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MotoGP Casey Stoner

Dopo 6 gare stagionali conclusesi con 6 vittorie di piloti spagnoli, la MotoGP corre il serio rischio di divenire una serie nazionale. Una domanda sorge spontanea dunque: la predominanza iberica e una certa ripetitività di risultati stanno allontanando gli appassionati di moto del resto del mondo da questa categoria che sembra da un anno a questa parte ripetere sempre lo stesso motivo?

Molti appassionati si domandano se anche l’addio alle corse di Casey Stoner, due volte campione mondiale della MotoGP, sia una delle cause della monotonia delle corse, dato che Stoner con la sua guida irruenta e sempre molto vicina al limite, era uno dei piloti più combattivi del circus, e la sua presenza garantiva sempre gare tirate fino all’ultima curva dei GP.

Australiano di nascita, classe 1985, Casey Stoner, ha lasciato la MotoGp al termine della scorsa stagione, corsa in sella alla Honda del team Repsol, oggi in mano al duo Pedrosa-Marquez. Dopo aver iniziato a correre giovanissimo nel suo paese ha dato una svolta alla sua carriera trasferendosi in Europa ed iniziando a gareggiare a soli 15 anni nel campionato monomarca Aprilia classe 125 spagnolo. L’anno successivo, oltre a quello spagnolo è la volta del campionato inglese ed arrivano anche due wild card per il motomondiale 125 in Inghilterra ed in Australia. L’esordio vero e proprio nel mondiale 125 è del 2002 con il team di Lucio Cecchinello, poi fino al 2005 alterna le classi 125 e 250, e nell’ultima stagione con l’Aprilia RSA 250 ufficiale chiude l’annata al secondo posto finale, dietro a Dani Pedrosa, che ritroverà poi come avversario nella MotoGP.

Salito nella classe regina nel 2006, sempre con il team di Cecchinello, corre su una Honda e nel corso della stagione cade molte volte a causa della sua guida irruenta. Le sue prestazioni e l’ottavo posto finale in classifica gli valgono comunque il passaggio in sella alla prestigiosa Ducati con la quale trova subito un affiatamento sensazionale tanto da conquistare la vittoria nel motomondiale con tre gare di anticipo, totalizzando 367 punti. Dopo altre tre stagioni di alti e bassi con la rossa italiana, condite anche da molte cadute e fratture, che gli costano la partecipazione a molte gare, la scelta di lasciare la Ducati per approdare in casa Honda. [pullquote1]”Oltretutto il campionato in questa stagione non va nella direzione che preferisco e che potrebbe indurmi a tornare di nuovo a divertirmi. In quanto a guidare posso farlo anche in altre situazioni, senza necessariamente tornare in pista” – Stoner[/pullquote1]

Il mondiale 2011 inizia col botto in Qatar e finisce ottimamente con la vittoria in Australia nel giorno del suo 26° compleanno che gli garantisce anche la vittoria nel mondiale con due gare di anticipo. A metà stagione 2012, nonostante le buone performances annuncia il suo ritiro che avverrà a fine anno non prima di aver conquistato il 3° posto in classifica.

Un pilota di questo calibro manca sicuramente alla MotoGP. Tuttavia, se la MotoGp sente la mancanza di Casey Stoner l’ex campione del mondo continua a ribadire di non essere intenzionato a tornare in pista, almeno in MotoGP. Pur ammettendo di sentire la mancanza dell’adrenalina che gli dava la gara, Casey Stoner, nel corso dell’intervista rilasciata al magazine specializzato Autosport ha confermato di non voler fare un passo indietro. Le speranze degli appassionati della MotoGP devono dunque restare tali; le parole di Stoner suonano come una sentenza definitiva.

Redazione RTR Sports Marketing
Nelle foto: Casey Stoner
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