In Formula 1, Marketing, Motorsport

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‘Welcome to the Piranha Club’  fu la frase che Ron Dennis pronunciò ad Eddie Jordan per far capire subito al proprietario dell’omonimo team in che ambiente infernale fosse entrato.
Il Paddock non è però soltanto il luogo dove il pesce più grande mangia quello più piccolo, ma anche quello in cui si parla molto, e forse troppo, prima di prendere delle decisioni.
Settembre è la dead-line che molti team si impongono per compiere delle scelte, in particolare quest’anno sembra che si assisterà ad un Settembre molto intenso sul piano del business legato alla F1.
Nei piani alti della F1 si parla infatti di team in vendita, contratti da motorista che vanno e vengono e piloti che non hanno la minima idea di dove correranno da Marzo prossimo; andiamo per ordine.

I team.

Che la Lotus sia in vendita non è più un mistero e che Renault sia particolarmente interessata all’acquisto nemmeno. La casa francese sta infatti valutando seriamente un ritorno ad Enstone, base ai tempi dei titoli mondiali con Alonso e gli anni della Benetton, ma la poca chiarezza sui l’ammontare dei debiti del team nero-oro porta i vertici Renault ad agire con calma. Si è parlato anche di un interessamento per la Force India, altro team con qualche difficoltà economica ma che probabilmente recita un ruolo secondario nella trattativa. Tornare in F1 come costruttore sarà una mossa coraggiosa da parte di Renault, ma il rischio di debacle aumenterà di conseguenza non essendoci più la scusa dello “scarica-barile” con i team clienti.
Se vince la vittoria è Renault, se perde la sconfitta è Renault.

La new-entry Hass rappresenterà un punto interrogativo e l’obiettivo dichiarato sarà quello di stare stabilmente a metà gruppo. Gene Hass è realista e molto determinato, tanto che team come la Manor sono preoccupati perchè con 11 team al via non sarà più possibile per l’ultimo classificato prendere i bonus della Fom, linfa vitale per le piccole squadre. Per un team che arriva, per un altro si avvicinerebbe in ottica 2017 un addio.

I piloti.

Con la conferma di Raikkonen il mercato piloti è rimasto bloccato e la probabile conferma di una riserva Ferrari al volante di una delle Hass non contribuirebbe ai cambi di casacca. Se il sedile di Button in Mclaren sembra prenotato già da Vandoorne, rimane invece libero per un pilota esperto l’altro sedile americano: Hulkemberg è il preferito della coppia Hass-Steiner e la partenza del vincitore di Le Mans potrebbe liberare il posto in Force India per un Maldonado che potrebbe non rientrare nei piani Renault. Rimane l’amaro in bocca perchè neppure l’anno prossimo ci sarà probabilmente un italiano al via ma, essendo sinceri, l’unico papabile era Raffaele Marciello che però in Gp2 non sta facendo bene.

I motori.

Tutti vogliono il Mercedes, nessuno il Renault. Più o meno questa è l’aria che tira. Per una RedBull sempre più intenzionata ad interrompere il contratto con la casa francese per passare ai motori Mercedes, c’è una Toro Rosso che dovrà decidere se tenere i Renault o trovare un’alternativa. Il vantaggio dei Mercedes è ancora presente e forse in quel di Maranello stanno pensando che avere troppi team motorizzati da Toto Wolff possa essere un bel problema, perciò ci potrebbe essere un passo avanti di Arrivabene ai vertici Toro Rosso proprio per scongiurare il rischio di accerchiamento. Rimane l’incognita Honda, riguardo la quale tutti si chiedono se sarà in grando o meno di fare il grande passo.

Nell’attesa di trovare risposte a questi interrogativi, non resta che attendere il Gran Premio di Monza che, almeno per quest’anno, è ancora in calendario.

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