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Probabilmente non vi sarà sfuggito che sono giornate di storia, quelle che stiamo vivendo. Le “insolite” dimissioni di Benedetto XVI, oltre a creare uno storico precedente, hanno dato il via alle consultazioni più antiche e di tradizione cattolica o meglio, in un’unica parola: il Conclave.

Un rito particolare, complicato e dalla forte valenza simbolica per credenti e meno credenti, che diventa poi a tutti gli effetti un evento planetario che catalizza le attenzioni di tutto il globo. Piazza San Pietro gremita, affollata da fedeli in festa e giornalisti provenienti da ogni angolo del mondo, è forse la più bella cartolina di fratellanza e integrazione che si possa immaginare. Se ci pensate bene però, c’è un’altra cosa che unisce in maniera analoga: ve lo dico io, lo sport. E state calmi, ora vi spiego anche il senso di questo parallelismo, non prima di aver descritto brevemente il nuovo erede di San Pietro.

Al quinto scrutinio e al termine della prima vera e completa giornata di Extra Omnes, arriva la fumata bianca per l’arcivescovo di Buenos Aires, tale Jorge Mario Bergoglio che diventa così il primo pontefice non europeo seppur, come quasi tutti gli argentini, di chiare origini italiane. Una scelta sicuramente in parte geopolitica ma anche alla ricerca di un costante rinnovamento all’interno della controversa Chiesa Cristiana. Papa Francesco I, questo il nome scelto dal religioso sudamericano, è anche il primo pontefice dell’era social, non a caso #papa e #pontefice erano i topics più gettonati di ieri, oltre che  il primo Papa-tifoso. Sì, avete capito bene, Bergoglio è un grande appassionato di sport e fervido sostenitore del San Lorenzo, e fa un certo effetto se si riflette sul ruolo rivestito che, per antonomasia, dovrebbe essere al di sopra delle parti.

A rendere più divertente la questione, sono alcuni particolari emersi da un articolo della Gazzetta Dello Sport che sottolinea come Bergoglio sia un socio a tutti gli effetti della squadra del quartiere Almagro di Buenos Aires. Inoltre, non capitava di rado che a celebrare la Messa nella cappella del Club fosse proprio l’arcivescovo di origini piemontesi. Un’amore profondo per lo sport che nasce fin dalla gioventù, quando il piccolo Jorge si dilettava sui campetti di basket dell’Argentina prima di innamorarsi della formazione rossoblù che dava filo da torcere al dominio River/Boca della prima metà del secolo scorso.

Lo sport e il Papa, sacro e profano, un accostamento che già ai tempi del compianto Giovanni Paolo II trovava uno sviluppo grazie alle passioni giovanili del papa polacco e che torna ora alla ribalta dopo la sobria parentesi di Ratzinger.

Francesco I ispira simpatia e fiducia, di certo quel che ci piace è che sembra essere un uomo di fede. Non solo cattolica.

By Alberto Malaguti – RTR Sports Marketing

Nelle foto: Papa Francesco I nelle vesti di arcivescovo mostra orgoglioso il gagliardetto della squadra del cuore. In basso, la tessera di socio del S.Lorenzo - Fonte il Web

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