In Sponsorizzazioni Sportive

Storicamente alcune categorie merceologiche sono state viste come poco attinenti al mondo delle corse. Una di queste, quella dei saponi e dei detersivi, può essere messa in cima alla lista. Tuttavia, secondo me si tratta di una grande occasione sprecata: c’è la possibilità di imbastire programmi di marketing sportivo significativi mettendo insieme, ad esempio, MotoGP e prodotti per la cura della casa.

Due sono i motivi principali:

  1. Gli ambienti racing, nonostante le credenze, sono di una pulizia straordinaria e le strutture in cui operano le squadre sono maniacalmente manutenute
  2. Da molto tempo oramai la donna non è l’unico responsabile acquisti dei detersivi

Racing e pulizia: perchè le corse sono maniacalmente “clean”

La prima cosa che colpisce tutti quelli che visitano una fabbrica -o factory per gli anglofoni- del motorsport è la pulizia, accompagnata ad un ordine incredibile. Pavimenti, superfici, vetri, piani di lavoro e tutti gli oggetti, oltre che in perfetto ordine sono assolutamente impeccabili. Tanto per dirne una, alcune delle lavorazioni devono essere eseguite in apposite “camere bianche”, ambienti in totale assenza di polvere, generalmente utilizzate nell’industria farmaceutica, alimentare o microelettronica.

La sensazione non cambia quando si va in pista a seguire l’attività principale dei team, correre e servire i propri partner. Tutto è pulito, ordinato, al suo posto. La cura è un denominatore costante nei box, nei garage, nelle hospitality, negli ambienti di servizio.

Insomma, non esiste miglior vetrina per mostrare cosa è possibile fare con il vostro prodotto, panno o spray: tutti hanno in mente delle immagini di meccanici che puliscono una carena o le fiancate di un’auto o la visiera del pilota con spray e panno in microfibra.  Non tutti però hanno in testa il candore delle Hospitality, o la perfezione di un garage: mostrarla ai vostri ospiti vi permetterà di fare certamente bella figura.

Ma perché questa attenzione spasmodica per pulizia e ordine nel racing, tanto presenti da diventare parte integrante dell’attività stessa? Due sono le ragioni principali: la prima per ragioni di performance, la seconda per ragioni di controllo.

In primo luogo, polvere, detriti, sporcizia e altri elementi “estranei” deteriorano le parti meccaniche e ne impediscono il perfetto funzionamento. In un mondo in cui il decimo di secondo fa la differenza, ogni componente deve essere in condizioni più che eccellenti. E l’unico modo per fare questo è una continua opera di pulizia, manutenzione e cura. In secondo luogo solo pulendo e controllando costantemente i materiali (quindi maneggiandoli) è possibile accorgersi che tutto sia integro ed esente da danni che potrebbero compromettere il risultato sportivo o, nel peggiore dei casi, rappresentare un pericolo per il pilota.

In buona sostanza nel racing pulire tutto non è un semplice esercizio di stile: è vitale per l’attività stessa.

Donne, uomini e detersivi: il cambio dell’R.A.

Il secondo punto è che il responsabile acquisti (r.a.) per la categoria merceologica dei saponi e dei detersivi, a differenza di quanto si è portati a pensare, non è necessariamente di sesso femminile. Anche qui, e grazie a Dio, il mondo è cambiato.

Basti pensare che secondo l’office for national statistic, 7.7 Milioni di persone in Inghilterra vivono da sole ed il 58.% di questi nuclei familiari sono formati da uomini che ovviamente devono occuparsi di ogni aspetto della cura quotidiana della persona ma anche della casa. Secondo l’Istat la situazione non è diversa in Italia: anche qui uomini e ragazzi di tutte le età si confrontano quotidianamente (e con buona soddisfazione, parrebbe) con detersivi per pavimenti, saponi di Marsiglia, ammorbidenti e capsule per la lavatrice.

Già, perchè se ci siamo al momento soffermati sulla cura degli ambienti, non è da trascurare l’enorme settore dell’igiene e della pulizia dei capi di abbigliamento. Anche qui, per gli interessati al settore delle sponsorizzazioni, il “food for thought” è abbondante: in pista, essa si applica a tutto il personale che orgogliosamente indossa le divise delle varie squadre. Si tratta di meccanici, ingegneri, addetti stampa e manager che espongono i marchi dei partner, e dei costruttori che rappresentano con il loro lavoro.

Nonostante il loro lavoro tradizionalmente accostato a mani unte e calzoni e magliette sporche di grasso, non troverete mai ad esempio un meccanico della MotoGP o della F1 indossare una divisa macchiata. Oltre ad averne un certo numero, le divise sono accuratamente lavate e stirate dopo ogni gara ed a fine anno sono tanto belle quanto all’inizio.

Ricordo delle pubblicità sulla capacità sbiancante di alcuni detersivi abbinata alla delicatezza nel trattare i tessuti. I meccanici del motorsport e le loro divise potrebbero essere presi come esempio perfetto di una situazione del genere. Potremmo poi facilmente allargare il nostro discorso al settore dell’elettronica di consumo, spostandoci a lavatrici ed asciugatrici che devono restituire capi lindi e pinti spesso per i week end successivi delle gare back-to-back.

È questione di pulizia ed igiene, certo, ma anche di apparenza, di rispetto, di valori da trasmettere: da divise perfette dipende l’immagine che le squadre proiettano verso il mondo esterno. I team rappresentano eccellenti opportunità di storytelling per i produttori di lavatrici e asciugatrici che potrebbero utilizzare una disciplina in cui i valori di velocità, affidabilità, resistenza sono facilmente comunicabili.

Di certo non dobbiamo mai farci condizionare dai preconcetti e pensare che tutta una serie di categorie merceologiche non siano adatte ad alcuni sport. Un pò come quando si dice che un prodotto “femminile” deve essere legato a sport femminili tipo la pallavolo. In realtà ci sono milioni di donne che guardano la MotoGP, il calcio o il rugby.

Torneremo certamente con altri articoli su questo tema, scrivendo magari di nuovi settori merceologici a prima vista poco coerenti con la sponsorizzazione del motorsport ma che in realtà, scavando un po’ sotto la superficie, non lo sono affatto.

Se avete delle curiosità o voglia di approfondire non esitate a contattarci utilizzando info@rtrsports.com

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