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Rientrati dal ponte dei Santi carichi come non mai, RTR rende meno amaro il Lunedì con i buoni e i cattivi di questo frizzante week end di Serie A. Et Voilà!

TOP FIVE

  • L’Inter: una prova di forza bella e buona quella che porta i neroazzurri a infliggere la prima sconfitta alla Juventus dopo 49 risultati utili consecutivi, con Stramaccioni attore protagonista. Il tridente che presenta in campo sarà pure spensierato per Marotta, ma si rivela l’arma vincente per dominare i padroni di casa. I suoi ragazzi hanno il merito di non soffrire i due enormi errori arbitrali del primo tempo cominciando a macinare gioco su gioco mentre il tecnico è abile anche nei cambi. L’ingresso di Guarin cambia la partita e candida la Beneamata a rivale numero uno dei campioni d’Italia. Stramala, mai come oggi.
  • Il Catania di Maran: meritatissimo settimo posto in classifica per la squadra dell’ex tecnico del Varese. La vittoria con la Lazio è il giusto premio per la società etnea che esprime  un gioco molto interessante ed altrettanto efficace. Gomez sempre più leader della squadra, siamo pronti a scommettere che l’anno prossimo cambierà casacca.
  • La Fiorentina: qui lo dico e qui NON lo negherò, secondo me i viola possono tranquillamente arrivare tra le prime quattro. I gol del bomber che sembrava essere l’obiettivo mancato del mercato estivo, al momento stanno arrivando dai piedi di Luca Toni, la cui intesa con Jovetic è sempre più completa. Se anche l’oggetto misterioso El Hamdaoui dovesse trovare spazio e reti, beh a Firenze è lecito sognare. Con l’Aeroplanino, si può volare.
  • La Roma: finalmente, direi. La squadra di Zeman umilia un Palermo sempre più a fondo, e per una volta mostra anche una difesa accettabile. Capitan Totti guida la riscossa, Destro trova finalmente sia la prima rete in maglia giallorossa, sia la prima espulsione: già ammonito, si toglie la maglietta per esultare, scatenando l’ira di Zeman che dovrà fare a meno di lui nel derby. Gioventù scalmanata.
  • Il Milan: roboante 5-1 alla vittima sacrificale Chievo. Allegri sembra aver trovato il modulo che esalta le caratteristiche di Emanuelson,  ed El Shaarawy, sempre più capocannoniere. Grande prova anche di Montolivo, ormai leader del centrocampo rossonero, e Bojan che oltre a trovare la prima rete ufficiale con la maglia rossonera, svaria anche su tutto il fronte offensivo senza dare punti di riferimento alla retroguardia avversaria. Poi vabbè, capisci che è la Domenica perfetta quando segna perfino Pazzini. Aria fresca per il Diavolo.

FLOP FIVE

  • La Juventus: la sconfitta nel Derby d’Italia ridimensiona non poco l’orbita bianconera. Non tanto per aver perso, prima o poi doveva capitare, ma per come è avvenuta. Dopo l’irregolare vantaggio di Vidal, manca il gol del Ko e nel secondo tempo viene letteralmente messa alla corde dall’Inter. Un pò di stanchezza è evidente, a differenza dell’anno scorse tante energie vengono assorbite dagli impegni europei, ma la coppia Alessio-Conte ci mette anche del suo con cambi poco azzeccati. Che senso ha togliere un evanescente Vucinic per buttar nella mischia quel paracarro di Bendtner? Perché non Quagliarella, visti i ritmi altissimi di gioco? E che non voglio dilungarmi su Giovinco che si dimostra una volta di più totalmente inadeguato al palcoscenico. Riflessioni doverose.
  • Aronica: De Laurentiis vorrebbe che il Napoli lottasse per lo scudo con giocatori come questo? Lezione per i ragazzini: non perdete la speranza, se ce l’ha fatta lui ad arrivare in Serie A ce la possiamo fare tutti! Inseguendo un sogno.
  • Le genovesi: nubi sulla Liguria, e non solo perché è un autunno piovoso. La Doria arriva alla sesta sconfitta di fila, il Grifone alla quarta, evidenziando nessun beneficio dalla cura Del Neri (0 punti in 3 partite), com’era prevedibile. Della serie ” se Atene piange, Sparta  non ride”.
  • La Lazio: male male. Nella settimana che porta al Derby, Petkovic dovrà lavorare molto sulla testa più che sulle gambe dei biancocelesti, nella speranza di recuperare Klose, vero faro in attacco.
  • Il Palermo: una sola vittoria in campionato, peraltro a fine Settembre. Riesce nell’impresa di non approfittare delle praterie della difesa di Zeman e anzi, lo scontro Munoz-Ujikani è l’episodio simbolo del periodo rosanero. Fossi Gasperini, comincerei a preoccuparmi.
By Alberto Malaguti - RTR Sports Marketing
Picture from the web

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