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Al momento in cui si scrive, i Cleveland Cavaliers sono probabilmente una delle peggiori squadre di tutto lo sport professionistico americano. Con solo nove vittorie all’attivo ed il secondo peggior record di tutta la Lega, ci sono poche ragioni per sorridere nella terra dell’Ohio.

Kyrie Irving a parte, fenomeno vero ma costretto al ruolo impossibile di unico violino, non esiste obiettivamente una buona ragione per guardare giocare i Cavs. Come sempre poi, siccome il vecchio adagio vuole che piova sempre sul bagnato, si è rotto anche Anderson Varejao: certamente non il miglior lungo della pallacanestro, ma un onestissimo mattoniere, che costa due spicci, rende tanto in termini di rimbalzi e gioco fisico e non apre bocca. Amen.

Tuttavia, nella notte di domenica, uno dei più popolari commentatori di tutto l’Ohio, Jason Lloyd, pubblica sull’Akron Beacon Journal una column che tanto strampalata non è, e che spalanca un improvviso raggio di luce su Cleveland e sul suo futuro cestistico.

La teoria di Llyod è la seguente. Ad oggi, i Cavs possono prendere due strade: o cominciare, dopo l’infortunio di Varejao che lo terrà fuori dal campo due mesi e mezzo come minimo, a ricostruire pezzo per pezzo, o possono stare fermi immobili, accettare la situazione attuale e salvare cap per fare il colpaccio fra un paio d’anni. Il colpaccio in questione risponde al nome LeBron James. Il ritorno del figliol prodigo, nientemeno.

James ha con Miami un contratto di 6 anni e 109.8 Milioni di Dollari iniziato nell’estate 2010 con un’opzione di uscita a fine stagione 2013-2014, ovvero la prossima. Dovesse rimanere a Miami dopo quella data, il Prescelto guadagnerebbe $20.6 Mln nel ’14-15 e $22.1 Mln nel ’15-’16. Sono grosse cifre, certo, ma non grosse come quelle che potrebbe offrire una squadra con salary cap sgombro come potrebbero essere i Cavs fra due anni. Oggi, Cleveland ha sicuri per la stagione 2014-2015 solo pochi nomi, Irving, Thompson, Waiters e Zellers per un totale di appena $18 Mln complessivi, con spazio salariale che permetterebbe il colpaccio, scavalcando agevolmente quello che è lo stipendio più alto nell’NBA di oggi, i $27,85Mln di Kobe Bryant.

Viste le cifre e fatta la matematica si inizia a capire come l’ipotesi non sia, di per sè, così strampalata come pareva all’inizio: James due anni fa, pur di giocare a Miami, ha accettato di giocare ad una cifra che è molto più bassa di quella effettivamente espressa da suo talento. Nella classifica dei giocatori più pagati della Lega infatti LeBron è “solo” decimo, dietro Bryant, Nowitzky, Anthony, Stoudemire, Johnson, Howard, Gasol, Paul e persino Bosh, suo compagno a Miami. Ora esiste una concreta opportunità per fare il salto, sfiorando quota 30 Milioni. Stiamo parlando di fortune.

Rimanendo su fattori economici, quali alternative a Cleveland ci sarebbero per James? Los Angeles, che ha problemi di Salary Cap (lo dimostra il fatto che ha 3 giocatori nella lista dei 10 più pagati) ma non ha problemi a pagare le multe a Stern e compagnia, e al massimo altre due o tre squadre.

Per proseguire nel discorso, dobbiamo inserire altri fattori. [Continua alla Parte II –>]

By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
Nelle foto: LeBron James
Pictures from the web

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