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Di Ivan Belletti

Premessa. Siamo un popolo sportivo di piagnoni, in cui quando una squadra del nostro Paese va avanti in una competizione europea la si tifa solo se non è acerrima nemica della propria squadra del cuore (legittimo) e quando invece un qualcosa va bene si aspetta solo che ci sia un evento sfortunato per lamentarsi (incomprensibile). La maggior parte degli italiani ha un’etica sportiva quantomeno discutibile.

Bene, affrontata la premessa, veniamo al mio pensiero: il campionato italiano di basket è il più bello d’Europa.

Partiamo da un punto di vista geografico: nella nostra massima serie abbiamo almeno una squadra per regione, ad eccezion fatta per la Liguria,qualche regione del centro-sud Italia (manca assai una Roseto o un Teramo, speranzoso di vedere la Viola Reggio Calabria tornare ai vecchi fasti) e la Sicilia (che però si rifà ampiamente in Legadue). Insomma un tifoso ha modo di andare a vedere del basket praticamente ovunque esso si trova (se non proprio in A1 almeno in DNA che è sempre un bello spettacolo), ed in una nazione dalla conformità allungata come la nostra è un risultato straordinario.

Passiamo alla classifica: Varese è prima a 4 punti dalla seconda. Non c’è Bob Morse. Non ci sono nemmeno Pozzecco e Meneghin.  Questa è la Varese di Frank Vitucci, uno di quei rari esempi di allenatori che si merita questo tipo di palcoscenico dopo averne viste di ogni. La sua Varese gioca modello Suns, un modello che non si è mai visto in Europa, fatto di pick and roll, transizioni e palla sopra il ferro. In tutto questo vediamo due italiani che sono l’esempio di energia e professionalità come Polonara e De Nicolao.

Basterebbe già questa realtà per farci tirare un sospiro di sollievo, ma quest’anno la palla a spicchi tricolore ci vuole stupire: Sassari. Dopo l’exploit dell’anno scorso si pensava in un anno in sordina, dopo i miracoli di Drake Diener e gli assist del cugino si pensava che fosse l’ora di tornare sulla terra. Ecco,quest’anno è peggio, Drake ci sguazza negli ultimi 3 secondi e Travis ha la media assist di un buon playmaker. In NBA.

Roma. ERA ORA. Mercato intelligente, la stella è italiana, un italiano che ha fatto una scelta di cuore: Datome è rimasto nella capitale perché credeva in una squadra competitiva ed è stato accontentato. Non dovete perdervi Gani Lawal, non sarà un mostro di tecnica ma salta come non si vedeva dai tempi del compianto McRae.

3 squadre divertenti, nuove, con palazzetti pieni ( anche a Roma!). E’ il top.

Ah giusto, ci sono anche Siena, Milano e Cantù. Ognuna di queste pensa di vincere il titolo. Una perché è abituata a vincere, l’altra perché ha speso così tanto che se non vince Armani li manda a lavorare in un calzaturificio a Shangai, una perché Trinchieri è destinato a vincere qualcosa prima o poi.

Siamo a 6 squadre, tanta roba. Aggiungiamoci Venezia che ha un roster di grande talento e che deve trovare ancora continuità, mettiamoci pure Reggio Emilia che sembra rivivere la favola di Basile & compagni ed ha una piazza che vive di basket. No, la Virtus Bologna no, mi dispiace ma in un articolo che predica entusiasmo parlare dei bianconeri è come invitare Marylin Manson ad un matrimonio.

Se ci guardiamo attorno solo la Spagna offre un campionato combattuto come il nostro, dove comunque le indiziate son sempre le stesse due e, salvo Caja Laboral o Valencia del caso, la finale sarà sempre tra i due club più famosi al mondo. In Grecia potrebbero fare 34 giornate con le stesse 2, in Russia siamo troppo lontani per capirci qualcosa, in Turchia c’è un campionato di livello solo tra le prime quattro , in Germania si sta sviluppando un movimento molto interessante ma i tempi non sono ancora maturi.

Non pretendo di convincere l’intera popolazione ad abbandonare gli stadi e precipitarsi al palazzo, vorrei solo che si credesse un po’ di più nella nostra pallacanestro. Cercando di parlare di basket e non dei diritti TV, andando a riempire Milano per le Final Eight più belle di sempre invece che lamentarsi rimpiangendo i tempi passati (che sono anche morti). Utopia, lo so, ma sognare un po’ di semplice pallacanestro è lecito.

By Ivan Belletti - Basketball correspondent for RTR Sports Marketing
 Nelle foto: Polonara e Datome
Pictures from the web

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Showing 2 comments
  • mismatch
    Rispondi

    Hai dimenticato di menzionare Brindisi!

    • Emanuele
      Emanuele
      Rispondi

      Mismatch, hai ragione! Anche perchè dopo averne dati quasi 20 a Montegranaro (ed essere insieme a Milano e Bologna in classifica) direi che la menzione era necessaria! Siamo perdonati lo stesso o faccio mettere in catene il redattore? 🙂

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