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Sports Marketing: Mike Miller e L.I.F.E. Tutti Gli Ingredienti Del Successo, RTR SportsMike Miller è un ragazzone del Dakota, uno di quegli stati americani in cui, a voler dire il vero, capita poco o niente. Un sacco di alberi, campagna a non finire. Alto più di due metri, le spalle larghe come la porta di un supermercato, Mike ha lo sguardo buono e sereno di chi è riuscito a vivere di quel che amava senza troppe preoccupazioni. Se avete visto un po’ di pallacanestro negli ultimi anni, conoscete Mike.

Mike è diventato famoso da ragazzo, con la casacca dei Florida Gators, per avere infilato un tiro allo scadere che è entrato nella storia del college basketball. Da lì in avanti, Mike è sempre stato uno specialista, uno di quelli cui viene detto “tu mettiti qui e tira ogni volta che ti arriva la palla”. E così Mike ha fatto, divenendo uno dei più formidabili tiratori dello sport degli ultimi anni. Chiedete a Oklahoma City, per referenze. Ecco perchè, se avete visto un po’ di pallacanestro negli ultimi anni, conoscete Mike.

D’un tratto, però, a Mike capita una cosa che nel piano originale non c’era: sua figlia, Jaelyn, nasce con un’insufficienza cardiaca e Mike si trova a dovere correre da una parte all’altra della città fra ospedali, palestre, cliniche e aeroporti. Dorme tre ore per notte e per lui inizia un periodo di stress fisico che lo condurrà ad alcuni seri infortuni: fra cui la lussazione di una caviglia, la rottura di un ginocchio e un’ernia al disco. Ecco perchè, se avete visto un po’ di pallacanestro negli ultimi anni, avete visto che Mike fa fatica anche a tirarsi su dalla panchina e corre piegato in due come l’assicurazione della macchina.

Che c’entra Mike con questo blog e con rtrsports.com ? Beh, c’entra eccome. Perchè Mike una sera, stremato dalla fatica e dal dolore,  ha deciso di farsi il suo energy drink personale, aiutato da un vicino di casa che di mestiere fa il nutrizionista. Il risultato? Un successo. Il giorno dopo ne ha portato un po’ anche all’allenamento e qualcuno gli ha detto “ma perchè non lo vendi?”. Detto, fatto.  E’ nato così L.I.F.E. ovvero Let It Fly Energy, l’energy drink in formato bevanda e power shots che Mike Miller ha ufficialmente lanciato sul mercato quest’estate, incontrando subito un gran successo di pubblico anche grazie al supporto -non proprio di secondo piano- di compagni di squadra che rispondono ai nomi di Lebron James, Dwayne Wade, Chris Bosh e Ray Allen. Non esattamente le casalinghe di Voghera.

Ora la domanda è: L.I.F.E. avrebbe funzionato slegato dal suo celeberrimo patron? Risposta: Chissà. Quel che è certo è che l’integratore di Mike Miller va ad inserirsi in un mercato in rapidissima ascesa che, secondo i dati di Zenith International, cresce del 10% annuo dal 2007 e che dovrebbe crescere di un ulteriore 35% entro il 2016. Non si deve far caso all’Italia. Nel belpaese il mercato delle bevande energetiche è quasi interamente egemonizzato dal colosso RedBull (90% dei consumi) ed è commercializzato per l’85% fuori dalla GDO, prevalentemente in autogrill e discoteche. Negli Stati Uniti e nel Sud Est asiatico invece (il Vietnam è il secondo maggior consumatore mondiale) in più o meno ogni frigorifero ci sono 4 o 6 lattine di RedBull, RockStar, Monster e chi più ne ha, più ne metta.

Ma il creatore, o meglio ancora il testimonial, conta eccome. Basti pensare che, in occasione del lancio del prodotto, ai primi acquirenti venivano donati anche due biglietti per assistere alla partita fra Miami Heat e Boston Celtics, season opener del Campionato NBA. Paiono gli ingredienti del successo: un prodotto in una categoria merceologica in rapidissima ascesa, un creatore famoso e conosciutissimo, una storia curiosa a far da base al tutto. Vedremo nei prossimi mesi se L.I.F.E avrà il successo che i presupposti prospettano o se sarà un flop come i maligni già pronosticano.

E’ certa una cosa: alle 18:15 del giorno della presentazione di L.I.F.E, Mike si è scusato con giornalisti e curiosi ed ha abbandonato l’inaugurazione. Ha preso il borsone e ha detto “mi ero dimenticato: ho allenamento alle sette”.

By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
Nelle Foto: Mike Miller e L.I.F.E
Pictures from the web

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Emanuele Venturoli
Emanuele Venturoli
Laureato in Comunicazione Pubblica, Sociale e politica all’Università di Bologna, da sempre è appassionato di marketing, design e sport. Già prima di terminare gli studi inizia a lavorare nel marketing sportivo e scopre l’importanza di tutto quello che c’è al di fuori dal campo di gioco. Dal 2012 è in RTR Sports, di cui oggi è Head of Communication e Marketing Officer per i progetti legati alla Formula 1, alla MotoGP e al meglio degli altri sport a motore a due e quattro ruote.
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