Motorsport: caso Vettel e caso Marquez. Perchè non sono dissimili le due questioni e come risolverle.

 In Formula 1, MotoGP, Motomondiale, Motorsport

vettel marquez

Negli ultimi giorni, in maniera abbastanza singolare per questioni di contemporaneità, due dibattiti simili stanno manipolando l’attenzione e l’agenda della F1 e del MotoGP. Se le quattro ruote e i loro appassionati discutono animatamente della legittimità o meno del dominio mostrato da Sebastian Vettel a Singapore,  altrettanto fanno i tifosi del motociclismo, domandandosi se sia il caso (o meno) di punire Marc Marquez per il sorpasso su Daniel Pedrosa durante il GP di Aragon.

Sorprendentemente a mio modo di vedere, pur nel gran bailamme mediatico e commentaristico, nessuno sta mostrando come fra le due faccende vi siano moltissimi punti in comune e come ambo le questioni poggino in realtà sulle stesse domande. Senza la pretesa di voler sbrogliare in un sol colpo tutte le matasse, ritengo che analizzando parallelamente i due casi potrebbero emergere punti di vista interessanti sia per il “caso Marquez” che per il “caso Vettel”.

A parere di chi scrive, i punti di contatto fra i due episodi sono 4, e cioè la questione della “legittimità”, la manifesta espressione dei “limiti”, il focus sui leader e le questioni campanilistiche.

La Legittimità

Portando a sintesi, il dibattito su Marquez e quello su Vettel, possono essere riassunti in un’unica domanda: “E’ regolare”? Nella vicenda Marquez, è regolare -nel sorpassare un avversario- essergli così vicino da toccarlo fino a staccargli il Traction Control? Nella vicenda Vettel, è regolare mappare il motore, utilizzare scarichi soffiati, giocare con le lacune del regolamento in modo da creare una vettura invincibile? Cosa è legittimo o non legittimo fare -per definizione- è avulso da qualsiasi interpretazione: c’è un regolamento e le regole lì espresse devono essere rispettate. Che sia stia discutendo su cosa si può o non si può fare mostra già una grande pecca di entrambi i sistemi: le regole non sono chiare. Certo, il regolamento del Motomondiale dice che bisogna “correre nella sicurezza propria e degli altri” e nulla più, ma è una contraddizione in termini in uno sport in cui si fanno i 340 su una motocicletta. Allo stesso modo, la Formula 1 dice che -ad esempio- il Traction Control è vietato, così come la manomissione della centralina unica (che dovrebbe essere una parte SPEC), ma esprime giudizi ballerini su mappature, soffiature e similari. In sostanza, la legittimità non può essere una questione: il rispetto della stessa -eventualmente- può essere giudicato.

L’espressione del Limite

Questo punto prende la mossa dalle considerazioni sopra menzionate ma introduce un aspetto non poco rilevante. Formula 1 e MotoGP sono -per definizione- competizioni. Chi vi partecipa ha come risultato la vittoria ed è disposto -entro il regolamento- a fare tutto quello che si può per trionfare. Ecco quindi come nascono sorpassi al limite e configurazioni di vetture al limite. E’ necessario che le Federazioni e gli Organizzatori dichiarino chiaramente fin dove si può arrivare. Marquez è un maverick spericolato o un lottatore disposto a tutto? Newey è un diabolico genio del male o un brillante interprete dei regolamenti? Delle due l’una, ma non entrambe le cose contemporaneamente. Lorenzo ha detto di Marquez che “non si può guidare sempre al limite”. Perchè no? Cosa oggettivamente lo impone? Della Red Bull si è detto che estremizza sempre il regolamento, portando soluzioni limite. Bene, anche in questo caso, perchè no?

Il Focus sui Leader

Marquez e Vettel condividono lo stesso, agognatissimo eppure scomodissimo destino: sono primi in classifica con eccellenti probabilità di vincere il campionato. E’ quindi normale e fisiologico che attirino le antipatie e lo scontento dell’intero “pacchetto” degli avversari. Tuttavia, se davvero il dibattito vuole essere serio ed ordinato, occorre staccare il focus dai protagonisti e allargarlo a tutti e due i paddock. Mi spiego: certo, il sorpasso di Marquez era effettivamente aggressivo e effettivamente c’è stato un contatto. Ma cosa accade fra la decima e la diciassettesima posizione, nella bagarre delle CRT? Anche lì si picchia, si pesta, si sportella e si sbraccia, ma lontano dalla telecamera non fa notizia. E -parimenti- mappature, scarichi, configurazioni, fondi delle varie Catheram, Marussia e compagnia se trovati modificati fanno tanto notizia? Raramente, poichè le suddette vetture sono perennemente nelle retrovie. Si badi, non si sta dicendo nè che il sorpasso di Marquez sia ok (ma neanche che non lo sia), nè che la RBR sia una vettura in regola (ma neanche che non lo sia). Si sta solo dicendo che le questioni sulla “legittimità” (appunto) devono essere universali e non ad personam

I Campanilismi

Tutti vorremo vincesse sempre la Ferrari. E tutti vorremmo sempre Rossi sul podio. Questo perchè siamo italiani e -per la maggioranza – tifiamo Ferrari e Valentino. All’avversario si trovano sempre le paraboliche pagliuzze nell’occhio, mentre ai nostri beniamini in fondo la si passa quasi sempre per una ragazzata. In più, essendo la Dorna spagnola e la FOM inglese, vige sempre il sospetto che gli inquilini dello stesso pianerottolo siano in qualche modo favoriti. Staccare le etichette e guardare ambo le questioni in trasparenza, staccate dalle provenienze e dalle antipatie personali è il modo per risolverle.

In conclusione -e posto che la decisione della Direzione Gara MotoGP verrà ufficializzata prima di Sepang – come si possono dirimere  le future questioni? Stare ad arrovellarsi sul rumore della Red Bull alla curva 3 (sì, è vero, gracchia, si sente benissimo) o sul punto di frenata di Marquez non ha senso. E’ indispensabile che i regolamenti siano più espliciti, nonchè capaci di fornire risposte e limiti a tutte le situazioni, indipendentemente dal contesto e dall’accadimento. Ed è indispensabile che gli organizzatori  abbiano la forza e il coraggio di applicare sanzioni e regolamenti a prescindere dalla situazione, e che team e piloti si adeguino ad esse senza fiatare.

By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
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