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La notte non è buia, nel deserto del Qatar. La piccola punta della Penisola arabica si illumina di stelle vecchie e nuove e di mille riflettori, ed il mondo delle due ruote può tirare un sospiro di sollievo, perchè la sua classe Regina non solo è salva, ma più in salute che mai. L’overture del Campionato MotoGP 2014 avrebbe potuto essere l’implosione della Supernova Motomondiale, buia e gelida dopo un inverno di polemiche, dubbi e strane congiunture astrali così come è stato, almeno fino ad ora, per la Formula 1. Avrebbe potuto essere un flop, con moto che non andavano, piloti non in condizione e categorie che non si amalgamavano. E invece.

Invece quella andata in scena a Losail ieri sera è stata una delle più bella performance che la Premier Class potesse riservarci, una “prima” con tutti i crismi, pubblico in piedi, applausi per tutti. Ha fatto in fretta a riconquistarci, questa MotoGP, e a mettere da parte i dissapori: le è bastata una gara bellissima, tenuta in piedi dai suoi due protagonisti più luminosi.

A spuntarla, squarciando come un lampo la notte arabica, è stato Marc Marquez, al termine di una battaglia spericolata e spettacolare con Valentino Rossi. Se ce ne fosse stato bisogno, Marquez ha sorpreso ancora una volta per concretezza, aggressività e maturità: non ha sbagliato nulla o quasi pur in una gara difficile in condizioni difficili, dove invece colleghi illustri (Lorenzo, Bautista, Bradl, Iannone) hanno dovuto cedere il passo. Il Campione ha messo a tacere tutto e tutti, zittito quelli che lo ritenevano fuori forma a causa della frattura del perone e placato quelli che intravedevano nel mischione Open-Factory-Factory2 la fine della classe regina. Ha riportato l’ordine, nel solito caos primordiale e da salotto che si solleva quando la chiacchiera è molta e la pista sgombra.

Lo sparring partner d’eccellenza è Valentino Rossi, mica uno qualunque, mica uno a cui piace perdere. Il Dottore non solo fa gara vera, ma mette in mostra stile nuovo e grinta vecchia. Non si badi al fatto che Lorenzo non ci sia: quella di Vale è una super corsa e anche il maiorchino avrebbe avuto filo da torcere contro il tavulliano di ieri. Deve lasciare il posto a Marquez sul primo gradino del podio, ma stiamo parlando di un duello sopraffino, da quattro sorpassi al giro, deciso dal rombo nipponico che sta sotto la sella. Già, anche quest’anno le due arancioni sul dritto fanno paura e sono di nuovo la moto da battere.

Bene Espargaro, bene Dovizioso, male le Tech3, ma per i primi degli ultimi effettivamente c’è da chiedersi dove sarebbero finiti se Bradl, Lorenzo, Bautista e Iannone fossero rimasti in piedi, poichè tutti potevano giocarsi il podio.

In ogni caso, buona, anzi buonissima, la prima. E’ bastata una notte nel deserto per far tornare il grande amore.

Emanuele Venturoli
RTR Sports Marketing
Pictures from the web

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Comments
  • simone
    Rispondi

    Ho sentito che domenica prossima trasmetteranno su Cielo la Moto Gp con con il Gran Premio d’America .Che figata!!

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