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formula1 e wec

 

Nell’ultimo mese due grandi costruttori automobilistici hanno rinnovato il loro legame con il motorsport, la Ford che torna a Le Mans a 50 anni dal celebre successo del 1966 gareggiando nel WEC con la nuova GT40 e la Jaguar che debutta in Formula E.
Il WEC e la Formula E sono proprio le due categorie automobilistiche che potrebbero diventare nel giro di qualche anno una reale minaccia per la Formula 1. Perchè? Lo scopriamo.

Quando un costruttore decide di investire nel motorsport lo fa per due ragioni molto semplici: la prima è quella di ottenere un ritorno in termini di sviluppo tecnologico dalle vetture da corsa a quelle stradali, la seconda riguarda invece gli aspetti commerciali e di immagine che il motorsport genera.
Perciò, quando bisogna decidere su quale categoria investire, si mettono sui piatti della bilancia questi due aspetti considerando anche potenziali rischi.

Laboratorio di ricerca e sviluppo

La Formula 1 è sempre stato il laboratorio preferito dei marchi automobilistici per fare ricerca e sviluppo e veicolare la brand image, ora gli equilibri stanno cambiando.
Il WEC sta acquistando sempre più popolarità e la libertà in termini regolamentari permette ai costruttori impegnati, specialmente in LMP-1, di sperimentare soluzioni tecnologiche sempre più avanzate, inoltre la presenza di più classi di auto concede la possibilità di partecipazione anche con investimenti relativamente bassi.
La neonata Formula E sta anche lei costruendo la sua strada, quest’anno la possibilità di utilizzare diverse powertrain ha contribuito ad attrarre molte aziende da sempre impegnate nel motorsport e l’arrivo di un costruttore come Jaguar è certamente il segnale che la categoria sta andando nella direzione giusta. Inoltre, il format di gara e le modalità di distribuzione hanno portato a livelli mai immaginabili il coinvolgimento dello spettatore.

In un confronto, le tre categorie offrono lo stesso ritorno in termini di sviluppo tecnologico, ma il WEC e la Formula E lo fanno ad un prezzo minore. Certo, la Formula 1 offre molta più visibilità ad un brand ma quando si parla di sperimentazione la visibilità non è sempre ciò che un marchio cerca. Pensate a Mclaren-Honda, quanto avrebbero voluto evitare di essere sotto la luce del riflettore mentre le vetture si fermavano ad ogni gran premio?

Concludendo, la Formula1 è ancora la regina del motorsport e lo resterà per diversi anni, ma non è più sola e le altre categorie fanno forza proprio su quelli che sono i punti deboli della F1: l’engagement dello spettatore e i costi di partecipazione.

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