In Sponsorizzazioni Sportive, Sports Marketing, Sports Partnership

Nel 2014, il mondo dello sport professionistico ha ricevuto un’iniezione di denaro da una fonte fino ad allora impensata. Mentre il bitcoin si avvicinava a quota $ 1.000 per la prima volta, le aziende della crypto-economy si sono lanciate nel mondo delle sponsorizzazioni sportive.

La squadra giamaicana di bob è arrivata alle Olimpiadi invernali di Sochi dopo aver raccolto $ 30.000 in Dogecoin (una delle più famose critpovalute, che porta come logo il famoso cane Shiba Inu del meme di internet), il St. Petersburg Bowl della Florida è stato rinominato “Bitcoin” St. Petersbrurg Bowl dal brand BitPay, e la comunità dei Dogecoin su Reddit ha raccolto $ 55.000 per sponsorizzare l’auto del pilota della NASCAR Josh Wise.

A livello globale, la sponsorizzazione sportiva è un’industria da 40 miliardi di dollari: un’arena assolutamente imperdibile per chi, come le monete elettroniche, ha bisogno di credibilità e visibilità. La maggior parte dei token, infatti, non è sostenuta da risorse economiche effettive o da corrispettivi valoriali, ed è quindi evidente che awareness, popolarità e grande visibilità siano i principali scopi di marketing degli operatori del settore.

Tuttavia, dopo la clamorosa impennata del 2014, il boom delle sponsorizzazioni crittografiche nel mondo dello sport è improvvisamente finito. Con il prezzo del bitcoin crollato alla fine dello stesso 2014, i danari per la sponsorizzazione si sono prosciugati e le cripto-aziende hanno dovuto pensare più a ricostruire sulle macerie che ad investire nel futuro. Almeno fino ad ora.

Il Boom della cripto-sponsorizzazione del 2018

Trascinate da una borsa in forte rialzo, le cripto-sponsorizzazioni tornano a fare capolino ad inizio 2018.

CashBet, azienda statunitense di gaming tokens, ha dato il via alle danze a gennaio firmando un accordo di sponsorizzazione con l’Arsenal, un accordo che ha visto l’ICO di CashBet (la Initial Coin Offering, uno dei principali sistemi di finanziamento delle crypto-currencies pubblicizzato sui led a bordocampo.

Nel mese di luglio Crypto Exchange CoinDeal è diventato lo sponsor di manica del Wolverhampton FC, e in ottobre la piattaforma di social trading eToro ha siglato un accordo per sponsorizzare il Tottenham Hotspur e altre sei squadre della Premier League, un accordo che ha pagato in bitcoin.

“Fin dall’inizio abbiamo avuto un piano per contrassegnare la nostra presenza a livello globale. Volevamo ottimi giocatori e ottimi marchi, e il meglio del calcio a livello mondiale è la Premier League, per lo spettacolo offerto e per la passione sterminata dei tifosi”, ha detto a Forbes Kajetan Mackowiak, co-fondatore e capo marketing di CoinDeal.

Il calcio britannico ha ovviamente un appeal globale, ma le crypto-sponsorizzazioni si stanno già espandendo oltre il pallone. Lo scorso ottobre il torneo di golf British Masters è stato sponsorizzato da LIFElabs, creatore del token crittografico LIFEtoken, un terzo dei quali è destinato ad investire in cause filantropiche.

Luke Chittock, CEO di LIFElabs, ha dichiarato a Forbes che i Masters erano solo l’inizio di un programma di marketing ben più ampio: “stiamo cercando di diversificare l’impatto del marchio in diversi sport. Vogliamo spaziare dalle gare automobilistiche agli sport invernali, dal calcio al nuoto”.

Uscendo dal Regno Unito, il 25% della squadra di calcio Rimini F.C. è stata acquisita dall’investitore sportivo Heritage Sports Holdings (HSH), un acquisto che è stato realizzato in moneta digitale Quantocoin e ha visto il token stesso diventare sponsor di maglia del Team.

Pablo Victor Dana, fondatore di HSH, ha dichiarato a Forbes che dopo l’acquisizione del Rimini sarebbe “stato contattato da diverse altre squadre disposte a ricevere Crypto / Quatocoin in cambio di azioni. Una di queste in Inghilterra. “

Cosa succede adesso?

Mentre le cripto sponsorizzazioni sportive continuano a crescere, e per usare la celebre figura retorica, nella stanza rimangono due giganteschi elefanti che non possono più rimanere ignorati.

Il primo, ovviamente, riguarda la regolamentazione. Molte sponsorizzazioni sportive promuovono ICO e scambi che si svolgono al di fuori delle regolamentazioni del Regno Unito, principalmente perché le aziende del settore sono spesso basate oltreoceano e talvolta in cosiddetti paradisi fiscali.

Il secondo terreno grigio riguarda i prezzi. Il barometro del valore del bitcoin è rimasto stabile al di sopra del valore di $ 6,000 per tutta la metà del 2018, ma un forte ed improvviso calo, simile a quello del 2014, potrebbe mandare rapidamente a monte i piani di comunicazione delle criptovalute in generale.

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*Parte di questo articolo è una traduzione dell’articolo “Crypto Sponsorships are Heating Up (again)” di Oliver Smith e pubblicato su Forbes il 15 Novembre 2018

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