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Quarta vittoria consecutiva per Sebastian Vettel e leadership confermata a tre appuntamenti dalla fine. Anche in India, infatti, il campione del mondo in carica ha potuto contare su una Red Bull incredibilmente performante che ha messo in riga gli avversari. Un poker di vittorie che lancia Vettel insieme ai mostri sacri di questa F1: Senna e Schumacher. Solamente loro, infatti, sono riusciti ad ottenere un filotto di quattro vittorie per ben due volte in carriera.

Per Sebastian Vettel, il risultato è arrivato grazie ad una evoluzione fulminante della Red Bull nei confronti degli avversari. Il segreto della monoposto di Milton Keynes sembra essere tutto nel retrotreno, dove scarichi, diffusore e Double DRS interagiscono perfettamente tra loro, creando carico aerodinamico che consente ai piloti di guadagnare decimi preziosi ad ogni curva, lenta o veloce che sia. Il retrotreno della monoposto firmata da Newey è l’insieme di tecnologie vietate dal regolamento, ma reinterpretate in modo nuovo e dunque in pieno rispetto delle regole attuali.

I primi inseguitori sono gli uomini della Ferrari. Da Maranello stanno dando il massimo per migliorare la F2012 in termini di prestazioni e – in India – hanno sfoggiato un nuovo diffusore dotato di un profilo superiore che abbraccia l’intero estrattore, chiaramente ispirato alla Red Bull. Inoltre, anche le ali della F2012 sono state riviste e il miglioramento c’è stato. Peccato che al passo avanti della Rossa, ne siano seguiti due dagli uomini di Newey. La situazione, dunque, resta invariata.

Fernando Alonso ha dovuto tirare fuori il coniglio dal cilindro a Greater Noida dove, pur partendo dalla quinta posizione, ha messo in scena una delle sue gare più belle, riuscendo a recuperare fino al secondo posto e limitare i danni. Oggi Fernando accusa ben 13 punti di ritardo dal rivale tedesco ed è pienamente cosciente che dovrà puntare solo alla vittoria nelle prossime gare, perché i semplici piazzamenti non bastano più per alimentare le speranze iridate. Solamente un guaio tecnico o un incidente potrebbero ribaltare una situazione ormai piuttosto chiara.

E dire che dopo le qualifiche indiane, Alonso aveva dichiarato: “Per vincere il mondiale dovremmo avere una macchina a livello delle altre. Finchè è stato così eravamo primi in campionato, poi è arrivato Newey…”. Un Alonso che – secondo indiscrezioni – sarebbe stato al punto di esternare tutta la sua rabbia e delusione su Twitter. Ad infastidire il pilota delle Asturie sembra sia stata una dichiarazione di Pat Fry che, proprio al termine della Q3, aveva affermato: Per qualificarci dove volevamo dovevamo essere perfetti e non lo siamo stati”. Quel plurale sembrava un riferimento diretto ad Alonso, il quale era pronto a replicare che la sua F2012 correva con un particolare aerodinamico invariato dal GP di Spagna, come a voler dire che gli aggiornamenti non erano stati poi così tanti nel corso della stagione. Solo Stefano Domenicali è riuscito ad evitare questo terremoto mediatico che, comunque, è trapelato fuori dal motorhome Rosso, seppur ampiamente ridimensionato.

La sfida mondiale, dunque, non si gioca solamente in pista. Inizia tutto nelle fabbriche. Milton Keynes contro Maranello. Newey ha portato in vantaggio il suo gruppo, ma questo non vuol dire che in Ferrari siano degli incompetenti, come certa stampa si ostina ad insinuare. Perché si tratta dello stesso gruppo che ha recuperato 1.5 secondi di prestazione da una vettura che le prendeva anche da Lotus e Mercedes, mentre ora è in seconda posizione nella classifica costruttori.

Domenica prossima si torna subito in pista, sul circuito dello Yas Marina Circuit. Un’oasi in mezzo al deserto, dove la Ferrari non può che ricordare il mondiale perso nel 2010 nonostante i 15 punti di vantaggio su Vettel. E facendo memoria degli insuccessi del passato, si proverà a cambiare la storia di questo Mondiale, nonostante la consapevolezza che si tratti di una Mission Impossible.

By Davide Reinato – BlogF1.it
www.blogf1.it
Nelle foto: Fernando Alonso e la Factory Red Bull Racing a Milton Keynes
Picturesd from the web

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alonso india 2012