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Jorge-lorenzo-austin-jump-startMolti si saranno chiesti, dopo il Gran Premio di Austin di ieri, cosa abbia portato Jorge Lorenzo a sbagliare in maniera così clamorosa la partenza. Non solo è un errore clamoroso per un pilota come lui, tradizionalmente mentalmente molto saldo, ma anche una disattenzione rarissima per un pilota MotoGP o SBK. Mentre infatti negli anni abbiamo assistito a più di una partenza errata -un po’ in anticipo o un po’ in ritardo- quasi mai nella storia del motociclismo si è assistito ad una partenza anticipata di 4 secondi.

Ognuno ha detto la sua

Molti blog e magazine autorevoli, fra cui il prestigioso MotoMatters, si sono occupati dell’argomento, che ha lasciato sgomento più di un addetto ai lavori. Proviamo, nelle righe che seguono, a tirare le fila di quanto successo.

Il fattore iniziale, come sempre in queste situazioni, è puramente casuale: durante il giro di ricognizione di ieri, sulla visiera di Lorenzo e di molti piloti si erano accumulati un gran numero di moscerini e insetti. Per evitare di dovere affrontare il primo giro di gara e la prima staccata in salita e tutta a sinistra, con la visiera sporca, Lorenzo ha deciso arrivato sulla griglia di togliere la prima delle tante pellicole adesive che ricoprono le visiere.

Il secondo fattore da ricordare è la corretta procedura di partenza di una gara di MotoGP. Dopo che il commissario in fondo alla griglia (bandiera verde) ha segnalato il corretto posizionamento delle moto, il commissario di fronte alla griglia (bandiera rossa) attende che tutto sia ok e che il semaforo si possa accendere prima di spostarsi da un lato della pista. A questo punto, con la pista sgombra, le luci semaforiche si accendono tutte di luce rossa e rimangono illuminate per un intervallo dai 2 ai 5 secondi prima di spegnersi. Solo allora la gara può partire.

In un momento di tensione come quello della partenza tutti questi meccanismi non sono registrati come consequenziali: al contrario, per avere un riflesso più rapido il cervello tende a scartare tutte le informazioni non necessarie (commissari, bandiere, secondi) e a conservare solo quella essenziale, processandola il più rapidamente possibile. Al contrario quindi di quanto si possa pensare, un pilota non parte quando la luce rossa si spegne, ma quando il semaforo cambia, ovvero quando si modifica l’impressione retinica dell’immagine del semaforo.

Il terzo ed ultimo fattore è quello routinario. Quasi tutti gli atleti del mondo possiedono un rituale di scaramanzie e gestualità da compiere prima e durante la gara. E’ un modo per concentrarsi e per entrare mentalmente nella competizione. Questo è particolarmente vero per i piloti, che possiedono un gran numero di gesti rigorosamente in sequenza da compiere nei minuti e nei secondi prima della gara. Si pensi a Valentino Rossi e al suo celebre inchino accanto alla moto, o alla medaglietta di San Cristoforo nelle scarpe di Sebastian Vettel o Capirossi che saliva sempre e solo dal lato destro della moto.

La faccenda della visiera di Lorenzo ieri ha interrotto il suo rituale pre gara. Per sua stessa ammissione il pilota maiorchino ha dichiarato di non avere “mai tolto una visiera prima della partenza” e di essersi così distratto. Quello che è successo poi, è molto semplice. Prima di togliersi la visiera e sistemarsi il casco, Lorenzo ha guardato il semaforo: spento. Quando ha tirato su la testa, col casco pulito, ha visto il semaforo acceso, ed è partito d’istinto. Quando se ne è accorto, più o meno all’altezza di Marquez, era decisamente troppo tardi.

O meglio, 3 secondi troppo presto.

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