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dustin-brown-los-angelesIl campionato NHL 2013-14 è ufficialmente terminato. La Stanley Cup è stata vinta, per la seconda volta in tre anni, dai Los Angeles Kings. Avevamo già detto di come la serie era ormai avviata verso la conclusione, anche verso uno sweep che in finale non si vede dal 1998. Per lo sweep bisognerà aspettare ancora, ma i Kings hanno legittimato la loro superiorità chiudendo la serie in appena cinque partite. Ecco il dettaglio delle ultime due.

Gara 4: NY Rangers-Los Angeles 2-1. I Rangers, decisi più che mai ad evitare il cappotto e di capitolare di fronte al proprio pubblico, si gicano il tutto per tutto. Ancora una volta i Rangers partono con un vantaggio di 2-0, conseguito nei primi minuti del secondo periodo, e ancora una volta i Kings si rifanno sotto quasi subito grazie al proprio capitano Dustin Brown. Solo che, a differenza delle partite precedenti, i Rangers riescono a tenere duro e a portare a casa la partita. Il dominio dei Kings nella parte finale della partita è evidente anche dalle statistiche: il computo tiri del terzo periodo dice 15-1 (!) per Los Angeles. Dall’altra parte c’è però un Henrik Lundqvist ancora in forma smagliante e decisamente il migliore dei suoi, che para ben 41 dei 42 tiri che gli vengono scagliati contro; i Rangers non arrivano neanche a 20 tiri, ma tanto basta loro per vincere e prolungare la serie. Con questa, i Rangers evitano per l’ottava volta consecutiva in casa l’eliminazione, un record NHL. LA-NY 3-1.

 

Gara 5: Los Angeles-NY Rangers 3-2 (OT). I Kings avevano a disposizione un succulento match-point da giocarsi di fronte al pubblico amico, e non si sono lasciati sfuggire l’occasione. È ancora il solito Justin Williams a portare avanti i suoi, ma i Rangers non si vogliono arrendere senza combattere e nel secondo periodo ribaltano il risultato. La seconda rete arriva negli ultimi 30 secondi, in inferiorità numerica. I Kings non si scompogono e trovano il pari in power play con Marián Gáborík, sempre più miglior goleador dei playoff, nel terzo periodo. La partita non si sblocca e per la terza volta su cinque partite (tutte e tre, curiosamente, a Los Angeles) si va al supplementare. Dopo quasi 15 minuti i Kings hanno un’opportunità in 3 contro 1; Lundqvist para il tiro di Tyler Toffoli ma lascia la porta spalancata per Alec Martinez, che appoggia comodamente in rete il rimbalzo, quindi si libera freneticamente di guani e stecca per lanciarsi in uno sfrenato festeggiamento di squadra. Martinez ha segnato quindi il goal decisivo nelle ultime due serie, entrambi all’overtime: non male per un difensore che solitamente si nota di più nlla fase difensiva del gioco . LA-NY 4-1.

Los Angeles conquista così, come detto, la seconda Coppa in tre anni, dopo che nelle 18 stagioni precedenti alla prima vittoria i Kings avevano vinto una sola serie di playoff, chiudendo la maggior parte delle annate senza nemmeno qualificarsi. I Kings sono arrivati in finale vincendo tre serie alla settima partita (prima squadra a farlo), e tutte e tre in trasferta. In totale hanno giocato 26 partite di playoff sulle 28 teoricamente possibili: nessuna squadra vincente ne aveva mai disputate così tante. Ha vinto la squadra più completa, che ha avuto una certa produzione offensiva da tutte e quattro le linee e da anche alcuni difensori. Se due anni fa la squadra aveva vinto grazie soprattutto al proprio portiere, quest’anno è stato l’attacco a guidarla; un attacco che a tratti sfornava reti come gli Oilers di Gretzky. Come ci si poteva aspettare, il Conn Smythe Trophy (che premia il miglior giocatore dei playoff) è andato a un meritevole Justin Williams, capace di fornire la grande prestazione nei momenti in cui più era necessario. In testa alla classifica marcatori, infine, ha chiuso Anže Kopitar, con 26 punti in altrettante partite.

Ma la stagione NHL non è ancora finita: il 27 e 28 giugno ci sarà il Draft, e prima di allora (precisamente il 24) si svolgerà la cerimonia degli NHL Awards, dove verranno consegnati i premi e i riconoscimenti per la stagione appena passata. La serata sarà presentata dal conduttore TV George Stroumboulopoulos.

Alcuni premi sono già stati assegnati, per la precisione:

Stanley Cup: Los Angeles Kings

Clarence Campbell Bowl (per i campioni della Western Conference): Los Angeles Kings

Prince of Wales Trophy (per i campioni della Eastern Conference): New York Rangers

Presidents’ Trophy (per il miglior record della regular season): Boston Bruins

Art Ross Trophy (per il miglior marcatore): Sidney Crosby, PIT

Rocket Richard Trophy (per il miglior goleador): Aleksandr Ovechkin, WSH

Conn Smythe Trophy (per il miglior giocatore dei playoff): Justin Williams, LAK

William M.Jennings Trophy (per il/i portiere/i della squadra che ha subito meno reti in regular season): Jonathan Quick, LAK

Ecco invece i finalisti (e i miei pronostici) per gli altri premi principali:

Hart Memorial Trophy (per il miglior giocatore della regular season): Sidney Crosby, PIT; Ryan Getzlaf, ANA; Claude Giroux, PHI. Credo che vincerà Crosby, che ha letteralmente trascinato la propria squadra verso il primo posto di division con leadership indiscussa. Getzlaf non è stato da meno, ma secondo me Crosby si è distinto maggiormente.

Ted Lindsay Award (per il miglior giocatore della regular season, secondo votazione dei giocatori): Sidney Crosby, PIT; Ryan Getzlaf, ANA; Claude Giroux, PHI. Stesso discorso di sopra.

James Norris Trophy (per il miglior difensore): Zdeno Chára, BOS; Duncan Keith, CHI; Shea Weber, NSH. Questi tre sono ormai degli habitués, come finalisti per questo trofeo, ma non vedo uno che si è distinto più degli altri. Weber ha segnato di più, Keith ha fatto più punti, Chára ha mostrato il suo solito gioco fisico. Dico Keith.

Frank J.Selke Trophy (per l’attaccante che più eccelle nella fase difensiva del gioco): Patrice Bergeron, BOS; Anže Kopitar, LAK; Jonathan Toews, CHI. Dei tre mi ha colpito di più Bergeron, vero valore aggiunto dei Bruins in fase difensiva; gli altri due hanno sì dato sempre il massimo, ma Bergeron ha reso di più.

Calder Memorial Trophy (per il miglior rookie): Tyler Johnson, TBL; Nathan MacKinnon, COL; Ondřej Palat, TBL. Il duo dei Lightning ha meritato ampiamente la nomina, ma MacKinnon, tra gli esordienti, è stato di una superiorità disarmante, e quindi molto probabilmente vincerà lui.

Jack Adams Awards (per il miglior allenatore): Mike Babcock, DET; Jon Cooper, TBL; Patrick Roy, COL. Anche in questo caso mi sa che c’è poca competizione: Roy ha preso in mano la squadra e l’ha rivoltata come un calzino, facendo passare gli Avalanche dagli ultimi posti della graduatoria ai primi: un cambio di rotta notevole.

Lady Byng Memorial Trophy (per il giocatore che meglio combina abilità e sportività): Patrick Marleau, SJS; Ryan O’Reilly, COL; Martin St.Louis, NYR. St.Louis ha già vinto questo premio in passato e credo che lo rivincerà: la sua stagione è stata molto migliore di quella degli altri finalisti.

Georges Vézina Trophy (per il miglior portiere): Ben Bishop, TBL; Tuukka Rask, BOS; Semën Varlamov, COL. Un bel duello tra Rask e Varlamov, entrambi superlativi per tutta la stagione. Le 41 vittorie danno un certo vantaggio a Varlamov, ma Rask mi è sembrato più costante. In questo caso quindi non mi saprei sbilanciare.

Appuntamento dunque il 24 giugno a Las Vegas!

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