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E’ un talento cristallino, limpido come il diamante, e questo è palese per tifosi ed addetti ai lavori. La confidenza con cui guida la moto, l’immedesimazione con cui si unisce interamente a quella belva urlante da 228 cavalli per diventare una cosa sola è quella propria dei grandi campioni. Poche volte, forse mai nella categoria, si era visto qualcuno buttare giù la moto così, fino  a quando l’asfalto liquido per la velocità bacia il gomito e il lato della tuta. Fino ad oggi, Marc sta tenendo fede alle aspettative che il mondo del motociclismo ha riposto su di lui. Anzi, quelle aspettative sono state superate e ridefinite, fino a farlo diventare un valido concorrente per la corsa al Mondiale piloti, pur nella sua prima stagione fra i grandi. Più ancora, la MotoGP ha trovato un personaggio amato e simbolico, nuovo eroe delle folle e del giovane pubblico, proprio nel momento dell’addio di Stoner e della lunga parabola discendente di Valentino Rossi.

Dove sta allora il rischio di tutto ciò? Questa medaglia lucentissima ha una faccia opaca che troppo poco spesso è presa in considerazione e che è direttamente collegata alla velocità di apprendimento di Marc.

Nei suoi primi mesi in MotoGP Marquez ha già mostrato al tavolo di avere in mano carte eccellenti: ora il banco si aspetta da lui una prova al di sopra dell’eccezionalità. Con i suoi risultati precocissimi e sorprendenti, qualunque prova al di sotto del trionfo verrebbe bollata come un fallimento. I media, il paddock e l’intero mondo del Motorsport stanno lanciando il ragazzo Honda nel firmamento degli eroi ad una velocità che si spera sia sostenibile, vendendo la pelle dell’orso ben prima che esso sia stato catturato. È un rischio, per lui e per lo sport.

Il perchè è semplice. Ci auguriamo che sia il più tardi possibile, ma arriverà presto o tardi un punto in cui il ragazzo di Cervera commetterà un errore, magari grossolano, magari banale. Quello, per Marquez, sarà forse il primo vero banco di prova per testare la pasta di cui è fatto il cabroncito. Vedremo allora se tutta questa esaltazione si trasformerà in tensione, se questo amore si tramuterà in diffidenza e, in ultima istanza, se lo stesso Marquez non avverità come troppo pesante quella spada di Damocle che fino ad ora gli pendeva sul capo. L’insostenibile leggerezza dell’arte di imparare velocemente: una lama a doppio taglio, un’arma il cui rinculo potrebbe mostrarsi decisivo nel futuro.

Per quanto fenomenale sia, al ragazzino non verrà perdonato più niente, poichè egli non ha lasciato spazio all’idea  che per crescere davvero occorra tempo. Ma non si sfugge alla velocità naturale delle cose, al corso cadenzato e paziente delle traiettorie personali. Solo se Marc saprà gestire, nel tempo e con i modi giusti, questo enorme carico di attese riuscirà a posizionarsi in maniera stabile fra quel firmamento cui certamente appartiene per talento, velocità e eleganza.

Curioso cruccio, quello delle aspettative. Aspettiamo per una vita che ne vengano riposte su di noi, ed il resto della vita a dimostrare di esserne all’altezza.

By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
Nelle foto: Marc Marquez
Pictures from the web

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