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  • Vettel: 9
    Chi l’ha visto? Il tedesco parte primo e arriva primo senza effettivamente essere mai in pericolo. Si trova a correre una gara solitaria e, senza traffico, mostra di avere un passo imprendibile per chiunque, firmando diversi giri veloci. Ad onor del vero va anche detto che è seduto su una vettura assolutamente perfetta, ma con la stessa macchina il compagno di squadra Webber centra solo il quarto posto. Seb, oltre ad essere bravo, è anche baciato dalla dea bendata in due occasioni: dopo pochi giri tocca il muro con la ruota posteriore senza danneggiare nulla e a poche tornate dalla fine va lunghissimo in una chicane, salvandosi nell’erba e poi ritrovando la traccia d’asfalto. In ogni caso, imprendibile. E ne ha già vinti 3. Assolo.
  • Alonso: 8+
    E’ il voto medio (con l’aggiunta) che tocca all’asturiano dopo una gara da 10  pieno ma una qualifica non soddisfacente. In gara Nando è il solito, arrembante e preciso al tempo stesso, migliore di chiunque abbia un volante in mano nel pomeriggio canadese. Ma partire dalla sesta piazza è un lusso che nè lui nè la Scuderia si possono permettere se vogliono puntare al risultato pieno. Si mangia Hamilton, Webber, Rosberg e compagnia ma non riesce nell’impresa perchè già dopo 20 giri è a quasi mezzo minuto da Vettel. Bravo a metà.
  • Vergne: 8
    Il ragazzo della Toro Rosso mi è piaciuto molto: il voto è più d’incoraggiamento che effettivamente legato al risultato. Però vedere la macchina di Faenza in mezzo alle superbig è un bello spettacolo e Jean-Eric dopo l’ottavo posto nel Principato colleziona un sesto posto in Canada mettendosi alle spalle nomi grossi. Non facile, se non sei abituato a quel tipo di bagarre. Un plauso anche alla Scuderia romagnola, che sta crescendo esponenzialmente. Alla via così.
  • Hamilton: 7 1/2
    L’impressione è che l’inglese non riesca appieno a scaricare nella Mercedes tutto il suo talento, in ogni caso smisurato. Parte secondo e arriva terzo, in un weekend complessivamente positivo sia per lui che per le frecce d’argento, ma non riesce a mordere come vorrebbe (e dovrebbe). Vettel è troppo veloce e Alonso troppo aggressivo e gli tocca una gara sorda in cui non riesce a compiere nessuno dei proverbiali capolavori dei tempi di Woking. Lavoriamoci.
  • Di Resta: 7 1/2
    Ad un certo punto pensavo non si sarebbe più fermato. Parte diciassettesimo e in qualifica litiga con tutti: ingegneri, macchina, meccanici, avversari e commissari. Poi, d’un tratto, dal muretto gli dicono che ci si ferma una volta sola. E lui va, e va pure bene e si piglia un settimo posto che sa di fragola e vaniglia da tanto che fa gola. Poi come diavolo faccia la Force India a fare sessanta giri su una gomma media è uno di quei misteri che nessuno può risolvere. Exploit.
  • Webber: 6
    7-0 in qualifica e 7-0 in gara per un Mark che mai come quest’anno pare essere sopraffatto dal compagno Vettel. Al traguardo è quarto, non male, ma bisogna considerare che guida una vettura superiore assai superiore alle altre in pista. Alonso lo svernicia letteralmente, mostrando che l’australiano non è (almeno ad oggi) in possesso dei numeri che giustifichino il sedile Red Bull. Pare spaesato ed occorre ritrovare un po’ di mordente se non si vogli0no rimediare delle mezze figure. Sale quanto basta.
  • Massa: 5 1/2
    Vale lo stesso discorso fatto per Alonso: Felipe fa una gara potenzialmente da 9 e una qualifica da 4, tanto che parte dalla 16 (sedicesima, avete capito bene) posizione. Il sabato non è un optional e il brasiliano pare in un allucinante tunnel da qualifica che lo porta non solo a stamparsi regolarmente contro questo o quel muro ma anche a collezionare prestazioni che non possono essere giustificate. Poi, per l’amor del Cielo, gara d’attacco e un sorpasso capolavoro su Raikkonen rallegrano la situazione. Però, la scheda dei risultati dice comunque ottavo posto: poco. C’è qualcosa d’importante fra il venerdì e la domenica.
  • Raikkonen: 3
    Ah, c’era? Non lo abbiamo visto praticamente tutto il weekend e si becca pure il Tapiro d’oro dopo che Massa gli rifila un sorpasso da cineteca dell’Automobilismo. Lui, Grosjean e tutta la Lotus sono venuti in Canada come gli inglesi vanno in spagna: in ciabatte. E il bilancio è orrendo. Ieri, sabato e venerdì nessuno di loro ci ha capito niente. Erano partiti benissimo quest’anno e l’impressione è che si siano fermati mentre gli altri hanno continuato a crescere. Fusi orari.
  • Van Der Garde: 2 1/2
    Spiace dare dei due e mezzo, poichè Giedo è anche simpatico, ma in Canada l’olandese sulla macchina verde è un pericolo ambulante che neanche in Pac Man. A un quarto di gara non si avvede (pronto?) di Webber che lo sta doppiando, gli chiude la strada in curva rompendogli l’ala anteriore e rischiando un mezzo disastro. Rientrato in pista dopo il meritato Stop and Go va a fracassarsi da qualche parte, rompendo l’alettone anteriore. Non contento, si fa mezza pista con l’ala sotto alla gomma mentre spettatori, muretto e colleghi pregano perchè si tolga di mezzo. Quando lo fa, parcheggiando la Caterham nell’erba, si leva un sospiro di sollievo. Un disastro.
By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
Nella foto: Vergne
Picture from the web

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