In Formula 1, Marketing Sportivo, Motorsport

162214232-42c2646b-a7bf-45a9-bc1f-172ecae5d9e2

 

Ecclestone mi è sempre piaciuto. Ho scritto una tesi di laurea sulle attività di business della F1, dedicando un capitolo proprio al buon vecchio Bernie.
È però concettualmente sbagliato sostenere che Ecclestone abbia inventato la F1, questo è un merito che va attribuito ad altri.
Se però di meriti si parla, beh, ad Ecclestone ne vanno riconosciuti molti e anche in questi, che sembrano gli ultimi, anni al timone del Circus si è sempre schierato dalla parte dell’appassionato, un esempio su tutti la costante bocciatura delle PU.
L’ultima proposta di Mr.E per risolvere la crisi della F1 è caratterizzata dal forte peso specifico: introdurre le vetture clienti.
Se ne è parlato molto, troppo forse, questa volta però la proposta è più fondata.

L’idea di base è quella di fornire telaio e motore unico a 4-5 team dello schieramento per un costo di circa 15 milioni di euro (per entrambe le vetture), un cifra molto più bassa rispetto a quella sostenuta attualmente dai team per lo sviluppo di una propria monoposto.
In questo modo Ecclestone garantirebbe alla F1 la sicura sopravvivenza di alcuni team e uno spettacolo in pista maggiore grazie alle prestazioni simili che questi team clienti avrebbero.

I benefici, secondo Bernie, sarebbero da distribuire ambo le parti (Team e F1): i team potranno prendere parte al campionato con somme minori, acquisendo però un buon valore commerciale poiché le riprese tv andrebbero spesso ad inquadrare le battaglie a centro-gruppo.
La F1, inteso come marchio, avrebbe ovviamente una griglia composta da un numero più ampio di vetture e quindi maggiori introiti per quanto riguarda i diritti tv.

Alla proposte ci sono state diverse reazioni, alcuni team come Sauber e Force India si sono da subito dichiarate contrarie al voler rinunciare allo status di “costruttori”, così come la Williams, ovviamente.
Al contrario, Toto Wolff ha espresso interesse per la proposta rimandando però un giudizio finale alla definizione degli accordi economici.

La partita probabilmente si gioca sulla libertà che sarà lasciata ai team clienti di lavorare sulle vetture e sui vantaggi competitivi per i fornitori:

– L’aerodinamica sarà unica o ogni team potrà studiarla in proprio?
– Su che basi si sceglierà il telaio e su quali il motore da fornire?
– I team clienti riceveranno i vari aggiornamenti PU?
– Quali vantaggi avranno i fornitori?

Se dovessi a questo punto immaginare delle risposte economicamente e sportivamente valide a queste domande proporrei questo:

Aerodinamica libera, quindi ogni team potrà mantenere una buona indipendenza progettuale.
Telaio unico sviluppato da un team di media fascia rispettando la classifica del campionato precedente, equipaggiato con la PU che offre il miglior rapporto prestazioni/prezzo.
I team fornitori di telaio e PU avranno l’opzione di far crescere un proprio giovane pilota nelle fila del team clienti oltre che svolgere del lavoro di ricerca e sviluppo.
Last but least, i clienti compratori di telaio e PU saranno in numero maggiore rispetto all’attuale situazione, garantendo quindi ai fornitori un più elevato ritorno economico.

Magari le mie saranno risposte fin troppo semplici, ma non sempre la soluzione si trova nella complessità. E l’attuale F1 ci insegna proprio questo.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
Recommended Posts

Leave a Comment

Scrivici

Scrivici un messaggio, verrai contattato al più presto.

Not readable? Change text. captcha txt
ferrari-monacoEugenie Bouchard