In Formula 1

sebastian vettel ferrari podium australiaChi scrive vuole innanzitutto fare i complimenti a Lewis Hamilton per la conquista del titolo 2015 e a Mercedes per un’altra meritata vittoria nel Campionato Costruttori di Formula 1 di quest’anno.

Fatta questa debita premessa, che mi solleva dal gravoso incarico delle congratulazioni post Abu-Dhabi del 30 Novembre, non v’è molto altro da dire sul season opener (come dicono i tedeschi) di ieri a Melbourne. Le macchine di Schroedinger (famoso fisico che nel 1935 postulava i risultati paradossali di un sistema fisico macroscopico complesso come un gatto o come una Mercedes) hanno finalmente tolto i veli sulle loro effettive capacità e il sistema fisico macroscopico complesso è improvvisamente diventato semplice.

La galassia delle Stelle Mercedes è ancora più lontana e lucente che nel 2014: a Lewis Hamilton è bastato un giro (davvero, uno) nelle qualifiche di sabato per polverizzare di più di due secondi i tempi dei non-argento-vestiti e le speranze dei competitor. Il resto è stato solo una gara per il “best of the rest“, ovvero per i secondi (pardon, terzi) arrivati. Oltre ad avere mantenuto un incredibile vantaggio competitivo dall’anno scorso, Stoccarda ha limato i dettagli di un pacchetto sopraffino per cura del particolare e prestazioni. Senza tema di essere smentiti, possiamo dire di essere al cospetto di un capolavoro dell’ingegneria e del project management dinanzi al quale non rimane altro da fare che levarsi il cappello. Da Melbourne in poi una cosa è chiara come il sole: la galassia Mercedes non è sportivamente recuperabile. Al netto degli errori, delle faide interne e delle crisi, non possono perdere.

Lontano da quella galassia, c’è da rallegrarsi per due aspetti: il buon approccio ferrarista e la sorpresa NasrSauber.

Parto dalla seconda, perchè a mio modo di vedere uno dei più grandi sospiri di sollievo del weekend nasce proprio dall’eccellente quinto posto del debuttante Felipe Nasr su Sauber. Il brasiliano, di gran lunga il meno chiacchierato di tutti i rookie, ha portato a casa punti in doppia cifra proprio nel weekend in cui la sua scuderia ha passato più tempo dall’avvocato che ai box, facendo momentaneamente dimenticare la disavventura EricssonVan Der Garde. Poi onestamente, come sia riuscito a succedere un pasticcio simile nel più organizzato, glamour e tecnologico degli sport mondiali, è cosa poco chiara.

Infine, e questa è una considerazione non scevra da un filo di fanatismo rosso (nel senso di Ferrarista), è bello vedere Sebastian agguantare il primo podio al primo tentativo in rosso. E’ il massimo a cui si poteva puntare e certamente è un risultato migliore di ogni più rosea aspettativa. Per amore di sincerità va detto che secondo me è da esaltare più l’effort che il risultato assoluto, poichè ho i miei dubbi che il valore vero della Ferrari sia questo, già davanti a Red Bull e Williams alla prima gara, ma tant’è. Maranello sta lavorando bene e ha davvero trascorso un inverno con le maniche rimboccate e le scarpe legate strette. Questa, e non va dimenticato, è ancora una macchina figlia di quelli che sono stati allontanati a pedate l’anno scorso ma ha sicuramente giovato del cambio d’umore portato dall’arrivo di facce nuove. Quando poi a Kimi gli daranno anche i dadi veri per le gomme, al posto di quelli del Monopoli, forse capiremo quanto in più ne ha il finlandese in questa stagione, dopo un 2014 da dimenticare.

Quindi, gioisci, o cuore. Poichè la speranza è ultima a morire.

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