In Basket, Londra 2012, Marketing Sportivo, Sports Marketing

Accadde una buffa cosa, 20 anni fa. Sul podio delle Olimpiadi di Barcellona, alla consegna della medaglia d’0ro del Dream Team USA, Micheal Jordan, Magic Johnson e Charles Barkely tenevano drappeggiata sulle spalle una grande bandiera americana. Pochi, al cospetto della più straordinaria compagine cestistica di tutti i tempi, fecero caso all’accaduto. Solo dopo qualche mese, l’arcano venne scoperto: i tre statunitensi, allora sponsorizzati Nike, misero la bandiera sulle spalle per coprire il logo di Reebok, allora sponsor della nazionale americana, sulla tuta da cerimonia. Ambush Marketing, lo chiameremmo oggi. All’epoca era semplicemente detto oscuramento.

Alla vigilia delle Olimpiadi di Londra la situazione è radicalmente cambiata e sottolinea, a livello di sports marketing, il consolidamento di uno dei più incredibili strapoteri di business della storia.

Ad oggi, Nike controlla il 92% del mercato delle calzature da pallacanestro. Un indotto economico spaventoso in cui, solo per dare qualche cifra, le scarpe firmate da LeBron James nei soli Stati Uniti fruttano a Nike 90 Milioni di Dollari, 40 quelle di Bryant. Numeri che in Cina raddoppiano e che, se spalmati sul resto del pianeta, fanno rabbrividire. Alla concorrenza restano le briciole. Adidas controlla il 5% del mercato, Reebok il 2%, And1, UnderArmour e le altre si spartiscono meno dell’1% di briciole.

Quest’anno, Nike Basketball è sponsor ufficiale del Team USA di pallacanestro e ha a libro paga tutti gli atleti del Dream Team 2012, allenatore compreso. L’unica eccezione a questa lista è Kevin Love, che è sotto contratto con 361Degrees ma che indossa comunque scarpe Nike durante le partite. Le uniche due superstar che avrebbero potuto scalfire il dominio di Nike erano Derrick Rose e Dwight Howard, endorser di Adidas, che però non prenderanno parte alle Olimpiadi per infortunio.

Quella che ha Nike a disposizione per questi giochi è una macchina di marketing dalle straordinarie potenzialità: una delle squadre più attese delle intere Olimpiadi, formata da soli endorser del marchio che indossano divise e abbigliamento Nike in una delle più straordinarie capitali del mondo.

Ma c’è di più. Forbes ha pubblicato oggi la lista dei 20 atleti più pagati che parteciperanno alle Olimpiadi. Escluso Usain Bolt, nella lista ci sono 6 tennisti e 13 giocatori di pallacanestro. Inutile dire che i 13 cestisti sono tutti “swoosh men” ovvero uomini Nike, se avevate qualche dubbio.

Stiamo assistendo non alla costruzione, bensì al trionfo di un Impero, che ha avuto la lungimiranza di unire alcuni degli atleti più straordinari del mondo sotto una stessa egida, fino a quando questo marchio, questo stesso brand non è divenuto più caratterizzante del nome del loro stesso paese.

Non è mai successo nella storia dello sport: neppure con Adidas e il calcio. Londra apre i suoi cancelli allo sport: per la casa dell’Oregon la battaglia è già vinta.

By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
Nella foto:  da sinistra verso destra i modelli di Kevin Durant, Kobe Bryant e LeBron James disegnati da Nike per l'All Star Game
Picture courtesy of Nike

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