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barclays center

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Da piccoli ce lo ricordavamo per le gomme da masticare. Quelle con il pacchetto lungo e stretto, verde o bianco. Con il ponte disegnato sopra ed il gusto che scompariva dopo pochi morsi. Un pacchetto ti durava un pomeriggio, ma per noi Brooklyn era semplicemente la marca di una gomma americana.

E’ strano, ma quando si è piccoli si mette tutto dentro grandi scatole, concetti, supposizioni, credenze. Tutto con una bella etichetta sopra, giusto per cercare di dare un senso al mondo, di catalogarlo e renderlo più comprensibile. Più di vent’anni dopo ci accorgiamo di non ragionare in maniera tanto diversa. New York, ad esempio, la città più grande e luminosa del mondo, rimane più un nome su una t-shirt che una vera realtà metropolitana. Per noi New York è Manhattan, con i taxi gialli, i grattacieli e i locali esclusivi. I restanti borough, o quartieri, come li chiamiamo noi, sono nulla più che un’accozzaglia di clichè, luoghi comuni e convinzioni sparse. Io, ad esempio, Staten Island manco so dove sia.

Eppure.

Eppure da qualche anno a questa parte qualcosa, lontano da Manhattan, sta cambiando, e precisamente a Brooklyn. Grazie alla moda, certo, agli hipster e alla musica indie, ma anche e soprattutto grazie allo sport. Solo quest’estate infatti, il mondo si è reso conto di quello straordinario iceberg che il quartiere più artistico di NewYorkCity sta da anni celando. E, per tutti, la punta di questo iceberg si chiama Barclays Center.

Pensato nel 2004 e finito di realizzare quest’anno, il complesso sportivo è uno dei più all’avanguardia del mondo per design, completezza delle strutture e impiego dei materiali. L’hanno disegnato due studi di architetti di  New York fra i più importanti d’America, AECoM e SHoP Architects. Per inciso, quelli che all’epoca hanno costruito il TD Garden di Boston, la Quicken Loans Arena di Cleveland e La Time Warner Cable Arena di Charlotte. Non esattamente il capanno degli attrezzi.

Fin dai primi giorni della costruzione, la Barclays, istituto finanziario e di credito di base a Londra, ha fatto sapere di voler acquistare i diritti sul nome dell’Arena. Era il 2004 e gli inglesi misero sul piatto 400 Milioni di Dollari. La proposta non fu neppure discussa e fin dai primi mattoni tutto il complesso passò al nome, appunto, di Barclays Center.

Attorno al BC (Barclays Center) i primi segni di attenzione internazionale hanno cominciato a manifestarsi quando gli allora New Jersey Nets, per volere del comproprietario JayZ, decisero di trasferire baracca e burattini a Brooklyn. Fu una mossa di marketing di dimensioni straordinarie che coinvolse non solo il presidente Mikhail Prokhorov e il rapper JayZ, ma tutta la squadra, il management e gli stakeholders. Fu un restyling completo, dalle divise, al logo, allo spirito della squadra; dal campo di gioco ai tifosi seduti in prima fila tutto per i Nets cambiò radicalmente, e attorno al Barclays Center iniziò a sentirsi l’elettricità di qualcosa che si sta muovendo sempre più in fretta.

In settimana l’annuncio di Charles Wang, il proprietario della squadra NHL New York Islanders di trasferire la franchigia dal 2015 al Barclays Center, giusto in tempo per perfezionare il non semplicissimo impianto di refrigeramento che già negli anni ha dato non pochi grattacapi al Madison Square Garden a causa del riscaldamento del suolo.

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In buona sostanza, a pochissime settimane dalla sua conclusione, il Barclays Center ha già due squadre professionistiche al suo interno e un calendario che nelle prossime tre settimane conta nomi come Smashing Pumpkins, The Who, Justin Bieber, Bob Dylan, Leonard Cohen, Dave Matthews Band e Green Day.

Il costo della costruzione non è mai stato davvero comunicato: la cifra stimata è di un miliardo di dollari, spiccioli più, spiccioli meno. Ma fin da ora, passeggiando per Brooklyn, l’effetto di questa colossale struttura sul quartiere è più che visibile. I ristoranti vanno alla grandissima e stanno nascendo negozi su negozi. La gente si fa la foto sugli scalini e sono stati piantati un sacco d’alberi. Di notte, le luci blu e rosa dell’Arena si vedono per tutta New York. Anche da Manhattan.

By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
Nella foto: il Barclays Center
Pictures from the web
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