In Formula 1
vettel-red-bull-2013

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Togliete Sebastian Vettel dal Gran Premio del Canada. Non era lì, non c’era, non ne parleremo neppure. In perfetto stile “gita di classe” ai tempi del liceo, il tedesco s’è visto alla partenza e poi all’arrivo. In mezzo, chissà, dimenticato anche dalle telecamere. Bando dunque per un attimo ai campanilismi, alle chiacchiere da bar e alla passione di un cuore che batte sempre e comunque di un rosso rampante: Sebastian Vettel sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve ha dato un’ impressionante prova di forza, comandando dal primo all’ultimo giro con ritmo forsennato e concedendosi solo due sbavature in ben 70 lunghissimi giri passati completamente da solo.

Dietro c’è parecchio da discutere e il Gran Premio si riempe di tantissime lotte serrate che animano il pomeriggio nord americano. Lo spettacolo più bello lo offrono certamente le Ferrari di Alonso e Massa, che davvero ricamano una gara brillante. Secondo lo spagnolo dopo una splendida rimonta dal centro del gruppo e ottavo il brasiliano, che probabilmente regala a pochi giri dalla fine il sorpasso più bello di tutto il GP, ai danni di un Raikkonen a dir poco opaco.

Sembrano ribaltati i valori mostrati a Montecarlo, segno che la gara del Principato è storia a sè che poco o niente ha a che vedere con una vera corsa di Formula 1. Rosberg, primo fra gli Yacht e i Casinò, arriva quinto a Montreal, con una gara appena sufficiente, surclassato da entrambe le Red Bull, da Alonso e dal compagno di squadra Hamilton.

Proprio l’inglese pare rinato, al volante di una monoposto competitiva e veloce sul dritto anche se forse ancora poco brillante in trazione dopo le curve. Il duello con il ferrarista per il secondo posto è uno scontro fra due dei più grandi piloti della nostra generazione, giocato su staccate profonde e su rettilinei lunghissimi e -fortunatamente- soleggiati. Alonso la spunta, non senza il brivido ovviamente, poichè in conclusione di manovra, la Mercedes dell’anglo-caraibico sfiora la ruota posteriore di Maranello e per un attimo al muretto rosso tutti trattengono il fiato.

Bene, anzi benissimo, la Toro Rosso che conclude con Vergne addirittura sesto ed autore di una gara solida e autorevole davanti a Di Resta (sempre positivo), Massa, Raikkonen e Sutil. Male, anzi malissimo, la coppia McLaren, undicesimo Perez e dodicesimo Button, in caduta libera in un precipizio disastroso e, onestamente, umiliante per una scuderia come quella di Woking.

A conti fatti, e tolto Sebastian Vettel -di cui abbiamo detto che non parleremo- la domenica Ferrari è stata più che positiva. Alonso ha tirato fuori il solito grandioso coniglio dal cilindro e gli uomini di Maranello hanno dimostrato per l’ennesima volta di sapere mettere in piedi una macchina veloce, affidabile e precisa, capace in diverse occasioni di far segnare il giro più veloce della pista. Tuttavia, se davvero l’asturiano vuole pensare di rincorrere questo Vettel e questa RedBull, la Scuderia deve fare uno sforzo per migliorare, o almeno limitare i danni il sabato.

Partire dalla sesta casella (Alonso, ma con Massa sedicesimo) è una scommessa persa in partenza. Con avversari e macchine di questo calibro, averne cinque davanti allo spegnimento dei semafori è un harakiri che non solo Maranello, ma nessuno può permettersi. Non solo perchè è un rischio altissimo trovarsi in mezzo al gruppone alle prime due curve (soprattutto se in giro c’è gente alla Grosjean o alla Van der Garde), ma anche perchè diviene impossibile colmare il gap con i primi, che girano senza traffico davanti.

Domenicali, Stella e tutto il Team Ferrari hanno l’obbligo di comprendere, prima che la situazione punti diventi seria per davvero (ora Vettel è a +36), che quasi metà della gara si vince il sabato e che non si può pretendere che Nando abbia sempre le maniche piene di assi la domenica pomeriggio.

Altrimenti, posto che di Vettel non si parla, il secondo posto è la migliore delle alternative.

By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
Nelle foto: Fernando Alonso e Sebastian Vettel
Pictures from the web

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