In Motorsport

Dal nostro corrispondente Marco di Marco

Toyota WEC buemi davidsonUna superiorità tecnica imbarazzante. Si può così sintetizzare quanto mostrato dalle Toyota TS040 Hybrid nel quinto appuntamento del mondiale endurance.

La casa giapponese ha annichilito la concorrenza, conquistando i primi due gradini del podio rispettivamente con la coppia Davidson – Buemi, privi del terzo pilota Nicholas Lapierre improvvisamente appiedato dalla casa giapponese, ed il trio Wurz – Sarrazin – Nakajima.

Le dirette rivali della Toyota, Porsche e soprattutto Audi, escono dall’appuntamento nipponico con le ossa rotte. Il terzo gradino del podio, conquistato dall’equipaggio della casa di Stoccarda composto da Webber – Bernhard  – Hartley, è giunto con un giro di distacco, mentre in casa Audi il massimo risultato possibile è stato la conquista del quinto e sesto posto con Di Grassi – Duval – Kristensen doppiati di ben due giri,  davanti al trio Fassler – Lotterer – Treluyer attardati addirittura di ben tre giri.

Un risultato, quello conquistato dalla Toyota, frutto di un progetto valido non soltanto a livello telaistico, ma anche nello sviluppo di un power unit dotata di ben due sistemi Kers utili nello sviluppare una potenza di circa 1000 cv fondamentale per aggredire il rettilineo del circuito giapponese lungo ben 1475 metri.

Il via della gara ha visto scattare malissimo il poleman Buemi, arretrato sino alla quarta posizione alle spalle delle Porsche di Webber e Lieb e dell’Audi di Lotterer, ma dopo poche curve il vantaggio tecnico della TS040 Hybrid ha fatto la differenza, consentendo al pilota svizzero di sopravanzare i prototipi rivali e portarsi, al termine dello stesso giro, nuovamente al comando con ben un secondo di vantaggio.

Una prima tornata affrontata col coltello tra i denti da tutti i piloti, tanto che Lotterer ha dovuto alzare il piede sul rettilineo a seguito dell’attivazione del dispositivo di controllo del flusso di carburante intervenuto a causa del superamento del limite di consumo imposto.

Superate le difficoltà iniziali, le Toyota hanno dettato il passo con soltanto la Porsche di Webber capace di seguire i due prototipi nipponici. La bella gara della Porsche, frutto anche di una rinnovata aerodinamica testata nella lunga pausa intercorsa tra l’evento di Le Mans e quello del Texas, è stata tuttavia rovinata da una foratura al giro numero 9 che ha scombussolato le soste programmate dal team di Stoccarda ed ha impedito all’equipaggio della vettura numero 20 di poter impensierire il duo di testa.

Nonostante questo inconveniente, la Porsche ha disputato forse la migliore gara dell’anno, capace con gomme fresche di stabilire il giro più veloce in gara con Webber che ha realizzato il crono di 1’27’’759.

Nota dolente per le 919 Hybrid il maggior consumo di carburante rispetto alla power unit Toyota, che ha costretto i piloti della casa di Stoccarda ad alzare il piede dal gas già verso metà gara per rispettare il tetto delle sei soste.

Male, come detto, la gara dell’Audi. Le R18 eTron quattro hanno pagato un notevole gap velocistico rispetto alla concorrenza. Le velocità rilevate sul lunghissimo rettilineo hanno infatti premiato le Porsche di Bernhard e di Lieb accreditate rispettivamente di 316,7 km/h il primo e 314 km/h il secondo, mentre le vetture della casa di Ingolstadt non sono riuscite ad andare oltre i 301 km/h con Lotterer.

Un gap frutto principalmente dei limiti nel progetto della power unit Audi dotata, a differenza di Toyota, di un solo sistema Kers per il recupero dell’energia , che ha mostrato tutti i suoi limiti in un tracciato dotato di un rettilineo lunghissimo come quello del Fuji.

L’appuntamento giapponese è costato all’Audi anche la perdita del comando della classifica costruttori, caparbiamente raggiunto nello scorso appuntamento americano. La Toyota comanda adesso con 183 punti contro i 175 della casa dei quattro anelli.

La tappa giapponese del mondiale endurance ha dunque ristabilito i valori in campo, falsati nel precedente appuntamento americano da un improvviso quanto inatteso acquazzone che aveva mandato nel panico il box Toyota nella gestione delle gomme ed aveva consentito all’Audi di tornare alla vittoria in una sei ore. Il prossimo appuntamento del 2 novembre a Shangai sarà dunque la prova d’appello per la casa di Ingolstadt e per la Porsche attesa alla prima vittoria stagionale.

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Roberto Mehrimarc marquez