In Hockey

By Luca Alberti

TIWNHLjune8Presentando la serie conclusiva di questi playoff NHL avevo detto di come, dato l’equilibrio presente tra le due squadre, non mi sarei stupito se la serie di finale fosse arrivata fino alla settima partita. Quando si è trattato di fare un pronostico, però, i Kings mi erano sembrati i favoriti, e neanche di poco. Le prime tre partite hanno confermato questa mia sensazione, visto che la serie rischia di non vedere neanche la quinta partita.

Los Angeles, infatti, ha preso subito un vantaggio netto per 3 partite a 0, mettendo una seria ipoteca sulla Stanley Cup, che sarebbe la seconda nel giro di tre anni per i californiani. Vediamo più nel dettaglio come si è arrivati a tale risultato.

Gara 1: Los Angeles-NY Rangers 3-2 (OT). Nella prima partita non vede proprio niente di nuovo, per quanto riguarda questi playoff: una partita al supplementare, un vantaggio di almeno due reti sciupato, una grande prestazione di Justin Williams quando conta. I Rangers infatti si portano subito sul 2-0 grazie a due reti nel giro di neanche due minuti, di cui la seconda in inferiorità numerica. I Kings però non si scompongono, e subito trovano l’1-2 con Kyle Clifford. Nel secondo periodo arriva il goal del pareggio, con un’azione partita ancora da Clifford e passata per Williams, prima di essere conclusa da Drew Doughty. Quindi tocca ai due portieri fare gli straordinari, soprattutto a Lundqvist, sepolto da una gragnuola di tiri nel terzo periodo (ben 20); nello stesso arco di tempo Quick deve effettuare appena tre parate, ma una di queste, su contropiede in inferiorità numerica del velocissimo Carl Hagelin a 41 secondi dal termine, è più che mai decisiva. Nel supplementare Los Angeles chiude la pratica dopo meno di cinque minuti, quando un erroraccio di Dan Girardi in fase di liberazione serve un disco d’oro sulla stecca di Mike Richards, il quale smarca sottoporta Williams per il goal decisivo. 43 parate in totale per Lundqvist, migliore degli sconfitti insieme a Hagelin. LA-NY 1-0.

Gara 2: Los Angeles-NY Rangers 5-4 (2OT). Déja-vu, all over again: un vantaggio di due reti sprecato dai Rangers, una vittoria in overtime dei Kings, una grande prestazione di Justin Williams. La seconda partita è stata più accesa, con gli attacchi che nella fase centrale della partita si sono scatenati. New York va ancora avanti 2-0, ma questa volta riesce quantomeno a tenere botta chiudendo il secondo periodo avanti per 4-2. E da lì la storia si ripete: due reti nei primi sette minuti del terzo periodo portano la partita in parità. Il goal del 3-4 viene vivacemente contestato dai Rangers, e dalle immagini appare abbastanza evidente come Dwight King, l’autore della segnatura, abbia fatto interferenza sul portiere avversario. Gli arbitri, tuttavia, convalidano la rete. La partita si porta al supplementare, ma neanche tre power-play riescono a schiodare il risultato, e si rende necessario un secondo overtime. Dopo dieci minuti è il capitano dei Kngs Dustin Brown a risolvere l’incontro, deviando in rete sottoporta uno slap shot di Willie Mitchell, che sempre con uno slap aveva segnato la seconda rete dei Kings. Los Angeles vince così la terza partita di fila al supplementare, e in tutti e tre i casi senza essere mai stata avanti nel punteggio. La doppia vittoria oltre i regolamentari nelle prime due partite di finale rispecchia la prestazione dei losangelini del 2012, con la differenza che due anni fa le vittorie erano arrivate in trasferta. Tre assist per Justin Williams, serio candidato al Conn Smythe Trophy, mentre Lundqvist si avvicina ancora alle 40 parate (39, per la precisione), ma non è sufficiente. LA-NY 2-0.

Gara 3: NY Rangers-Los Angeles 0-3. La serie si sposta a New York, ma l’equilibrio della serie addirittura pende ancora maggiormente dalla parte dei californiani. Los Angeles chiude infatti con lo shutout da parte del proprio portiere, ma i niuiorchesi nel dopo-partita parlano in blocco di sfortuna. Effettivamente, tutti e tre i goal sono stati viziati da rimbalzi fortunosi che hanno favorito i Kings (e il primo è arrivato giusto una frazione di secondo prima della sirena del primo periodo), ma con un attacco incapace di segnare a uno straordinario Jonathan Quick (autore di 32 parate), c’è poco da recriminare. Le reti sono di Carter, Muzzin e Mike Richards, con gli immancabili assist, tra gli altri, di Williams e Kopitar. Kopitar, Williams, Carter e Gáborík occupano i primi quattro posti della classifica marcatori dei playoff; i primi tre viaggiano ad almeno un punto a partita, mentre il quarto è il leader generale per reti segnate (13). LA-NY 3-0.

Los Angeles mette così una mano sulla Coppa, che può conquistare già domani (mercoledì) in gara 4. Dal 1982 in qua, in otto casi su nove la squadra che ha vinto le prime tre partite ha chiuso con un “cappotto” la serie finale; gli unici a non riuscirci, guardacaso, proprio i Kings, che due anni fa hanno chiuso in sei partite dopo aver avuto un vantaggio di 3-0. La rimonta completa da 0-3, in finale, è riuscita solo ai Toronto Maple Leafs nel 1942, e in generale è capitata solo quattro volte, di cui l’ultima proprio ad opera dei Kings, nel primo turno quest’anno contro gli Sharks.

Gara 4 quindi, come già detto, domani, 11 giugno; le altre eventuali partite si disputeranno nei giorni 13, 16 e 18.

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