In Calcio, Formula 1, MotoGP

vettel-ferrariCon il pareggio del Milan ad Empoli si apre, italianamente parlando, la quarta giornata di serie A del pallone tricolore. A dispetto di quanto si voglia far credere, è un campionato ancora sonnacchioso e privo di scossoni, con Roma e Juve prevedibilmente lontane dalle altre in termini di gioco e di punti. L’unica vera nota di curiosità -semmai- viene dal tasso di affollamento delle infermerie pallonare, con quasi 60 calciatori già fermi per infortunio, alla faccia delle preparazioni sempiterne, delle tournè estive che manco David Guetta e delle scienze motorie. A tal proposito, il roseo fogliettone nostrano oggi ci informa degli innovativi metodi di allenamento con cui Perin -portierone genoano- è divenuto il miglior calciatore del nostro campionato dopo giornate tre. Merito della macchina sparapalloni. Quella di Holly e Benji.

Questioni di paragonabile spessore emergono in queste ore anche dal paddock della Formula 1 dove, udite udite, si vocifera di un addio di Fernando Alonso alla rossa. Le voci, sempre di corridoio, sempre bene informate e sempre lungimiranti, tuttavia suggeriscono per questa volta un improvviso coup de theatre: non sarebbe solo l’asturiano a volersene andare (forse) da Maranello, ma pure Maranello a volersi sbarazzare (forse) dello spagnolo: uno lamenta che con una simile vettura è impossibile vincere alcunchè, l’altro risponde garbatamente che chi pretende 30 Milioni l’anno dovrebbe quantomeno moderare le critiche.

Sono chiacchiere. Non perchè la questione non sia vera, anzi lo è certamente, ma perchè è il modo di affrontarla ad essere bambinesco. Quello fra il Cavallino e il suo driver di punta non è faccenda gossippara da rotocalco (tanto che lo stesso Alonso ha più volte chiesto un po’ di clemenza ai media, inascoltato), ma questione di progettualità a lungo periodo. Lo spagnolo e la Scuderia si portano addosso un distintivo scomodo da indossare, quello del pilota più forte del mondo in groppa alla macchina più titolata della storia dell’automobilismo. E’ abbastanza ovvio che quando, dopo cinque anni, il meccanismo non ingrana, qualcuno chieda le ragioni del non successo.

Non si parla di riempire una scacchiera con nomi a caso e il gioco delle caselle è divertente ma sterile fino a quando le casate non chiariranno le loro intenzioni. Alonso in McLaren Honda, Vettel in Ferrari, Kyvat in Red Bull, Vesrtappen in Toro Rosso, Button a casa insieme a Raikkonen, Bianchi di nuovo dietro a un volante. Non funziona così. Anzi, con buone probabilità nel 2015 lo schieramento non sarà modificato. Bisogna attendere che qualcuno faccia la prima mossa, e forse il resto si muoverà di conseguenza. Dovrà essere una mossa coraggiosa, ma anche intelligente e ponderata nei tempi, poichè non tutto è alla luce del sole come potrebbe sembrare.

Nel frattempo, domenica torna la MotoGP. Aragon, Spagna, dove Marquez cercherà la rivincita in casa.

Attendiamo con impazienza.

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