Spuntature: di Mondiali perfetti, outsider eccellenti e ricette da copiare

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Pensiero veloce del lunedì. Ora che la MotoGP va in vacanza -35 lunghissimi giorni di pausa che separano la Sassonia da Brno- sarebbe necessario iniziare a fare una riflessione puntuale sul mondiale in corso e buttare giù alcuni, essenziali punti. Cominciare, per così dire, ad imbastire la ricetta di quello che, con grande probabilità, si sta dimostrando il mondiale perfetto. Una roba tipo le coincidenze astrali e l’allineamento dei pianeti, per intenderci.

German GP 2017

Se infatti la vittoria di Marquez al Sachsenring non fa notizia -sul pistino sassone il ragazzo di Cervera vincerebbe anche in bicicletta, bendato e pedalando al contrario- è il secondo posto di Folger a fare davvero scalpore e farci dire che c’è qualcosa di strano e bellissimo nelle ultime due stagioni di MotoGP. E in questa in particolar maniera.

german gp 2017

German GP 2017

Si badi bene infatti: l’exploit del tedesco è straordinario proprio perchè genuino ed in nessun modo favorito dagli elementi. L’uomo di Tech3 ha corso una gara asciutta, tenendo dietro Pedrosa, Rossi, Vinales, Lorenzo, Dovizioso e compagnia cantante. Banalmente, e detta spiccia, ha fatto secondo perchè ha corso una gara maestosa girando quasi sempre sotto l’1’21”. Avrebbe vinto, se non avesse avuto davanti uno che in Germania fa davvero un altro mestiere.

Dopo due stagioni è legittimo dire che i Folger, gli Zarco, i Petrucci (quest’anno) e i Crutchlow, Miller e via discorrendo (l’anno scorso) non sono più semplici meteore, ma vere e proprie costanti in un Campionato che ormai si è livellato sull’instabilità e che conta gran copia di outsider eccellenti. Al giro di boa del Mondiale, avere quattro piloti in 10 punti è il sogno proibito di ogni tifoso MotoGP, oltre che ovviamente dell’organizzazione, degli sponsor e degli addetti ai lavori. Inoltre, per completezza di informazione, non ci si può dimenticare di un Pedrosa non lontano e che può ancora tirare fuori un paio di conigli dal proverbiale cilindro.

Sia come sia, è necessario dare atto di una cosa. I progressivi e millimetrici cambi di regolamento, l’infinita discussione su gomme e gommisti e la immensa differenza fra un tracciato e l’altro e fra una moto e l’altra hanno dato vita a un Campionato che è un vero e proprio spasso, e che testimonia il buon lavoro della Direzione e del movimento intero. Un Campionato in cui, paradossalmente, non sono più i primi della classe a buttare via punti importanti, ma quelli dei presunti ultimi banchi a soffiarglieli da sotto il naso con le stesse armi.

Forse questa MotoGP, e le classi minori non sono certo da meno, ha davvero trovato l’elisir di lunga vita. Un meccanismo che si lega a doppio filo alla spettacolarità della serie, piuttosto che all’aura dei suoi magnifici interpreti, facendo dell’imprevedibilità la propria chiave di volta.

Non resta che aspettare che queste vacanze finiscano presto.

 

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Emanuele Venturoli
Communication Manager per RTR Sports. Appassionato di motorsport, musica e tech.

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