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A me le prime nebbie dell’autunno fanno tanto fumo di Londra. O di Manchester. O di Liverpool. Beh, avete capito!

Top 5

  • Raheem Sterling: nessuno ancora crederci potrà, Giamaica la sua stella Reds avrà. Ok, il ragazzino che fa esplodere la Kop con il gol vittoria nel match col Reading, primo centro personale in Premier, è già nazionale inglese ma come tanti cittadini britannici ha origini caraibiche. E’ Kingston a dare i natali al giovane gioiello del Liverpool. Quando? L’8 dicembre 1994. In questa povera Italietta stenterebbe a giocare nella primavera, Oltremanica è titolare di una delle squadre più gloriose al mondo. Ovvio, i fessi siamo noi.
  • Mata: doppietta + assist per il folletto spagnolo che trascina il Chelsea in una grande vittoria nel derby al vetriolo contro il Tottenham dell’ex Villas Boas. Tanta roba questi Blues, reggeranno fino alla fine?
  • Rooney: la butta dentro in ogni porta. Eccedendo, a volte, come nell’occasione del vantaggio Stoke causato dal suo goffo intervento nella propria area. Ma Wayne è un tipo tosto e in un quarto d’ora pareggia i conti. Nel secondo tempo firma la doppietta e regala la gioia del gol anche al compagno di reparto Welbeck. Tuttofare.
  • Dzeko: ancora decisivo, entra e segna, come già accaduto contro il Fulham. Se chi rimane in panchina deve continuare a dare il massimo per mettere in difficoltà il tecnico beh, il buon Edin da Sarajevo ha pienamente afferrato il concetto.
  • Norwich: i Canaries arrivavano al match interno contro l’Arsenal con un disperato bisogno di punti. Che arrivano, insieme alla prima storica vittoria nei confronti dei Gunners. Morale alle stelle.

Flop 5

  • Cheik Tiotè: va bene il gioco fisico ma c’è un limite a tutto. Sempre sopra le righe, si fa buttar fuori per un intervento assassino sulle gambe di Fletcher. Da quando se n’è andato De Jong, in Premier è lui il pericolo pubblico numero uno.
  • Stephen Clarke: lascia in panca Odemwingie per far spazio ad un inguardabile Durrans nel match contro i Citizens. Il nigeriano entra al 20 s.t. e due minuti dopo innesca il vantaggio di Long. Sveglia!
  • De Gea: basta, vi prego, qualcuno gli spieghi cosa significhi il termine “uscita” per un portiere. Ha preso più farfalle lui di Bear Grylls.
  • Everton: un passo indietro, per i Toffees vale quanto detto ieri per la Fiorentina. A Loftus Road contro il penoso Qpr non va oltre il pareggio che tutto sommato, vista anche l’inferiorità numerica causata dalla giornata storta di Pienaar, è anche un buon risultato. Però mi aspettavo di più.
  • Hughes: e’ stato un gran giocatore, non si sta ripetendo sulla panchina. Il suo Qpr è senz’anima e ci sarà un motivo se tra i migliori in campo c’è ancora una volta Julio Cesar. Secondo me il panettone non lo mangia.
By Alberto Malaguti - RTR Sports Marketing
Nella foto: Raheem Sterling - Picture from the web

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