In Formula 1, Formula1

Dopo il boom della Formula 1 degli ultimi anni, sponsor e aziende hanno bussato senza sosta alle porte dei team per accaparrarsi una fetta della torta. Ma con l’aumento dei costi di sponsorizzazione, le poche opportunità di sponsorizzazione e la concorrenza globale, sono pochi quelli che riescono a ottenere un contratto in Formula 1. Chi sta beneficiando di questa scarsità e della fame di corse? La Formula 2, la sorella minore della F1, che è ormai cresciuta.


La Formula 1
L’ascesa fulminea della sua popolarità negli ultimi anni ha fatto sì che tutto  il mondo del motorsport se ne avvantaggiasse. Mentre l’apice delle corse a ruote scoperte affascina un nuovo pubblico, una serie che ha beneficiato in modo particolare di questa attenzione è la Formula 2.

Spesso impegnata in gare di contorno agli eventi di F1, la Formula 2 è stata a lungo considerata come una formula di “alimentazione” per formare i futuri talenti della F1. Ora però la F2 sta uscendo dall’ombra della sua sorella maggiore e si sta affermando come un vero e proprio campionato di livello mondiale. Ecco alcuni dei motivi principali per cui la Formula 2 può essere considerata il più grande vincitore della fama e del successo della Formula 1.

formula2Maggiore esposizione e audience

Sempre più spettatori si sintonizzano nei fine settimana dei gran premi per seguire la F1, ed un numero crescente sta scoprendo per la prima volta la Formula 2.
Le gare di F2 spesso fungono da eventi di supporto nelle stesse sedi immediatamente prima dell’evento principale di F1.
Questo programma offre alla F2 un’esposizione senza precedenti al pubblico allargato della F1.
Molti di coloro che si avvicinano per la prima volta alla F2 scoprono che la serie offre gare incredibilmente combattute ed imprevedibili, spesso assenti in F1.
I numeri delle trasmissioni testimoniano questo crescente interesse, con un aumento degli spettatori della Formula 2 del 30% solo nel 2021.

Sponsorizzazione accessibile

I costi per  sponsorizzazione un team di F1 continuano a crescere, i marchi che desiderano partecipare all’azione ma non hanno deciso di investire grandi budget trovano nella Formula 2 un’alternativa molto interessante.
La sponsorizzazione di una squadra di F2 o di un pilota specifico offre un’eccellente esposizione del marchio durante i weekend dei gran premi, quindi operazioni di alto profilo a una frazione del prezzo della F1. Con un tetto massimo ai bilanci delle squadre, la F2 offre alle aziende un punto di ingresso a costi relativamente contenuti per testare le acque del marketing del motorsport. Dopo aver condotto un primo esperimento si può poi valutare il passaggio alla F1 o invece decidere che la categoria è quella giusta per l’azienda.

Riflettori puntati sui talenti emergenti

Gli entusiasmanti talenti che gareggiano in Formula 2 non sono più un pensiero secondario per la maggior parte degli appassionati. La crescente copertura evidenzia come i piloti di F2 siano pronti a diventare i prossimi Verstappen, Russell e Leclerc. Con i sedili in F1 così ambiti, la posta in gioco è altissima per i piloti di F2 che ancora inseguono il sogno. La loro spinta a impressionare i talent scout delle squadre di F1 si traduce in gare avvincenti e aggressive. Le storie legate alle rivalità, alla redenzione e alla progressione nelle formule giovanili forniscno emozioni continue agli appassionati.

Il trampolino di lancio per i neofiti della sponsorizzazione

Per le aziende che desiderano sponsorizzare i motori, la Formula 2 rappresenta un punto di partenza più accessibile e un’ottima piattaforma di apprendimento.

Profilo mediatico elevato

Con l’aumento dell’appetito dei fan per i contenuti legati alla F1, i principali media partner, come Sky Sports F1, stanno dando una copertura più completa alla Formula 2 all’interno del loro palinsesto. Programmi dedicati come la serie“Road to F1” di Sky accendono i riflettori sui talenti emergenti e posizionano la F2 come intrattenimento imperdibile, ben lungi da mera categoria addestrativa. L’espansione generale dei media del motorsport ha concesso alla F2 più spazio in TV, giornali, siti web, streaming e social media.

Opportunità di coinvolgimento della fan base

Mentre la natura ultra-esclusiva della F1 limita l’accesso dei fan, la Formula 2 mantiene un’etica di base. L’F2 corteggia attivamente la fedeltà dei fan attraverso incontri con i piloti, sessioni di autografi, concorsi e interazioni con i social media.
Questa costruzione della comunità favorisce la crescita organica di sostenitori che non si sintonizzano solo per l’azione in pista, ma si sentono coinvolti dalle storie dei piloti. È un’area in cui l’F2 ha un vantaggio anche rispetto alla sorella maggiore.

Percorso formalizzato verso la F1

La creazione formale del percorso delle serie “feeder” che portano alla F1, con la F2 posizionata subito sotto la F1, ha fornito una maggiore struttura e incentivi. Con i team di F1 che hanno un input sulla direzione della F2 e un interesse diretto nel suo successo, le due serie lavorano ora fianco a fianco. Le squadre di F1 possono collocare i piloti junior e valutare i talenti in un ambiente ambiente ideale prima di promuoverli. Per i fan, questa integrazione fornisce un arco narrativo più pulito per seguire le stelle nascenti che inseguono il loro sogno.

Il rapporto simbiotico tra la Formula 1 e la Formula 2 garantisce il successo in entrambe le direzioni. Come ogni sorella minore, la F2 è fiorita sotto i riflettori che si sono accesi sula maggiore che ha battuto i record. Si è ritagliata un’identità distintiva che serve e premia i fan, i piloti, le squadre e gli sponsor a pieno titolo. E con l’espansione della F1, la F2 è pronta per una crescita globale ancora maggiore nei prossimi anni. Per ogni giovane pilota che aspira alle glorie del Gran Premio, la strada per la F1 passa chiaramente per la F2 e lo stesso potrebbe valere per gli sponsor interessati.

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Riccardo Tafà
Riccardo Tafà
Managing Director di RTR Sports, Riccardo si è laurea in giurisprudenza all'Università di Bologna. Inizia la sua carriera a Londra nelle relazioni pubbliche, poi si sposta nel settore delle due e quattro ruote. Si trasferisce brevemente a Monaco prima di tornare in Italia. Lì fonda RTR, prima una società di consulenza e poi un'azienda di marketing sportivo che, alla fine, trova una nuova e definitiva sede a Londra.
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