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Questo fine settimana al S.Paolo andava in scena una sfida che, da queste parti, non si vedeva dai tempi di Maradona. Il risultato è un pareggio spettacolare con tanto agonismo e che giocoforza è positivo più per la squadra di Conte  che per quella di Mazzarri. Vero che mancano ancora 11 giornate alla fine del campionato ma lo Scudetto sembra aver preso la strada di Torino per il secondo anno di seguito. Altri spunti interessanti, come sempre, nella top & flop che segue. TOP FIVE:

  • Giampaolo Pazzini: attaccante titolare della prima zoppicante parte di stagione rossonera, a Gennaio si trova a dover fare i conti con l’acquisto di Balotelli che evidentemente gli porta via il posto in squadra. Non mi resta che sfruttare bene le occasioni che mi verranno date, deve aver pensato il giovanotto frutto del meraviglioso vivaio dell’Atalanta. A S.Siro si presenta una Lazio che si gioca il terzo posto insieme all’Inter e, appunto, i rossoneri. Due gol e mezzo, perchè la rete di Boateng arriva su una respinta di Marchetti su stacco del numero undici milanista, nel tre a zero finale sono un bel segnale all’ambiente. Il Pazzo c’è.
  • Rodrigo Palacio: ok, entrare al posto di Rocchi con l’obiettivo di fare meglio, non era certamente un compito impossibile. El Trenza però è uomo d’onore e non si limita a fare il compitino. Protagonista assoluto della rimonta neroazzurra sul difficile campo di Catania, perdipiù dopo un primo tempo shockante chiusosi sul 2-0 per i padroni di casa. Tre punti fondamentali, in una settimana segnata dalle polemiche per lo screzio Stramaccioni-Cassano e che mantiene intatte le speranze interiste per il terzo posto. Ancora di salvezza.
  • Giorgio Chiellini: al rientro dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori negli ultimi mesi, sfodera una prestazione da leader assoluto coronata perfino dal gol che da il vantaggio ai bianconeri. In aggiunta, la solita mole di lavoro sporco che lo porta a fare a sportellate con Cavani, per usare un eufemismo, per tutti i 90 minuti salvo abbracciarsi e scambiarsi le maglie a fine gara. Guerriero bianconero.
  • Il Bologna: dopo la sorprendente vittoria nel derby dell’Appenino di Martedì scorso, arriva un’altra convincente prestazione nello scontro diretto contro un Cagliari in serie positiva da sette partite. Ancora una volta è Diamanti a trascinare i suoi con un sinistro che fa più male di un cazzotto nello stomaco. Tre punti dal forte valore simbolico, nel fine settimana in cui tutta Bologna ricorda Lucio Dalla gran tifoso felsineo e adesso la salvezza è lì, basta poco per afferrarla e chissà che non si possa fare qualcosa di più. Attenti al lupo.
  • Francesco Totti: 225 reti in serie A, agganciato Nordhal. Imperatore della Roma moderna, trascina i suoi con gol e assist. Elisir d’eterna giovinezza, cloniamolo.
FLOP FIVE
  • Parma: cosa succede a quella squadra che aveva sorpreso tutti nel girone di andata? Risultati che non arrivano, prestazioni incolori e palla che non entra. Nel frattempo, crollo verticale in classifica.
  • Il Pescara: speranze ridotte al lumicino per gli abruzzesi che comunque, a mio avviso, hanno fatto un campionato fin troppo dignitoso visto il materiale a disposizione fatta eccezione per qualche talento davvero interessante. Ovviamente, come spesso accade, è l’allenatore a farne le spese e difatti da Domenica, Cristiano Bergodi non siede più sulla panchina biancazzurra. In arrivo Giampaolo, traghettatore verso una retrocessione che pare ormai annunciata.
  • Marco Branca: lui, a rappresentare tutta la parte di società interista che si occupa di mercato. Via Snejider, Coutinho e Livaja, dentro quel condor d’area di Tommaso Rocchi. E dopo l’infortunio di Milito è emergenza attacco per l’Inter. Ma dai? Chi l’avrebbe mai detto?
  • Palermo: vedi quanto detto per il Pescara. Il ritorno di Gasperini non ha alcun effetto su una squadra svogliata e che soprattutto non riesce a capitalizzare il gioco. Quarto pareggio di seguito, non la butta dentro nessuno. Io, in tutta sincerità non la vedo bene.
  • La Lazio: si sgretola davanti la prova più grande che potrebbe essere una buona occasione per allungare. A Milano perde male, anche se va detto che alcune decisioni arbitrarli, vedi espulsione di Candreva, appaiono eccessive e alla lunga influiscono sulla prestazione. Aquila stanca.

By Alberto Malaguti - RTR Sports Marketing
Nella foto: l'esultanza di Giampaolo Pazzini - Fonte il Web
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