In Sponsorizzazioni Sportive

Nello sport come nella vita vince uno solo, in molti si perde, spessissimo faccio parte della categoria. L’importante è rialzarsi. Questo è l’atteggiamento dei tifosi delle squadre che, immancabilmente, ci riprovano la stagione successiva. Ovviamente bisogna distinguere tra squadre che non hanno mai un guizzo e quelle che invece -anche se raramente- ci fanno sognare.

Ebbene quelle, vincano o perdano, hanno sempre un seguito fedele di supporter pronti a fare un po’ di chilometri per andare a offrire il loro sostegno. E sono tante le squadre che hanno vinto magari quaranta anni fa, ma che sono fortemente radicate nel territorio, con un buon vivaio, che svolgono attività formative per i giovani.

Quando la classifica non è tutto

Squadre importanti per le città e i cittadini a prescindere da quello che dice la classifica. E di conseguenza squadre importanti per gli sponsor interessati a dialogare con una certa area geografica.

Nello sport ci sono legami, magari nati anni prima, quando abbiamo ricevuto in regalo la prima divisa da calcio, o la maglietta della Ferrari che sono indissolubili, a prescindere dal risultato. Il tifoso è disposto a concedere molto e a tollerare anche lunghi periodi di sofferenza.

Sarà compito della squadra organizzare tutte le attività necessarie a consolidare e allargare il gruppo che li segue, e compensare con i servizi o l’accessibilità dei propri beniamini quelle soddisfazioni che non arrivano dal campo.

Abbiamo assistito nel tempo a dei sodalizi tra aziende a manifestazioni o squadre sportive di durata lunghissima. Tempi che non sono allineati alla velocità con cui la competitività di atleti e squadre cambia. Parliamo di decenni, quindi partnership che hanno resistito a ogni intemperia e agli alti e bassi della classifica.

Evidentemente le aziende hanno trovato comunque utile rimanere coinvolte, comunicare con consistenza, implementare piani a medio-lungo termine.

In conclusione

È scontato che la vittoria porti con sé oltre all’entusiasmo grandi benefit in termini di visibilità, ma non è tutto. Squadre e sponsor non dovrebbero basare i loro programmi sulla performance. Meglio se c’è, ma comunque non è indispensabile per raggiungere i propri obiettivi di Marketing e comunicazione.

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Riccardo Tafà
Riccardo nasce a Gulianova, si laurea in legge all’Università di Bologna e decide di fare altro, dopo un passaggio all’ ISFORP (istituto formazione relazioni pubbliche) di Milano si sposta in Inghilterra. Inizia la sua carriera lavorativa a Londra nelle PR, prima da MSP Communication e poi da Counsel Limited. Successivamente, seguendo la sua insana passione per lo sport, si trasferisce da SDC di Jean Paul Libert ed inizia a lavorare nelle due e nelle 4 ruote, siamo al 1991/1992. Segue un breve passaggio a Monaco, dove affianca il titolare di Pro COM, agenzia di sports marketing fondata da Nelson Piquet. Rientra in Italia e inizia ad operare in prima persona come RTR, prima studio di consulenza e poi società di marketing sportivo. 
Nel lontanissimo 2001 RTR vince il premio ESCA per la realizzazione del miglior progetto di MKTG sportivo in Italia nell’anno 2000. RTR tra l’altro ottiene il maggior punteggio tra tutte le categorie e rappresenta L’Italia nel Contest Europeo Esca. Da quel momento, RTR non parteciperà più ad altri premi nazionali o internazionali. Nel corso degli anni si toglie alcune soddisfazioni e ingoia un sacco di rospi. Ma è ancora qua, scrive in maniera disincantata e semplice, con l’obiettivo di dare consigli pratici (non richiesti) e spunti di riflessione.
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