Sports Marketing: Togli il Campione dai Riflettori. La Potenza dei Reality Spot.

Domenica 5 Febbraio, Budweiser -la celebre casa americana produttrice di birra- ha lanciato su tutte le reti nazionali il suo nuovo spot dal titolo “Hockey Flash Fans” (potete vederlo qui).

La dinamica dello spot è tanto semplice quanto efficace. A due squadre amatoriali di Hockey dell’Ontario viene comunicato che, durante una loro partita, una troupe filmerà qualche fotogramma per produrre un reportage sull’hockey dilettantistico. In realtà, all’esterno dello stadio, lo staff di Budweiser sta organizzando una tifoseria gigantesca e rumorosissima, completa di cheerleader, mascotte e banda. A metà dell’incontro, che si gioca ovviamente in un decrepito palazzetto dagli spalti vuoti, si dà il via allo show e lo stadio si riempe di tifosi, si colora di cartelloni pubblicitari e si anima di musica, telecronaca e organista. Sgomenti, ovviamente, i giocatori, che in pochi minuti si trovano proiettati in un ambiente da playoff NHL e che, senza neppure saperlo, danno vita ad uno degli spot più onesti, semplici ed efficaci degli ultimi tempi.

In una sola parola, genuino. Sì, ma, direte voi, che c’entra con la birra? Beh, non è un caso che sull’etichetta di ogni bottiglia di Bud ci sia scritto “genuine”, ovvero vero, non contraffatto, originale.

Questa necessità di tornare alla genuinità e alla originalità dello sport è un trend, riteniamo, che molte grandi aziende stanno perseguendo in questi mesi, traducendolo in Reality Spot. I Reality Spot sono null’altro se non quei commercials in cui gli attori sono completamente ignari del fatto di essere, appunto, protagonisti della pubblicità. Le loro reazioni, la loro sorpresa, il loro essere spogliati da qualunque maschera diventano il punto forte della pubblicità e creano un bond completamente rinnovato con lo spettatore.

Altro splendido esempio di questo tipo di pubblicità è quella realizzata da Nike Football, dal titolo “the day the stadium spoke”, per la squadra del Boca Junior (a questo link). In questo caso i giocatori, inconsapevoli delle telecamere, vengono ripresi durante un normale allenamento presso la Bombonera, il celebre stadio del Boca a Bueons Aires. D’improvviso, dagli altoparlanti disseminati lungo lo stadio, una voce inizia a parlare. E’ lo stadio stesso che parla, rivolgendosi ai giocatori e invitandoli a giocare con il cuore, a lottare per la maglia e per i tifosi. Mentre, come sempre quando si parla di Nike, è straordinaria la fotografia e il voiceover incredibile, quello che davvero colpisce e incanta sono le espressioni, stupefatte e attonite dei giocatori. I grandi campioni del Boca rimangono in silenzio di fronte alle parole dello stadio fino a quando, alla chiamata finale di “possiamo essere invincibili di nuovo” scoppiano in un applauso collettivo e rivolto al cielo.

Anche in questo caso, il brand scavalca il testimonial in una strana inversione di ruoli, spogliandolo di tutta la sua celebrità, mostrandolo nel suo stupore, nella sua incertezza e, perchè no, anche nella sua fragilità. Non c’è glamour, non c’è spettacolo, non c’è trucco, non ci sono calciatori pettinati e tramonti incantevoli.

E’ un ritorno alle origini, ai valori veri dello sport, lontani dagli scandali e dalle copertine dei tabloid. E funziona, eccome.

By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
Nella foto:  un giocatore del Boca Junior cerca di capire da dove provenga la voce all'interno dello stadio nella pubblicità "The day the stadium spoke"
Picture courtesy of Nike

 

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