In MotoGP

C’è da chiedersi cosa sarebbe successo se questo Mondiale MotoGP, anzichè cominciare dalla notte del Qatar, fosse cominciato da Silverstone, ovvero dall’ultimo successo di Marc Marquez. Il giovanissimo vincitore del campionato -infatti- non vince da allora, ovvero da un mese e venti giorni, lasciando il campo libero agli exploit di Lorenzo, Pedrosa e soprattutto Rossi.

Ancora domande

C’è poi da chiedersi cosa sarebbe successo dello stesso Rossi se, invece dei due disastrosi anni alla Ducati, fosse rimasto in Yamaha sin dai tempi che furono, con a disposizione una moto competitiva e uno staff preparato. A 255punti il Dottore è al momento la seconda forza in pista, dopo il travolgente ragazzino spagnolo già campione del mondo. Ma non solo. Perchè a parte i numeri, Valentino sta ancora predicando motociclismo in pista, con un passo, una tecnica e una precisione di guida che levati, come dicono a Roma.

C’è da chiedersi, inoltre, vista anche l’amatriciana dell’anno scorso, se ci sia davvero bisogno nel motorsport di avere sempre come protagonista le gomme. A furia di profili asimmetrici, deterioramenti controllati, spalle dure, centri morbidi e disegni antigravitazionali siamo riusciti a complicare la cosa più semplice del mondo, ovvero la ruota. Con il risultato che poi nessuno riesce più a guidare niente, in MotoGP come in Formula 1. Ve la ricordate la caramella Polo? Ecco, torniamo un attimo alla semplicità, tipo il buco con il pneumatico attorno. Così magari eviteremo di parlare più di copertoni che di piloti durante i weekend.

C’è da chiedersi, calcolatrice alla mano, come sarebbe stato questo mondiale se Stoner -che secondo gli strumenti ha a malapena l’età da patente del cinquantino- non avesse abbandonato le corse a 27 anni con due titoli mondiali. Il canguro, che alla moto ha preferito la pesca (pardon, la famiglia), si è rivisto nel box di Phillip Island, praticamente il giardino di casa sua, e ha tenuto a precisare che ha zero intenzioni di tornare a correre. Secondo l’opinione di chi scrive (e sapete cosa disse quel tale circa le opinioni) è un gran peccato, perchè se c’è qualcuno che ci sarebbe stato proprio bene quest’anno su una Honda al fianco di Marquez è l’australiano.

Sia come sia, tutte queste domande, per quanto legittime, contano poco e niente ora. Squadre, organizzazione e piloti pensano già al 2015. E al gran Galà di Valencia.

Quella sì, sarà una bella festa.

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Emanuele Venturoli
Emanuele Venturoli
Laureato in Comunicazione Pubblica, Sociale e politica all’Università di Bologna, da sempre è appassionato di marketing, design e sport. Già prima di terminare gli studi inizia a lavorare nel marketing sportivo e scopre l’importanza di tutto quello che c’è al di fuori dal campo di gioco. Dal 2012 è in RTR Sports, di cui oggi è Head of Communication e Marketing Officer per i progetti legati alla Formula 1, alla MotoGP e al meglio degli altri sport a motore a due e quattro ruote.
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