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La tripletta di Van Persie all’Aston Villa regala la 20esima Premier League ai Red Devils con 4 giornate di anticipo. Ma i numeri dicono un’altra cosa.

I più scaramantici ancora non osavano proferire parola. Tuttavia, con 13 punti di vantaggio e 5 giornate da giocare, solo la matematica più ingenerosa poteva togliere il titolo al Manchester United quest’anno. In ogni caso, è bastato il primo gol di Robin Van Persie, arrivato quest’estate fra le fila dei diavoli rossi a cancellare qualsiasi dubbio. Alla fine della gara con l’Aston Villa i gol dell’olandese volante saranno tre e i titoli in bacheca dello United saranno venti, pur con quattro giornate di anticipo alla fine della stagione.

E’ l’ennesima vittoria di Sir Alex Ferguson e di un sistema calcio che ha saputo ispirare tutto il mondo fin dagli anni novanta. Non si badi, in questa sede, a tutti i risvolti societari e finanziari di cui è protagonista la famiglia Glazer. Qui si parla di calcio giocato, di undici uomini su un campo d’erba con un pallone fra i piedi e di una dinastia sportiva fondata sui risultati come poche ce ne sono state: il Barcellona di Guardiola, certamente, o l’Inter di Mourinho, perchè no.

Se lo United vincesse tutte e quattro le partite che mancano alla fine della Premier andrebbe a quota 96 punti, la cifra più alta mai raggiunta in un campionato inglese, scavalcando il Chelsea di Mourinho che riuscì a totalizzarne 95. Un’annata straordinaria? Si e no. Si, perchè quando si vince un campionato il bilancio è sempre più che positivo. No perchè, in realtà, numeri alla mano, il ManUtd di quest’anno non ha avuto una stagione migliore delle altre. Ad oggi infatti la squadra di Sir Alex Ferguson ha gli stessi punti dell’anno scorso e addirittura una peggiore media gol fatti/gol subiti. In buona sostanza, un’annata peggiore di quella in cui il Manchester City ha strappato la Premier allo United con la storica rete allo scadere di Aguero. Possibile? Sì.

In una lunga disamina, Zach Slaton -corrispondente di Forbes per le statistiche legate al mondo del calcio- spiega come la vittoria dei Red Devils sia stata costruita fondamentalmente nel piccolo lasso di tempo che è corso fra il 30 Novembre e il 12 Dicembre. Prima di questa data infatti le due squadre di Manchester erano separate da solo un punto, mentre al 13 dicembre le statistiche già vedevano lo United al 75% di probabilità di vittoria del titolo con diverse lunghezze di vantaggio sul City. Certo, c’era tempo per recuperare, ma la storia di questa Premier League ha dimostrato che in realtà gli uomini di Mancini hanno perso proprio lì il loro campionato.

Cosa significa tutto questo secondo Slaton? Significa che, più che una roboante vittoria dello United, si è trattato di una seria sconfitta per le altre squadre, City in testa, che hanno lasciato lungo la stagione punti preziosi in partite mediocri. La cifra più significativa è quella dei PPM, ovvero dei points per match, punti a medi partita: per più di 27 settimane, Rooney e compagnia hanno tenuto questa media sopra ai 2.0 (dove, ovviamente, il massimo è 3.0) mentre il Manchester City galleggiava a 1.2. Qui sta la differenza. E, vi piaccia o non vi piaccia, nei numeri sta la verità.

Esiste, dunque, carte alla mano, una ricetta del successo. In questa ricetta l’ingrediente fondamentale è la continuità di rendimento e la regolarità di prestazioni, non solo durante l’arco dell’anno, ma durante tutto il corso di un ciclo sportivo. Ferguson non ha fatto un’annata eccellente quest’anno e una pessima l’anno scorso. Al contrario: ha fatto due, cinque, dieci, venti buonissime stagioni assolutamente fotocopia da 82, 86, 90, 84, 88 punti. Sono dati che devono fare pensare, perchè è qui che si spiega la vittoria e qui che giace il segreto dello United da sempre. Se la Premier League infatti, anzichè essere vinta tramite quello che noi chiamiamo “girone unico”, fosse basata su un metodo Playoff tipo Stai Uniti, c’è caso che i Diavoli avrebbero vinto forse la metà dei Trofei. Lo dimostrano il gran numero di Derby persi contro il City negli anni recenti, o nelle concenti eliminazioni dalle competizioni europee. Lo United non è uno squadrone: è semplicemente una buona squadra molto molto regolare che ha una certezza: segnando 88 punti ad ogni campionato si arriva sempre molto, molto vicini alla vittoria finale.

Alcuni elementi, ovviamente, concorrono a questa straordinaria regolarità: prima fra tutti la permanenza di Ferguson sulla panchina da più di due decenni. In secondo luogo alcune azzeccate scelte di mercato, come quella di Van Persie di quest’estate ma non solo. Piccole cose, parrebbe, che però generano grandissimi numeri e conducono ad un successo quasi certo.

Onore, dunque, a questa squadra e ai suoi magistrali interpreti. 20 titoli non sono da tutti.

Glory Glory Man United.

By Emanuele Venturoli  - RTR Sports Marketing
Nelle foto: il Manchester United
Pictures from the web

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