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dani pedrosa malesia

dani pedrosa malesia

Dani Pedrosa, 9 1/2

In giornate come ieri è un pilota totale, a trecentosessanta gradi, pressoché perfetto. La sua gara è un lungo, imprendibile assolo dopo una partenza da gran signore della classe regina. E’ in sella ad un vero fuoribordo, vero, ma lo guida con classe e velocità  d’altri tempi. Non merita il dieci pieno per i motivi già enunciati in precedenza su queste pagine: non si può vincere solo quando non c’è più niente in palio.

Marc Marquez, 8 1/2

Il ragazzino, quello per intenderci che diceva di non pensare al Mondiale, si è messo a far di conto. E ha preferito, per sua stessa ammissione, smetter di giocare a rincorrere Pedrosa e salvare comunque l’incrementato vantaggio su Lorenzo. La sua battaglia con il numero 1 Yamaha è senza dubbio la cosa più bella di tutto il Gran Premio, poi non esagera e si accontenta dei 43 punti di gap in classifica generale. Lo può perdere solo lui.

Jorge Lorenzo, 8

Ha il grande pregio di non mollare mai, anche in una giornata in cui la sua Yamaha è chiaramente inferiore alle rivali arancioni. Parte a razzo, come da copione, ma deve mollare quasi subito il colpo a Pedrosa e a Marquez, con cui ormai le sportellate sono all’ordine del giorno. Fa una gara molto più che dignitosa, ma il piazzamento parla chiaro sui valori in campo in Malesia. Per il mondiale non ha ancora mollato, ma solo perchè non è nel suo stile.

Valentino Rossi, 7

Lo diciamo da mesi. O là davanti cade qualcuno, o il posto di Valentino è il quarto. Non a caso ne ha collezionati circa una decina, in questo anno di Yamaha. Tuttavia il Dottore sta spingendo forte ed è tutto tranne che arreso. Anzi, il suo svantaggio nei confronti dei primi sta calando, mentre cresce il gap con quelli dietro. Poi, siamo sinceri, vedere Valentino guidare una moto è sempre uno spettacolo. Vale sempre tanto.

Alvaro Bautista, 7

L’impressione è che Alvaro stia diventando un pilota un po’ più consistente rispetto ai tempi andati. La battaglia -vinta- con crutchlow lo dimostra, così come il buon piazzamento. E’ il primo, complice l’assenza di Bradl, fuori dal poker Honda-Yamaha ufficiali. Bene così.

Cal Cructhlow, 6 1/2

Fa delle gran qualifiche, ma obiettivamente la sua M1 non ha il passo per stare nè con i primi 4 nè con la Honda di Bautista. Arriva sesto, che non è male ma non è nulla di impressionante. Certo, a sua discolpa c’è anche una forma fisica non eccellente, ma non è da escludere anche un piccolo calo di concentrazione. Ci sono state settimane in cui Bautista se lo sarebbe mangiato a colazione con burro e marmellata. Non adesso.

Andrea Dovizioso, 5 1/2

Mi dispiace, so che il Dovi ci sta mettendo il cuore e che è un professionista serio e un pilota talentuoso. Ma non può meritare la sufficienza finendo a 45 secondi (meno male che la gara dura solo 40 minuti) da Pedrosa e dietro un ectoplasmico Bradley Smith. Fa il suo -e per la cronaca fa anche un bel dritto- ma non è abbastanza, sopratutto in sella a questa Ducati. Andrea purtroppo si deve rendere conto che il suo 100% non è abbastanza.

Ducati, 3

Son finite persino le parole. Hayden (che chiaramente non ne può più) appoggia la sua Desmo fumante al muretto dei box durante un rettilineo, mentre Dovizioso è più vicino alla prima delle CRT che all’ultima delle MotoGp. Attendiamo Dall’Igna e il miracolo, perchè di ciò si dovrà trattare con questa Ducati. Siamo lontani anni luce da una moto competitiva.

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