In MotoGP, Motomondiale

Valentino-rossi-2016Come sarà la prossima stagione di MotoGP 2016? Sul finire del Novembre 1992 la Regina Elisabetta II, in un celebre discorso al GuildHall, dichiarò che quello appena trascorso era stato l’Annus Horribilis della monarchia britannica e del Regno Unito in generale. Nell’elenco delle sfighe reali, fra le altre, la sovrana poteva annoverare un paio di divorzi all’interno della casata, una mezza dozzina di incendi a proprietà reali, tre o quattro scandali più che succulenti per i media, l’uscita del libro su Lady Diana e -ultimus ma non ultimus- l’indipendenza delle Isole Mauritius. Specie la faccenda delle Mauritius gliele fece girare non poco.

Giungendo ad argomenti più familiari al curatore di queste pagine, quello che sta per terminare, in termini di Motomondiale, non è stato un Annus Horribilis come quello della suddetta sovrana (pur non mancando di momenti di grande pathos, anche senza le Mauritius), ma vi sono pochi dubbi che abbia tracciato il solco per una stagione 2016 dai contorni molto sfumati e dalle traiettorie piuttosto incerte. Insomma, faccia un passo avanti l’Annus Possibilis.

Dico possibilis perchè la temporada che il massimo campionato delle due ruote andrà ad affrontare potrebbe essere quello della definitiva consacrazione della categoria come pinnacolo del motorsport (perchè, insomma, la F1 sta facendo la fine che sta facendo) o, per dirla in termini fantozziani, una cagata pazzesca come la corazzata Potemkin*. Come spesso accade, il sottilissimo confine fra il trionfo e l’indifferenza sarà segnato dalla sinergia fra un diverso numero di elementi, molti di essi umani e molti di essi tecnologici.

Partendo da questi ultimi, il primo feeling fra i team e le nuove gomme Michelin è freddino. Le francesi, nel senso delle gomme, propongono tantissimo grip al posteriore e un profilo anteriore molto diverso dalle attuali Bridgestone, risultandone in una guidabilità diversa e una maneggevolezza da ritrovare. Sul versante gomme una cosa è certa: chi le ha montate sulle moto del 2015 e ci è andato a fare un giro, è tornato in garage piuttosto scontento. Ma d’altronde, scontento uno e scontenti tutti.

Interessante, in tema di parificazione, sarà anche il ricorso alla centralina unica per tutte le moto, così come le piccole innovazioni ad alcuni circuiti e notevoli progetti (per ora tutti in forse) su alcuni prototipi Yamaha. L’abolizione, infine, delle varie classi Open, CRT e chi più ne ha più ne metta, semplificherà la visione anche ai non troppo appassionati, pur lasciando di fatto intatta la regola degli aiuti alle squadre con meno posizionamenti a punti. A tal riguardo, e parlando per un attimo di F1, mi domando come questa idea degli aiuti ai team meno vincenti non venga messa in campo anche nel massimo campionato delle 4 ruote scoperte, per rimescolare almeno un po’ le carte e dare sugo ad una lotta talmente impari che al confronto un’amichevole fra Manchester City e Castelletto di Serravalle oggi parrebbe equilibrata. La risposta, senza mezzi termini, è da ricercarsi evidentemente nelle economie impari che sorreggono il circus, ma una volta di più sono discorsi che queste righe non possono per amor di brevità affrontare in questo momento.

Tornando alla MotoGP e al suo Annus Possibilis, è tuttavia nei fattori umani che si parrà la nobilitade (cit.) della stagione che ci attende. Se Rossi e Marquez si siano poi finalmente riappacificati è verità di pochi, anche se le recentissime dal paddock suggeriscono che l’amore fra Tavullia e Cervera sia ormai terminato, con entrambi i piloti che se la sono segnata abbastanza e garantiscono spettacolo in pista già dal Qatar. È probabile che la bagarre sarà un po’ meno palese di quella vista in Malesia, Australia e Valencia, ma non è detto che dopo qualche Gran Premio le vecchie ruggini non tornino in superficie con tutto il loro luccichio interessante.

Anche il futuro di Rossi, dopo questo 2016, sarà incerto, un po’ come quello di tutti i piloti del Motomondiale. Dal Dottore si sa solo che questa stagione è garantita, poi chissà. Molto dipenderà dalla competitività del pesarese e della sua M1 e di eventuali futuri screzi che potrebbero nascere all’interno e all’esterno dello stesso Box Yamaha. Inutile nascondersi dietro al proverbiale dito: se Valentino dovesse smettere (cosa molto probabile) a Novembre 2016, qualcuno alla Dorna dovrà inventarsi qualche coniglio dal cilindro, poichè il pilota con il 46 rappresenta buonissima parte di tutti gli introiti legati alla MotoGP, un po’ come se dal nostro campionato di calcio dovessero sparire improvvisamente Juve, Roma, Milan e Inter.

Forse è per le sopracitate ragioni che molta attenzione è posta sul ritorno di Casey Stoner a Bologna, in Viale dei Cavalieri Ducati. L’australiano torna a Borgo Panigale con il ruolo di collaudatore ma tutti (e dico tutti) sperano che il canguro diventato pescatore si giochi almeno un paio di wild card durante l’anno, facendo schizzare alle stelle la cifra di talento presente contemporaneamente in pista. Vedere sulla stessa griglia di partenza Stoner, Rossi, Lorenzo, Marquez e Pedrosa è il sogno proibito di qualsiasi amante della categoria al mondo e ci sono pochi dubbi sul fatto che Ducati stia ricevendo non poche pressioni in questo senso da parte degli addetti ai lavori.

Stoner o non Stoner, Valentino o non Valentino, la cosa certa è che da Novembre prossimo venturo (o anche prima) tutto il mercato piloti avrà come perno focale Jorge Lorenzo. Al maiorchino scade il contratto con i tre diapason e attorno a lui inizierà una serie di rotazioni che vedranno coinvolti la pressochè totalità dei piloti di punta della Classe Regina. Al momento Jorge non ha dato indicazioni, come è naturale, sul futuro: forse Ducati, forse ancora Yamaha, forse chissà.

Come detto in apertura, la commistione di questi elementi è un equilibrio ancora largamente instabile e molto poco prevedibile. Difficile dire oggi chi potrebbe farla da padrone nell’anno che verrà, anche se a sentimento è difficile allontanarsi credibilmente da una lotta MarquezLorenzo per il titolo. Tuttavia lo sviluppo delle moto, le tante migliorie tecniche ancora da apportare e il contributo emotivo di cui si è discusso non lasciano indicazioni chiare sui pronostici.

Chi vivrà, vedrà, come diceva quel tale. Al momento tutto pare davvero possibile. Anzi, possibilis.

*Una nota a parte andrebbe fatta sulla suddetta pellicola, che, nonostante i diversi maltrattamenti moderni rimane un pilastro della storia del Cinema e brilla per altezza registica e intensità. Va inoltre detto che, benchè sia divenuta negli anni sinonimo di lungaggini e pesantezza, nessuna delle versioni della “Corazzata Potemkin” supera l’ora e un quarto, ben meno di qualunque pellicola contemporanea.

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Comments
  • Andrea Tedeschi
    Rispondi

    chi ha scritto questo articolo poco ci capisce di motomondiale se come è scritto pensa che marquez lorenzo sia la lotta piu probabile…. non è da escludere che lo sia però con la nuova elettronica che in quanto a aiuti di guida verrà non sviluppata (come viene scritto nell'articolo) ma ridimensionata riducendo in primis il controllo di trazione… se come presumo sai cosa vuol dire capirai che uno come marquez o si adatta in fretta o sarà veramente in serie difficoltà… invece saranno favoriti i piloti che gareggiavano quando ancora il polso faceva tanta differenza ovvero diciamo fino al 2009 quindi saranno favoriti soprattutto vale e pedrosa almeno dall'elettronica stando a sentire cio che sono per ora le dichiarazioni riguardante quest'ultima… delle gomme non dico niente sennò vengono fuori discussioni veramente troppo lunghe ma comunque sicuramente la combo michelin elettronica ridimensionata ci farà vedere meno pieghe ultraestreme(gomiti a terra) e qualche highside in piu penso dai piloti piu giovani in quanto cresciuti su moto con cui potevi sempre spalancare il gas senza preoccuparti troppo di dosarlo dove necessario

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