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By Carlotta Avenali - MotoGP Contributor for RTR Sports Marketing

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Come il celebre film della trilogia del Signore degli Anelli, la domenica di Silverstone mette in scena, o meglio dire in pista, una delle gare più emozionanti degli ultimi anni, che certamente non lascia spazio alla noia o alle abituali corse in solitaria dei piloti della classe regina del motomondiale.

Gara da brividi

Per gli amanti delle due ruote quella di Inghilterra è stata una gara che ha fatto uscire fuori gli occhi dalle orbite, la pelle d’oca e un’accentuata tachicardia con gli ultimi giri da cardiopalma. Ma la verità è che la gara è stata una battaglia preparata già dal sabato pomeriggio, fatta di rifiniture e accortezze, che nessuno poteva immaginare così epica, un po’ come il finale del film di Peter Jackson.

Nelle qualifiche del sabato si sono visti due ultimi giri che faremmo fatica a credere possibili se non per il fatto che la pole è stata fatta da un piccolo fenomeno chiamato Marc Marquez, che già ci ha abituato che la parola impossibile non fa parte del suo mondo animato da due ruote; che riesce a strappare una sicurissima Pole di Lorenzo a pochissimi minuti dalla fine.

Infatti Lorenzo firma un tempo record, quasi spaziale e abbassa di quasi due secondi il miglior tempo della pista, ma viene beffato da un incredibile Marquez che frantuma il suo miglior tempo guadagnandosi così la prima piazza in griglia di partenza, staccando di quasi un secondo il terzo qualificato Cal Crutchlow.

È ben chiaro che i due lì davanti non fanno un mestiere comune, non solo per noi uomini normali, ma anche ben diverso da ciò che è possibile per gli altri piloti, sembra che volino nel vento con una leggiadria rarissima sfiorando i 300 km/h, piegando sui cordoli come se non ci fosse qualcosa di più facile al mondo. Ma come ogni efficace trama di film di successo arriva il colpo di scena, e arriva nel warm up della domenica mattina quando Marquez cade lussandosi una spalla che fortunatamente subito viene messa a posto dai medici della clinica mobile e successivamente dichiarato idoneo alla gara.

Si pensa così che Lorenzo possa avere la strada spianata davanti a sé per conquistare la vittoria se non fosse che a volte i “cattivi della situazione” sono davvero duri a morire e Marquez non molla nulla, anzi prende tutto ciò che può prendere. Si tiene dietro Lorenzo per tutta la gara e al momento giusto, dopo avere studiato l’affondo, prova l’attacco.

In pochissimi giri vediamo sorpassi incredibili, che alzano la pelle e fanno sognare. Ma all’ultimo giro Lorenzo decide che vuole essere lui il vincitore della gara, e vuole la vittoria ad ogni costo. Si ripete queste parole in testa e scandisce bene i pensieri, li fa chiari e con un gesto di pura forza e autorità sorpassa Marquez lasciandolo alla seconda posizione. Quello di Lorenzo non è solo stato un sorpasso storico per la bellezza e l’eleganza del gesto in se per se ma per il controllo mentale che c’è stato tra i due spagnoli, e soprattutto per quello che nella testa di Lorenzo è scattato e ha fatto in modo di addentare l’avversario senza pietà,come non si vedeva da tanto tempo.

È stata una battaglia storica, di quelle che la storia non solo la vivono ma la incidono a caldo a colpi di derapate e traversi, di freni stritolati e marce inserite sentendo il piede vibrare e la frizione stretta tra la mano. Perché se Marquez ha portato avanti una gara del genere con una spalla lussata è ben pensabile che la sua forza sia cresciuta anche a livello mentale, e che sicuramente inciderà molto sulla psicologia dell’altro spagnolo Honda, quel Dani Pedrosa che ha preso parte a questa scena rimanendo un po’ in ombra, senza una parte di rilievo.

Perché nella metà di gara ha effettuato una rimonta clamorosa, dopo la brutta partenza non abituale per lui, ma che non è andato oltre, non ha avuto la prontezza di spingersi e attaccare il compagno di squadra che con la spalla anche malandata poteva essere un gran bel colpo, ma ha lasciato ai due fenomeni, quelli che a ragion di conti davvero vengono dallo spazio, di prendersi tutti gli applausi inglesi e lasciarlo all’angolino dell’ignoto per questa gara.

E così ritorna il Re Lorenzo, ma non solo sul gradino più alto del podio, che mancava da quasi due mesi e mezzo, ma torna a livello mentale, perché negli ultimi mesi era mancata la sua precisione e la sua fermezza che da sempre lo contraddistinguono, si era lasciato andare all’insicurezza che porta rabbia e prurito sotto le mani e un rumore assordante nella testa.

Dopo Silverstone Lorenzo può pensare di rilassarsi un pò e pianificare al meglio il suo attacco al campionato ormai nelle strette mani di Marquez, che nonostante la spalla fa scintille e infiamma cuori e soprattutto guadagna altri 20 punti importanti per la classifica mondiale.

In questo mondo però nessuno è il cattivo, non ci sono mostri da distruggere o persone da salvare, c’è solo da sedersi e guardare queste meravigliose gare, che alimentano la passione e lasciano sognare.

By Carlotta AvenaliMotoGP Contributor for RTR Sports

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