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Partiamo da due numeri. 40 e 47, giocateli al lotto, se volete. Sono rispettivamente i punti mondiali di Sebastian Vettel dopo due gare e le vittorie in Formula 1 del tedesco, che arriva alla quota di Sir Jackie Stewart.  Questo il sintetico ragguaglio numerico dopo un Gran Premio della Malesia che porta con sè molti più contenuti umani che sportivi. Quello andato in scena a Sepang ieri infatti è stato un curioso balletto degli equivoci, degli egoismi e delle mortali virtù. E’ stato un saloon, nè più ne meno, in cui questa Formula 1 dei supereroi e delle supertecnologie ha mostrato il suo lato più famelico, istintivo e combattivo. E, per questo, più gradito.

In questo saloon tutti i protagonisti di questo Mondiale e di quello precedente, sono stati presi da una sorta di follia collettiva che ha regalato uno degli spettacoli più straordinari degli ultimi anni di Motorsport. Alonso finisce contro Vettel e si rifiuta di entrare ai box per cambiare il muso, Hamilton sbaglia box e va a cambiare le gomme in quello McLaren (sai, la nostalgia), Rosberg sostanzialmente smette di correre dopo che dal wall gli fanno presente che sul podio deve andare il compagno di squadra, Vettel ignora palesemente gli ordini di scuderia superando Webber e raccogliendo un dito medio dall’australiano e una caterva di insulti dal box.

Per chi l’ha vista, dagli spalti ma (per una volta) meglio ancora dal divano, è stato qualcosa di incredibile. Chi ha la fortuna di avere SKy F1HD avrà certamente seguito i veri e propri litigi sempre più accesi tenutisi nei Team Radio di Red Bull e Mercedes. Entreranno nella storia sia l’infilata di “Stupido! Stupido! Stupido!” urlato a Vettel durante il sorpasso folle a Webber, così come il “Prima o poi ti dovrai ricordare di quanto ho fatto” sibilato da Rosberg a Ross Brawn sulla bandiera a scacchi. Uno spettacolo. Così come uno spettacolo è stato lo show del dopo gara, con un podio gelato ed imabarazzato a precedere interviste e dichiarazioni al vetriolo.

Indubbiamente però, come dimostrano non solo le tante pagine dei giornali, ma anche il gran numero di video, blog e tweet apparsi in queste ore, il pubblico ha gradito. Alla fine, e non dimentichiamocelo mai, il pubblico plaude i suoi eroi e solo raramente i loro destrieri. Per una volta abbiamo finalmente visto mandare a monte regolazioni elettroniche, ordini di scuderia e buonsenso in nome della fame di vittoria, della voglia di gloria e dello spirito da corsa, quello più vero e puro.

Poco ma sicuro, Horner, Domenicali e Ross Brawn non saranno contenti di quello che è successo sulla pista malese: seguiranno riunioni, tanto lavoro di pubbliche relazioni e ufficio stampa, qualche smentita e qualche timida scusa. Già ieri Vettel dopo la vittoria si aggirava per il paddock con l’aria confusa di chi sa di avere rubato la marmellata ed ora ha bisogno di qualcuno che creda alle sue ragioni. Ma, ed è altrettanto certo, l’audience mondiale batte le mani ai sorpassi a pochi centimetri dal muro dei box e gode nel vedere battaglie cruente e testa a testa, poco importa se quel che ne esce è un disastro come quello che la Red Bull combinò in Turchia solo pochi anni fa.

E’ stato un Gran Premio da saloon, come già detto. Ma in fondo tutti sappiamo che proprio quello era il posto più divertente del vecchio west.

By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
Nelle foto:  la bagarre fra Vettel e Webber, Fernando Alonso e Lewis Hamilton (nel box sbagliato)
Pictures from the web

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