In MotoGP, Motomondiale, Motorsport

Nel corso della storia del campionato mondiale del motociclismo l’Italia ha sempre ricoperto un ruolo molto importante sin dalle prime edizioni con piloti come Ubbiali,Liberati, Villa e case come Moto Guzzi ed MV Agusta. A cavallo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 il tricolore ha dominato il campionato del mondo con Agostini e MV Agusta 13 volte campioni del mondo.

Successivamente negli anni ’80 la classe regina é stata terreno di conquista dei piloti stelle e strisce con fuoriclasse come Rainey, Schwantz, Lawson e Roberts. Tra tali campioni i piloti nostrani hanno continuato a far parlare di sé grazie a Marco Lucchinelli, campione del mondo della 500 nel 1981 e Franco Uncini laureatosi campione l’anno successivo. Intanto la FMI (federazione motociclistica italiana) lavorava duramente per far emergere le nuove leve in grado di riscattare l’orgoglio nostrano.

I capostipiti del vivaio italiano straripante di talenti sono stati Luca Cadalora, campione del mondo della classe 125 nel ‘86 e campione del mondo della classe 250 negli anni ’91 e ’92, insieme a Fausto Gresini, campione del mondo della classe 125 nel ’85 e nel ’87.

Negli anni ’90 sono emersi diversi piloti come Loris Capirossi, campione del mondo classe 125 nel ’90 e nel ’91 e campione del mondo della classe 250 nel ’98, insieme a Max Biaggi, campione del mondo della classe 250 dal’94 al’97. La fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000 hanno visto l’esordio e l’esplosione del fenomeno Valentino Rossi, che insieme ai due sopracitati ha portato il tricolore al dominio.

Contemporaneamente con l’ingresso nel campionato della Ducati, marchio storico dell’Italia su due ruote, si arriva una situazione di idillio per il motociclismo italiano padrone della classe regina, come non succedeva dai tempi di Agostini. Tale situazione sembra poter durare a lungo ma in realtà le vittorie, il carisma e il peso mediatico di Valentino Rossi catalizzano l’attenzione delle folle, mascherando il lento declino del vivaio italiano. Andrea Dovizioso campione mondiale della classe 125 nel 2004, Marco Melandri campione mondiale della classe 250 nel 2002 e il compianto Marco Simoncelli campione mondiale della classe 250 nel 2008 chiudono il ciclo di talenti italiani vincenti.

Parallelamente la Spagna lavora intensamente sul proprio campionato nazionale e sul proprio vivaio, anche grazie all’aiuto di grandi sponsor, diventando una grossa fucina di talenti che dominano le classi minori tra i quali spiccano Daniel Pedrosa (campione del mondo classe 125 nel 2003 e della classe 250 nel 2004 e nel 2005) e Jorge Lorenzo (campione del mondo della classe 250 nel 2006 e nel 2007).

Ad oggi il lavoro della FMI è ripartito, anche se da pochi anni, coinvolgendo le classi propedeutiche per l’approdo al mondiale e bisogna dire che si iniziano a vedere ottimi risultati con piloti che stanno dimostrando un ottimo livello come Fenati, Antonelli, La Marra e Morbidelli. Tale progetto viene portato avanti e seguito dalla FMI nonostante un periodo di crisi economica tra i peggiori della storia, che rende difficile sostenere investimenti di una certa portata economica. Mi ricordo di quando salivo sul podio insieme a Capirossi e Biaggi. Ora la Spagna ci ha surclassato, hanno scuole giuste e gente disponibile a investire. Il motociclismo da loro è uno sport che ha successo – Valentino Rossi

Durante la presentazione del Team Italia sponsorizzato dalla nota casa alimentare San Carlo, il presidente della FMI Paolo Sesti ha affermato:”Il progetto Talenti Azzurri fortemente voluto dalla federazione e sostenuto da San Carlo sará attuato con borse di studio riservate a piloti del CIV, Campionato Italiano Velocità e della PreGP, contribuendo ad una diminuzione dei costi di iscrizione trasversale per tutti i partecipanti ai campionati MiniGP e Minimoto” (fonte: www.federmoto.it)

Il vivaio spagnolo è ancora superiore, ciò è testimoniato da due fattori principali: il primo riguarda i top rider della classe moto3 (ex 125) di quest’anno che sono tutti iberici, Salom, Rins e Vinales, fa eccezione solo il tedesco Folger, che rappresentano le future stelle della classe Motogp.

Il secondo fattore riguarda l’organizzazione dei campionati nazionali, molti piloti non latini affermati, come Stefan Bradl e Casey Stoner, e le nuove promesse scelgono di prepararsi al passaggio nel mondiale gareggiando nel CEV (campionato spagnolo di velocità) ritenuto il più formativo e propedeutico.

Valentino Rossi al termine del gran premio del Giappone 2012, dominata totalmente da piloti spagnoli ha affermato:”Mi ricordo di quando salivo sul podio insieme a Capirossi e Biaggi, ma ora la Spagna ci ha surclassato, hanno le scuole giuste per fare crescere i giovani e gente disponibile a investire, il motociclismo da loro è uno sport che ha successo. Da noi ci sono dei piloti  giovani di talento, ma siamo a livello di altre nazioni, non i capofila”

L’Italia ha accolto nel 2012 il talento di Romano Fenati vicecampione italiano e campione europeo nel 2011 e Niccolò Antonelli campione italiano 2011 che nella loro prima stagione hanno ben figurato ottenendo grandi risultati. Il 2013 ha visto il plotone italiano rinforzarsi con Matteo Ferrari, campione europeo 2012, Lorenzo Baldassarri campione della Red Bull Rookies Cup 2011 e Francesco Bagnaia, pupillo del famoso manager spagnolo Emilio Alzamora. Purtroppo a causa della poca esperienza dei giovani e dell’inferioritá tecnica delle loro Honda rispetto alle Ktm, gli italiani stanno patendo, senza essere riusciti fino ad ora a cogliere risultati, per il proseguio del campionato peró si prospettano maggiori soddisfazioni.

In conclusione personalmente ritengo che la FMI stia svolgendo un lavoro eccellente, nonostante la crisi abbia portato via dal motomondiale la maggior parte degli sponsor più importanti e ricchi. Inoltre il prossimo anno, nel 2014, arriveranno anche altri giovani piloti, tra cui sicuramente Luca Marini, fratellino di Valentino Rossi, che accresceranno il talento del plotone azzurro. Ritengo, inoltre, che Romano Fenati punta di diamante di questo progetto, sia un talento da smussare e raffinare, ma autentico e senza nulla da invidiare ai migliori della sua categoria, anzi in grado di lottare per il titolo mondiale della classe Moto3.

Il giorno in cui incoroneremo un italiano nuovo campione all’interno del motomondiale non sembra poi cosí lontano…

By Valerio Andreoli - Motorsports correspondent for RTR Sports Marketing
Nelle foto: Romano Fenati, Niccolò Antonelli, Valentino Rossi
Pictures from the web

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