In Marketing Sportivo, MotoGP

“Insomma, sicuri che sia giusta”
“Sì Marc, sicuri”
“Quindi siamo primi per davvero”
“Marc, dobbiamo andare”

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Glielo avessero detto qualche mese fa, a Marc Marquez, che alla vigilia del Gran Premio di Laguna Seca sarebbe stato primo in classifica, probabilmente sarebbe scoppiato in una fragorosa risata. Una delle sue. Oggi invece, al giro di boa del Mondiale, con i punti che dicono +2 su Daniel Pedrosa, anche la più incredibile delle fantasie è divenuta consistente realtà. Marquez non è più solo un contendente per il titolo, è IL contendente per il titolo.

Che l’aria sia cambiata e che il ruolo di Marquez sia profondamente mutato lo si capisce dalla crociata che Lorenzo e Pedrosa hanno deciso di intraprendere imbarcandosi contro tutti i pronostici per Laguna Seca. Pur lividi e strapazzati, i numeri uno di casa Honda e Yamaha sanno che concedere un’altra opportunità al ragazzo di Cervera potrebbe essere cosa poco saggia: dovesse rivincere, sarebbe difficile davvero da acchiappare nella seconda metà del campionato. Il vento è girato, le carte son cambiate e il film di questo Mondiale è passato da garrula commediola a pellicola drammatica. Con esso, è cambiato anche il personaggio del numero 93 della Honda: è diventato il Cattivo, quello da acchiappare a tutti i costi, quello cui non si fanno sconti nè si tende la mano (sportivamente, s’intende).

Più forte del previsto

Pedrosa e Lorenzo si trovano in una posizione che non avevano considerato ad inizio aprile: al massimo pensavano che il ragazzino avrebbe dato qualche fastidio e gli avrebbe tolto un po’ di luci della ribalta, ma certo non che si sarebbe trovato lì, davanti a loro, in lizza per gli allori. Credevano, una volta di più, che il titolo sarebbe stato un affare tra loro due mentre ora si trovano infilati in un manage à trois di difficile gestione. Non solo: Marquez, anche complice la giovane età, è quello più in salute e più fresco, mentre i vecchi leoni non sono mai stati così acciaccati, spalle in briciole e testa annebbiata. D’altro canto, Rossi non ha la continuità per essere un fattore mentre Crutchlow non ha i mezzi per mirare con cognizione di causa al primo posto. Come a dire che nessuno pare in grado di togliere punti al cabroncito, se non con qualche colpo di classe e d’orgoglio.

In ultima istanza, Laguna Seca rappresenta la fine dell’infanzia di Marc Marquez e questa, forse, è la vera notizia. In America il pilota Honda arriva da capo del Mondiale e con tanta pressione addosso. Non è più un ragazzino, nè il viso pulito del paddock, nè il sorriso largo e bianchissimo che arriva da sopra il podio. Ora la sua testa vale tanto quanto, se non di più, quella degli altri e non gli verranno usate cortesie nè concesse deroghe. Ora chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori, e ogni gara è molto più di un piccolo passo verso il successo.

E’ un campionato nuovo, e parte con l’ottovolante ribaltato. Rimane solo da vedere dove va a finire la giostra.

“Marc, dobbiamo andare”
“Arrivo subito”

 By Emanuele Venturoli - RTR sports Marketing
Pictures from the web

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