In Formula 1

sebastian-vettel-sepang-ferrariLuca di Montezemolo continua a sostenere che il contributo del vecchio management Ferrari non deve essere dimenticato dopo il ritorno alla vittoria della Rossa a Sepang. A lungo presidente del Cavallino rampante, Montezemolo è stato una delle molte vittime della ristrutturazione Ferrari del 2014, insieme a due Team Principal, un gran numero di ingegneri e, sopratutto, Fernando Alonso.

“Sono molto contento” ha dichiarato alla stampa il 67enne ora Chief Executive di Alitalia alla stampa straniera “non mi aspettavo una vittoria tanto velocemente”.

Tuttavia Montezemolo fa capire anche che non è solo la nuova guardia, capitanata da Sergio Marchionne, Maurizio Arrivabene e Sebastian Vettel, ad essere responsabile di questa vittoria.

“Questo è il risultato di un durissimo lavoro, cominciato a Maranello a Febbraio 2014, poi proseguito da coloro che gestiscono adesso la Scuderia” ha proseguito Montezemolo.

“In parte questa vittoria è dovuta ad alcuni piccoli errori di Mercedes, ma anche al lavoro di quelli che oggi non sono più in Ferrari”.

Persino Jenson Button, veterano della Formula 1 odierna e oggi compagno di Fernando Alonso in McLaren, non è convinto che Sebastian Vettel debba prendersi il merito della prima vittoria rossa del 2015 “Sebastian è arrivato fortunosamente in una situazione favorevole, credo. E’ una di quelle cose che semplicemente gira bene, chiamatelo destino se volete”.

Ad ogni modo, la vittoria del tedesco sulla nuova Ferrari deve essere comunque un boccone amaro per Fernando Alonso, ora al volante di una deludente McLaren Honda.

“Ero seduto accanto a Sebastian domenica e mi sono domandato “Che starà pensando ora Fernando?” ha detto alla BBC Lewis Hamilton, da sempre un ammiratore del pilota asturiano “Avrebbe potuto essere lui, su quel podio, senza dubbio. E’ strano come le cose cambino”.

Alonso, interrogato sulla faccenda, fa comunque sapere di non avere rimpianti ad avere lasciato la Ferrari, nonostante Vettel stia di fatto guidando una vettura che gli sarebbe contrattualmente spettata fino al 2015. “Quando ho visto la Mercedes vincere di 30 secondi in Australia -ha detto lo spagnolo al quotidiano El Confidencial– ho capito che la mia decisione era quella corretta”.

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