In Formula 1

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E’ partito poco più di un’ora fa il secondo test della Formula 1 targata 2015 sulla pista di Barcellona, pardon, Montemelò, che sennò gli spagnoli ci stanno male. Sarà un’occasione, ci si augura, per svelare alcuni misteri e per capire, si spera, di più sulla stagione che verrà. Il tutto in punta di piedi e chiedendo permesso. Il motivo di tanta cautela è che capire davvero quali siano le forze in campo durante i test ormai è divenuta roba da controspionaggio russo ai tempi della guerra fredda o da serata da Cluedo con gli amici. Robe del tipo, la Williams, con il candelabro, a Spa-Francorchamps.

Quando ad esempio gli uomini di Stoccarda avranno terminato di baloccarsi con dei long run da 150 giri e passa, manco stessero costruendo un traghetto o un modulo lunare, capiremo di cosa è capace questa Wo6 in termini di prestazioni. L’idea è che anche quest’anno il caraibico e il biondino avranno a loro disposizione qualcosa che viaggia un secondo al giro più forte degli altri, ma non è il caso di fasciarsi ancora la testa. Almeno, dico, aspettiamo l’Australia.

Fra gli altri dietro, sulla carta la battaglia per il secondo posto potrebbe essere a tre, con Red Bull, Williams e un Cavallino ringalluzzito dal cambio di management, di piloti e da una prima sessione di test positiva. Anzitutto è da capire se il gap con Williams e lattine è stato colmato, poi in termini di prestazione assoluta, la partita è tutta da giocare. Su un punto siamo fermi: questa SF15-T pare nata meglio della sfigatissima F14T e mi pare già un buon punto di partenza. Siamo onesti: se la Ferrari riuscisse a vincere una gara o due, quest’anno, già avremmo fatto passi avanti straordinari. Non ridete. Dai ragazzi, sono serio.

Mistero più totale e silenzio plumbeo sulla McLaren ispanico-nipponica-britannica. Potrebbe essere un missile o un flop, ai posteri l’ardua sentenza. Ai primi test pareva partita malino, oggi il buon Jensone d’Albione è secondo e butta giù tempi come paperelle al luna park. I piloti ci sono, non v’è dubbio, e il backing finanziario e tecnologico pure. C’è solo da capire quanto ci metteranno a colmare il gap da periodo sabbatico. Comunque, prima o poi arriveranno.

Mi permetto, inoltre, di spendere un po’ di tempo e di righe sulla questione dei caschi dei piloti 2015, cui la FIA ha vietato il cambio di livrea durante la stagione. Per ragioni di riconoscibilità dei piloti, dicono, ogni driver indosserà sempre lo stesso casco nel corso della stagione.

Scompaiono così gli elmetti celebrativi di questo o quel Gran Premio, le trovate geniali per ricordare un accadimento importante, gli omaggi capocciferi ad amici, parenti o riferimenti del cuore. Perdonatemi la franchezza: è un’idiozia olimpionica. Mi sfugge davvero il motivo di tanto accanimento nei confronti di tutto quello che potrebbe essere appassionante o divertente per i fan, e strumento di espressione per i team e per i piloti. Su una griglia di macchine tutte uguali, tutte argento, tutte dotate di numeri microscopici sul muso, impedire il cambio del casco per ragioni di riconoscibilità è come non potare l’aiuola davanti casa per fermare la deforestazione.

Sarò impopolare, probabilmente.

Ad ogni modo, incrociamo le dita. Per la Ferrari, per questa stagione 2015, per questo sport, che deve ritrovare necessariamente credibilità, spettacolo, brivido, emozioni e pubblico. Guardo i tempi: primo a Barcellona c’è sempre Raikkonen.

Sperem.

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