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Di Luca Alberti

Patrick_KaneI playoff NHL proseguono a gran ritmo, e lo fanno non senza poche sorprese. Guardando indietro alla classifica finale della regular season, vediamo come le principali favorite siano già tutte sparite: le quattro vincitrici di division, infatti, sono state eliminate tra primo e secondo turno. Le semifinali di conference si sono concluse venerdì notte, con ben tre serie su quattro che sono andate fino alla settima partita, e in tutti e tre i casi, curiosamente, ha vinto la squadra in trasferta. Non sembra esserci ora una chiara favorita, ma ho la netta sensazione che la Coppa andrà alla vincitrice della Western Conference, raggruppamento che anche durante la regular season ha espresso il miglior gioco, globalmente, e le cui squadre avevano record decisamente migliori.

Approfondiamo ora quanto successo serie per serie.

Boston-Montréal 3-4. I Bruins, tra i favoriti per la vittoria finale, si sono dovuti arrendere ai propri avversari storici, i quali si sono dimostrati più continui. Dopo la vittoria abbastanza tranquilla dei Bruins in gara 5, i Canadiens hanno dato un giro di vite sia all’attacco sia alla difesa, soverchiando i Bruins su tutti i fronti. L’attacco di Boston è andato in bambola, segnando una sola rete nelle ultime due partite, mentre anche il portiere Tuukka Rask, sugli scudi per tutta la stagione (Olimpiadi comprese) ha avuto un rendimento piuttosto inferiore alle aspettative. Per gli Habs gran parte del merito va al proprio portiere Carey Price, attento, sicuro e autoritario in occasione dello shutout di gara 6, e al difensore PK Subban, leader della squadra anche dal punto di vista offensivo, alla guida di un attacco molto equilibrato. Come nel 2010 Montréal passa i primi due turni nonostante lo svantaggio del campo: allora, però, entrambe le serie si erano concluse con una vittoria in trasferta in gara 7 (quest’anno solo la seconda).

Pittsburgh-NY Rangers 3-4. La serie ch ormai sembrava avviata verso la conclusione ha invece avuto un epilogo che “imprevisto” è dir poco. I Penguins, infatti, hanno gettato via il vantaggio, e sono riusciti a perdere la serie pur giocando in casa due delle tre partite rimanenti. I Rangers, combattivi fino al’ultimo, sono rimasti aggrappati con tutte le proprie forze a una serie che ha visto vincitrice in cinque casi su sette la squadra ospite, chiudendo poi la pratica contro una Pittsburgh per lunghi tratti dormiente. L’attacco dei Penguins, un po’ altalenante nei playoff, si è inceppato del tutto da gara 5 in poi, segnando una sola rete per partita. In gara 7 i Penguins hanno giocato decisamente meglio, ma non sono stati in grado di convertire in reti segnate il vantaggio dal punto di vista del gioco. I Rangers sono stati più concreti, e grazie a una buona prestazione a 360 gradi si ritrovano in finale di conference.

Chicago-Minnesota 4-2. Avevo parlato settimana scorsa di come una vittoria dei Wild in gara 4 avrebbe potuto influire sul morale degli Hawks. I Wild hanno sì vinto la quarta partita, ma Chicago ha avuto il merito di non scomporsi e continuare a fare il proprio gioco. La serie è stata più equilibrata di quanto non dica il computo delle partite: entrambi gli ultimi due incontri si sono chiusi 2-1 per Chicago, con gara 6 che è stata risolta solo al supplementare da una rete di Patrick Kane, leader insieme a Jonathan Toews di un collettivo che ha funzionato perfettamente. Un plauso ai Wild, qualiicatisi con una wild card, va fatto: Minnesota esce dal torneo a testa alta, dopo aver eliminato i favoriti Avalanche al primo turno e tenuto testa egregiamente ai campioni in carica.

Anaheim-Los Angeles 3-4. In un altro scontro in cui la squadra in trasferta ha vinto cinque incontri su sette (che poi, palare di trasferta tra Anaheim e Los Angeles è relativo), la spuntano i Kings, nella serie più equilibrata tra tutte quelle del secondo turno. I Ducks si sono saputi riprendere dopo la doppia sconfitta casalinga nelle due partite di apertura vincendo tre incontri di fila, soprattutto grazie al portiere rookie John Gibson (shutout in gara 4), ma i Kings non si sono lasciati andare, e dopo una vittoria di misura in gara 6 hanno chiuso la pratica alla settima con un sonante 6-2 sul ghiaccio di Anaheim. Tutte le superstar delle due squadre non hanno tradito le attese e si sono fatte valere fino all’ultimo. Come curiosità a margine, i Kings avevano ben 14 giocatori che avevano disputato almeno due gare 7 in carriera non perdendone neanche una, i quali allungano così il proprio record immacolato. Tra questi Justin Williams, uno dei leader offensivi dei losangelini insieme a Gáborîk e Kopitar, che migliora il proprio record nelle gare 7 a 6-0, con ben 12 punti segnati. L’eliminazione dei Ducks segna quindi la fine della lunga carriera di Teemu Selänne, che lascia l’hockey giocato dopo ben 21 stagioni. Ci mancherai, “Finnish Flash”.

Le finali di conference, peraltro, sono già iniziate. Tra ieri e oggi si sono giocate le due partite inaugurali.

Montréal-NY Rangers 0-1. Partita a senso unico quella sul ghiaccio canadese, con i Rangers che proseguono il momento di grazia e trionfano per 7-2. La serie comunque dovrebbe preannunciarsi molto equilibrata. Mio pronostico: Montréal in 6.

Chicago-Los Angeles 1-0. Al momento in cui scrivo si è appena conclusa la partita, vinta dagli Hawks per 3-1. Sulla carta sembra in vantaggio Chicago, ma sui Kings ci siamo tutti sbagliati di grosso due anni fa, e l’andamento di quest’anno non sembra molto differente. Mio pronostico: Los Angeles in 7.

E anche ai mondiali IIHF in corso in Bielorussia, i fuochi d’artificio non sono mancati. Di risultati inaspettati se ne sono visti parecchi, nelle prime giornate, tra cui la già citata sconfitta dei Canada ai rigori contro la Francia. I transalpini, che sono stati capaci di battere anche Slovacchia e Norvegia, stanno disputando un torneo sorprendente e si trovano nel bel mezzo della lotta per il passaggio al secondo turno. Proprio contro i francesi è arrivata l’unica vittoria del’Italia, che si trova ormai con più di un piede nella fossa. Per evitare la retrocessione, infatti, dovrebbe battere la Svezia ai regolamentari e sperare che i danesi non facciano neanche un punto nelle ultime due partite: una combinazione di risultati più che improbabile. Il girone A, quello di Canada e Italia, è guidato dai nordamericani e dagli svedesi, che già si sono assicurati il passaggio del turno, davanti ai cechi, che ai due leader si sono arresi solo di misura. In mezzo è bagarre, con tutte le altre squadre che hanno una possibilità concreta di passare il turno. Anche la Slovacchia, dopo un pessimo inizio di torneo, ha molte chances di avanzare. L’Italia, sul fondo, ha di gran lunga il peggiore attacco e il peggior power play, ma si può consolare con il secondo penalty killing del torneo.

Nel girone B invece domina la Russia, con 6 vittorie in altrettante partite e con un’impressionante differenza reti di 29-6. I russi, che hanno quattro tra i migliori 10 marcatori del torneo (tra cui un brillantissimo Viktor Tikhonov, leader con 13 punti), ora come ora, sono i grandi favoriti. Dietro di loro inseguono gli USA, che nonostante il passo falso contro la Lettonia e il pesante 6-1 incassato contro la Russia, si sono aggiudicati il passaggio del turno. Sorprendono i padroni di casa della Bielorussia e i loro vicini lèttoni, che si ritrovano con una partita in meno davanti all’arrancante Finlandia, alla mai convincente Svizzera e alla già eliminata Germania. Sul fondo il Kazakistan, già matematicamente retrocesso in virtù dello scontro diretto perso con i tedeschi. Per completezza diamo le classifiche (con l’asterisco chi ha una partita in meno).

Girone A: Canada, Svezia 15: Repubblica Ceca 10: Francia*, Slovacchia, Norvegia 7: Danimarca* 5: Italia 3.

Girone B: Russia 18: USA 11; Bielorussia*, Lettonia* 9; Finlandia 8; Svizzera 7; Germania 5; Kazakistan 2.

Il primo turno si chiuderà martedì 20, mentre i quarti di finale si giocheranno giovedì 22.

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