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Mirco Lazzari’s ML Magazine

Numero 1 – 2020

mirco lazzari ml magazine motorsport photography

ML Magazine è la nuova avventura editoriale di Mirco Lazzari: un viaggio tra fotografia, sport, cultura e colori. Mirco Lazzari è uno dei più conosciuti e rispettati fotografi del Mondiale MotoGP e Superbike e ha realizzato alcuni degli scatti più celebri di tutto il motorsport. Siamo onorati di potere ospitare il suo lavoro sulle nostre pagine. Potete leggere l’edizione completa di ML Magazine al link sottostante.

Mirco’s Speech

E da qui ripartiamo. Grazie a tutti voi per aver fatto sì che il nostro sogno di un magazine prettamente fotografico possa diventare realtà. Dopo i primi tre numeri, chiamiamoli numeri zero fatti al termine della stagione passata, i risultati ci hanno convinto che la strada intrapresa sia quella giusta. Un magazine che parla attraverso la fotografia, che racconta attraverso le immagini ciò che abbiamo l’opportunità di vivere durante i nostri viaggi. Risultati importanti per noi e soprattutto che coinvolgono tanti paesi nel mondo a dimostrazione che la fotografia è ancora, è tuttora un linguaggio universale, un linguaggio comune a tutti gli uomini ed a tutte le razze.

MLmagazine, ML come le nostre iniziali, mie e di quasi tutti nella mia famiglia. ML come l’agenzia creata anni fa assieme a due persone speciali come Carlo e  Raffaella ed ora Motorsport and Life.

Il Motorsport è sempre stata la mia vita, ancor prima del lavoro è stata la passione la ragione trainante che mi ha fatto entrare in questo mondo. Un mondo nel quale vivo da oltre trent’anni, che mi ha ovviamente fatto rinunciare ad una parte privata di me, per permettere però alla parte artistica di potersi esprimere a modo suo. E di evolvermi, crescere, anche attraverso chi mi ha sempre sostenuto ed aiutato ed a chi si è unito al mio viaggio lungo questo percorso.

Life, appunto. Grazie!

Behind the Scene

The Second Life

Partiti! C’è un sole forte e caldo oltre la vetrata, che diluisce il blu del cielo. È la giornata ideale per un Gran Premio, cioè… Sarebbe. Quel blu così, chiaro come il cielo di Valencia quando il sole di novembre avvolge il circuito per l’ultima fatica dell’anno, che poi, ok, fatica non era, non lo è mai stata fino a quando ha iniziato a pesarmi, fino al momento preciso in cui l’ho riconosciuta e quello successivo in cui l’ho dovuto ammettere a me stesso, che era fatica. È stato più faticoso riconoscere che era fatica, che la fatica stessa di un’intera carriera! E non so ancora dire se è stato più faticoso annunciarlo a me stesso o annunciarlo al mondo intero, a quei milioni di fans e detrattori che, in ogni caso, si aspettavano che corressi ancora. Mi conforta pensare che, anche se molto lontano, sono ancora qui, sotto questo stesso cielo che nella mia vita precedente ha tenuto a riparo il Circus come fosse un ombrello.

Sono stato fortunato, molto, me lo ripeto come un mantra, anche se i momenti duri che ho passato, li ho vissuti veramente male. Ad un certo punto mi sono accorto che avevo paura. Paura di cadere e di farmi molto male, paura di morire, paura di non essere più all’altezza, paura di non piacere più. Paura di non vincere più.

“…sono accorsi centosessantamila spettatori per il Gran Premio di San Marino, qui all’autodromo Marco Simoncelli di Misano, quando mancano oramai pochi minuti allo spegnersi del semaforo e la griglia di partenza è completata…”

L’immagine del mio nuovo televisore riflessa sulla vetrata continua a raccontarmi il futuro senza di me. Abbandono il cielo con lo sguardo e torno al grande  schermo che, proietta gli occhi concentrati di te, che sei in pole position. La telecamera dell’ultima generazione penetra oltre la visiera, e ti cattura l’iride fra le ciglia immobili. Conosco quello sguardo che abbiamo tutti – che avevamo, tutti – due istanti prima che si spegnesse il semaforo; oggi mi viene un po’ da ridere, se ci penso: l’occhio della tigre alla partenza, tutti incazzati come jene col gas in mano e quando va male, dopo tre curve capisci subito che te le hanno suonate perché ti viene lo sguardo da pecora, eh eh eh!

“…che ha scelto la dura all’anteriore e la media al posteriore, mentre…”

Tutte le fotografie e il contenuto di questa pagina sono proprietà di Mirco Lazzari e sono qui ripubblicate con il consenso dell’autore e dei suoi soci.

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