In MotoGP

Neanche Stan Lee, il creatore dei supereroi Marvel, avrebbe, con la sua sconfinata fantasia, potuto immaginare quello che più volte i piloti del Motomondiale ci hanno fatto vedere. Recuperi rapidissimi, incidenti che avrebbero costretto al riposo un uomo normale per almeno tre settimane risolti in una notte, gare corse su polsi e caviglie fratturate. E ancora: operazioni con convalescenze superate nell’arco di poche ore e performance sulla moto impensabili per i comuni mortali.

Nella storia della MotoGP gli episodi straordinari, e gli infortuni clamorosamente superati, sono talmente tanti che è impossibile stilare un elenco esaustivo. Nelle righe che seguono proviamo ad elencarne alcuni fra i più famosi, per mostrare la forza d’animo e la scorza durissima ma sopratutto la grande passione di questi incredibili piloti – supereroi.

Loris Capirossi – Assen 2000

È la prima stagione del nuovo millennio, e il pilota di Castel San Pietro corre il Gran Premio di Assen con una mano rotta, dopo una frattura al terzo e al quarto metacarpo riportata nel Warm Up di poche ore prima. Riesce non solo a disputare la gara, ma addirittura giunge terzo alla bandiera a scacchi. Dopo il podio si reca in infermeria, dove fra gli sguardi increduli del personale gli viene completamente ingessata la mano.

Troy Bayliss – Donington Park 2007

Terzo appuntamento della stagione Superbike 2007, Bayliss è al comando di Gara 1 quando cade rovinosamente in curva e viene gettato nella ghiaia. All’ospedale del Derbyshire la diagnosi è immediata: il mignolo della mano sinistra è completamente da ricostruire. Il pilota si informa sui tempi di recupero dopo un’operazione del genere e ritiene la degenza troppo lunga. Pur di continuare a correre il mondiale e di non interrompere la stagione, Bayliss opta per la strada più clamorosa: l’amputazione del dito.

Marc Marquez – Mugello 2013

Leggenda vuole che non esista pilota al mondo che non abbia un tuffo al cuore quando si tratta di affrontare il temibile rettilineo del Mugello. Con velocità di punta che superano i 350 Km all’ora con le attuali MotoGP, il lunghissimo dritto delle colline toscane è uno dei punti più veloci del Mondiale. A farne le spese nel 2013 è Marc Marquez, che proprio prima della staccata perde il controllo della sua Honda e finisce a terra a 340 all’ora. È un botto spaventoso, che lascia senza fiato spettatori, commentatori e addetti ai lavori. Fortunatamente il ragazzo di Cervera si rialza, apparentemente illeso e rientra al box. Il giorno seguente correrà la gara, con un enorme livido sotto il casco all’altezza della mandibola.

Valentino Rossi – Mugello 2010

Fra le vittime illustri del Gran Premio d’Italia c’è anche il nove volte campione del Mondo Valentino Rossi. È il 2010 quando il Dottore viene disarcionato dalla sua Yamaha e lanciato in aria. Cadendo si fratturerà la caviglia. Nonostante il recupero a tempi di record (41 giorni appena) non riuscirà a riprendere efficacemente la corsa per il Mondiale.
Alcuni anni dopo Rossi si ripete, nell’Agosto del 2017 durante un allenamento con una moto da enduro si procura la doppia frattura di tibia e perone. Dopo tre settimane rientra ad Aragon con un eccellente 5 posto in gara.

Jorge Lorenzo – Assen 2013

Fra le imprese più clamorose della storia della MotoGP c’è certamente quella di Jorge Lorenzo nel 2013 in terra olandese. Nelle FP2 del giovedì pomeriggio di Assen, Lorenzo tocca con la gomma posteriore la striscia bianca resa viscida dalla pioggia e la sua moto perde immediatamente aderenza causando uno spaventoso High-side. Il volo dello spagnolo termina sulla spalla sinistra e ha come risultato la frattura completa della clavicola. Viene portato d’urgenza all’Ospedale Generale della Catalogna, dove viene nottetempo operato. Con una decisione che ha dell’incredibile Lorenzo chiede di essere immediatamente trasportato nuovamente ad Assen, dove il sabato partecipa alla gara, conquistando uno strepitoso quinto posto.

Barry Sheene – Daytona 1975

La leggenda di Sheene si è creata anche grazie alla rapidità con cui il centauro sapeva tornare in sella dopo terribili incidenti in un’epoca certamente non avanzata come oggi in termini di sistemi di sicurezza. È il 1975 e la gara è Daytona, negli Stati Uniti. La gomma posteriore di Sheene si polverizza letteralmente a 170 all’ora e il pilota viene lanciato con violenza sull’asfalto. Il referto medico è praticamente un bollettino di guerra: frattura al femore sinistro, frattura a radio e ulna destra, fratture da compressione a 4 vertebre, 3 costole rotte e un’infinita serie di terribili abrasioni. In seguito il pilota stesso dirà alla stampa: “C’era talmente tanta pelle staccata dalla mia schiena che avrebbero potuto rivestirci un divano. Fossi stato un cavallo da corsa, e non un uomo, mi avrebbero abbattuto sul posto”. Nonostante i danni, bastarono meno di 50 giorni per risaltare di nuovo in sella.

Mick Doohan – Assen 1992

Forse l’incidente motociclistico che più di tutti portò alla ribalta internazionale la Clinica Mobile e il suo creatore, il Dottor Costa, fu quello di Mick Doohan ad Assen nel 1992. L’australiano di casa HRC, durante le qualifiche del Gran Premio d’Olanda, scivolò sulla pista rimanendo impigliato sotto la moto, fino al terribile impatto con gli altissimi cordoli del tracciato. Tibia e perone in frantumi, Doohan fu operato subito ma gravi complicazioni sorsero immediatamente dopo l’intervento, con terribili problemi di cancrena e la prospettiva atroce di un’amputazione. Il Dottor Costa prelevò Doohan dall’Ospedale in cui si trovava, per rinchiuderlo in una piccola clinica privata allestita all’interno della sua stessa casa. I trattamenti che seguirono furono al limite della fantascienza, con le due gambe del pilota ingessate insieme per favorire lo scambio di sangue fra i due arti e l’applicazione di un enorme tutore metallico per addrizzare la gamba. Ci vollero otto settimane di sacrificio ma Doohan ebbe salva la gamba e potè risalire in moto. Perse il mondiale per pochissimi punti, ma entrò senza ombra di dubbio nella leggenda.

Un piccolo grande aiuto

Gli sportivi in generale, ed i piloti in particolare, hanno dalla loro una fortissima forza di volontà che li aiuta a superare difficoltà incredibili.
C’è da dire che, in fase di recupero, quelli della MotoGP sono supportati da strutture di primissimo livello che li assiste e facilita ad ottenere simili risultati.
Una di queste, di cui si è già fatto cenno, è la Clinica Mobile.

La Clinica, che può di buon grado essere annoverata tra le “eccellenze italiane”, rappresenta per caratteristiche, specificità ed operatività un’interessante opportunità di sponsorizzazione per aziende di settori vicini alla salute e al benessere.
Se siete incuriositi potete scoprirne di più seguendo questo link https://rtrsports.com/sponsorizzare-la-clinica-mobile/

Picture by Scott Jones

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