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Di Alex Righi

paul_pogbaEra la notte tra l’8 e il 9 agosto 2016, quando tuonò sulla terra la notizia dell’ufficialità della cessione del “polpo” Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United per la cifra record di ben 110 milioni di euro (89 milioni di sterline) di cui 105 pagabili in due anni e 5 al verificarsi di determinate condizioni nel corso del contratto. Si chiuse così il trasferimento più costoso della storia del calcio mondiale. Ma c’è di più: con Paul Pogba e la Juventus abbiamo assistito ad un’operazione di marketing diversa dal solito e, probabilmente, senza precedenti nel mondo dello sport.

Paul Pogba Twitter, Paul Pogba Instagram & Paul Pogba Mercato….

I social giocano da qualche anno un ruolo sempre più importante all’interno delle società sportive e il Manchester United, sull’effetto di questo cambiamento di comunicazione, con Pogba ha voluto esagerare, sostituendo la tradizionale conferenza stampa con un annuncio esclusivo sui social, precisamente alle ore 00:35 di martedì 9 agosto.

La notizia ha sicuramente lasciato perplessi i tifosi dei Red Devils in UK e, più in generale, tutti gli appassionati di calcio europei, ma questo mezzo di comunicazione è servito per far arrivare la news alle luci dell’alba in Oriente e a quelle del tramonto negli Stati Uniti.

La presentazione è stata pianificata da post e video di Pogba che giungeva in Inghilterra con un jet privato e dal famoso hashtag #POGBACK, per proclamare il ritorno del fuoriclasse francese dopo l’addio nel 2012.

Paul Pogba e Adidas…

Il marketing sportivo si sta spingendo anche oltre. Basta osservare il video hip-hop realizzato da Adidas con protagonisti il rapper Stormzy e, appunto, Pogba. Il video, rilasciato il giorno stesso del trasferimento del “Polpo” alla squadra rossa di Manchester, è diventato virale in pochi giorni e mostra Pogba che danza sulle note della canzone di Stormzy, quest’ultimo rigorosamente con indosso la maglia dei Reds. Il video è stato realizzato prendendone uno girato precedentemente da Pogba per Adidas e montato con un video del rapper. Questi è uno dei cosiddetti “influencers” di Youtube, ovvero persone con molti seguaci social che possono “influenzare” le scelte di acquisto dei consumatori. La scelta di Adidas ha raggiunto i suoi obiettivi: in poche ore dall’annuncio, sui vari social media ci sono state più di 150 mila menzioni del trasferimento di Pogba, di cui oltre 10 mila riguardanti Adidas e Stormzy. Come ha fatto Adidas a creare e lanciare un video nel giorno stesso del trasferimento di Pogba? Ce lo spiega Ben Goldhagen, Senior Publishing Manager di Adidas UK: “La nostra strategia si concentra sulla pianificazione degli scenari realizzando alcune ipotesi plausibili. Questo permette ai nostri contenuti di essere reattivi in tempo reale e pronti ad essere pubblicati quando un determinato evento si realizza”. Goldhagen spiega anche che per Adidas le star del web stanno diventando sempre più importanti nel contesto del marketing sportivo.

Questo fa capire come Adidas guardi il Manchester United come una piattaforma di marketing per raggiungere i propri obiettivi; ciò potrebbe spiegare perché la notizia dell’ufficialità è avvenuta nella notte esclusivamente tramite social (consentendo di raggiungere un pubblico giovane, non solo legato al calcio) e andando a colpire i mercati particolarmente importanti per Adidas, quello statunitense e quelli asiatici.

Pogba, che possiede circa 15 milioni di followers totali sui social, ha visto crescere il numero di oltre 2 milioni nel mese precedente al trasferimento, e di questi 1 milione circa nella settimana stessa del passaggio a Manchester.

Insomma, probabilmente Adidas e il Manchester United stanno cercando di rilanciare l’esperienza di “brand del singolo” dopo le esperienze di David Beckham e Cristiano Ronaldo, anche al di fuori del mondo del calcio, osservando il successo ottenuto da Zlatan Ibrahimovic.

Pogba potrà raggiungere il successo sportivo e commerciale dei suoi predecessori? Staremo a vedere… Per ora, l’inizio della nuova esperienza a Manchester, quantomeno sul campo, non è stato dei migliori.

Di Alex Righi

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