sui venti piloti partenti.

1970

Per sei anni non si corre più in Austria, fino al 1970, anno dell’esordio in calendario del circuito dell’Osterreichring: progenitore dell’attuale Red Bull Ring, era caratterizzato da numerose insidie e grattacapi, dovuti perlopiù alla sua ondulazione e al gran caldo. La prima edizione nel 1970 coincide con una splendida doppietta Ferrari targata Ickx e Regazzoni, ma anche con l’ultimo GP disputato da Jochen Rindt, che perirà durante le prove del GP successivo a Monza. Il pilota austriaco vincerà comunque il titolo iridato quella stagione, fatto unico nella storia della F1.

1975

Nel 1975 il GP si tinge di nero: domenica mattina, durante il warm-up, la March di Mark Donohue esce di strada ad oltre 260 km/h per lo scoppio di un pneumatico, urta due volte contro il guard-rail e precipita in una scarpata, dove colpisce due commissari di gara, uno dei quali morirà. Il pilota americano entra in coma e si spegne tre giorni dopo all’ospedale di Graz. La tragedia non ferma gli organizzatori, si corre. Sotto una pioggia torrenziale vince un’altra March, quella di Vittorio Brambilla (foto sotto), alla sua prima (e unica) affermazione in F1.

La gioia del pilota monzese è così incontenibile che perde il controllo della vettura sponsorizzata Beta e va a sbattere, completando il giro d’onore con il musetto danneggiato. Correva l’anno 1975: a voi la March Beta di Vittoria Brambilla, uno dei passati vincitori del GP d’Austria di F1, in programma domenica.

Nel 1982 la terza affermazione di un pilota italiano: a spuntarla è la Lotus dello sfortunato Elio De Angelis. Nel 1987 si corre per l’ultima volta sul vecchio Osterreichring, con la vittoria della Williams di Nigel Mansell.

Si dovrà attendere fino al 1997 per rivedere un Gran Premio corrersi nel ristrutturato circuito alpino. La casa è l’A1-Ring, versione meno insidiosa del vecchio Osterreichring. Due le edizioni da ricordare, il 1997, che vede al comando il giovanissimo Jarno Trulli per 37 giri, prima di essere tradito dal motore della sua Prost, e il 2002, anno dell’affaire “giochi di squadra” tra Schumacher e Barrichello, risolto con una super-multa di 500.000 dollari ai danni del Cavallino Rampante.

Nel 2014 si rivede un GP in Austria, sempre nel circuito dello Spielberg, leggermente modificato rispetto alla versione A1-Ring, denominato Red Bull Ring per evidenti motivi di sponsorizzazione. Due vittorie per Nico Rosberg nel 2014 e nel 2015, mentre nel 2016 Hamilton si prende la vittoria speronando a pochi giri dal termine Nico, che terminerà quarto.

Di Massimiliano Mostes

Potresti essere interessato a questi articoli: il crescente mercato delle sponsorizzazioni F1,  Quei Gran Premi di Formula 1 dimenticati;

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo con i tuoi amici!
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
Emanuele Venturoli
Communication Manager per RTR Sports. Appassionato di motorsport, musica e tech.

Leave a Comment

Scrivici

Scrivici un messaggio, verrai contattato al più presto.