In Calcio

Nella miriade di calciatori portati a Perugia da Luciano Gaucci, un posto speciale va riservato all’ecuadoregnoIvan Kaviedes. Arrivato in Umbria nel gennaio 1999, l’attaccante sudamericano si conferma una delle meteore più interessanti del nostro campionato.

Ivan nasce a sud di Quito nel 1977, più precisamente a Santo Domingo de los Colorados, dove un tempo i suoi antenati si tingevano i capelli con i frutti rossi della zona. In questo clima incontaminato e ricco di colori, il ragazzo perde i genitori all’età di sei anni e si ritrova solo con un pallone tra i piedi. Il suo fedele compagno di giochi non lo tradisce, all’età di diciotto anni approda all’Emelec, una delle squadre più importanti del suo paese. Il giovane Kaviedes si mette subito in mostra, vede benissimo la porta e segna gol a grappoli. “El Nine” (soprannome che richiama il numero nove, solitamente attributo al centravanti) in tre anni stupisce tutti, su di lui buttano gli occhi tante squadre europee ma il fiuto del presidente umbro anticipa tutti. L’arrivo a Perugia ha qualcosa di innovativo, Gaucci si convince delle sue qualità grazie a internet, osservando filmati delle mirabolanti imprese di Ivan. In pochi giorni brucia la concorrenza e porta in Italia il miglior attaccante del campionato ecuadoregno (43 reti in 34 partite). Nel freddo inverno italiano, Kaviedes vede di nuovo rosso ma i frutti della sua terra sono lontani, adesso quel colore appartiene alla maglia del Perugia. Il tecnico Castagner lo butta subito nella mischia, la prima rete arriva con la Sampdoria a fine gennaio; seguiranno altre tre marcature, con un bottino finale di 4 reti in 14 presenze. Troppo poco per uno come lui. L’avventura italiana finisce dopo appena sei mesi: Ivan in estate chiede di essere ceduto. Il Perugia non ci pensa due volte e lo spedisce al Celta Vigo. Da lì inizia una carriera in giro per il mondo, dove ottiene risultati modesti. Dopo Spagna e Italia, ”El Nine” gioca in PortogalloMessicoInghilterraArgentina e dal 2006 si trasferisce definitivamente in patria. In cinque anni cambia altrettante squadre, dichiarando di voler lasciare il calcio nel 2011. Niente di vero, l’Aucas (terza divisione) gli propone un ruolo da leader, il tempo di fare l’ennesimo trasloco e Ivan indossa subito una nuova maglia. Con la nazionale ecuadoregna, Kaviedes partecipa ai mondiali 2002 e 2006. In quest’ultimo si distingue per un’esultanza davvero particolare: dopo aver segnato contro la Costa Rica, Ivan estrae dalle mutande una maschera da Spiderman e corre a esultare in onore di un suo compagno deceduto pochi mesi prima.

La sua fama di bomber ha sempre viaggiato sullo stesso binario di quella da latin lover. I figli sparsi tra Europa e Sudamerica non si contano più, addirittura in Ecuador fu accusato da numerose donne di non essersi assunto le responsabilità da padre. Se per molti resta sempre “El Nine”, per tanti altri è diventato “Inseminator”, e a noi piace ricordarlo così.

Luigi Cammarota – Calcionews 24

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