In Sponsorizzazioni Sportive

È meglio sponsorizzare il calcio o il tennis? Meglio puntare sulla pallavolo o sulla pallacanestro? Impossibile dirlo: non esiste uno sport “migliore”. Ci sono aziende diverse che operano in differenti aree del mondo, impegnate in attività e settori altrettanto diversi, con obiettivi e budget unici.

Ognuno di questi elementi influenza lo sport da sponsorizzare: non è la disciplina in sé a fare la differenza, ma sono le circostanze e le necessità del singolo brand. Tutti gli sport hanno valori specifici e sono gestiti da organizzazioni al cui interno ci sono squadre o atleti anch’essi unici.

Scegliere bene

Una volta trovato lo sport giusto, è altrettanto importante trovare la giusta squadra o atleta. Ricordo una perifrasi molto acuta che ho sentito secoli fa mentre visitavo un importante produttore di cibo in Italia. Era collegata ad una sponsorizzazione che l’azienda aveva fatto in passato con un tennista poco avvezzo alle relazioni pubbliche. Ricordo che i proprietari lo definirono educatamente come “poco loquace”.

sponsorizzare

Ci sono caratteristiche personali uniche e non modificabili, ed è bene informarsi prima di firmare con un testimonial se è un buon comunicatore e se apprezza fare del lavoro per gli sponsor o se invece lo stesso è visto come un male necessario. Altrimenti il rischio è di scegliere lo sport giusto (valori perfettamente in linea con il tuo marchio) e perfettamente gestito dall’organizzatore ma un tennista che -ahimè- non parla.

Si capirà bene che potrebbe essere molto difficile usare questo tennista nel tuo evento privato se e quando hai bisogno di una spinta in più con il boss di quella grande catena di supermercati che sai essere un grande appassionato di tennis. Questo purtroppo è il rischio del DIY: il rischio di finire con un punto debole e qualche opportunità persa.

Non lasciamo nulla al caso

In buona sostanza, i valori di sport e marchio devono essere allineati, la disciplina deve essere popolare nella regione dove vogliamo comunicare la partnership e le copertura TV e media devono essere consistenti. Si analizzeranno poi team e organizzatori fino ad arrivare agli atleti e al loro management e cosa sono capaci e disposti a fare fuori dal ring, pista o campo di gioco.

Quando tutti i pezzi del puzzle sono ben assemblati, possono arrivare risultati esplosivi. In poche parole, una buona pianificazione è indispensabile. Avete dubbi o curiosità? Non esitate a contattarci a info@rtrsports.com 

Riccardo Tafà
Riccardo nasce a Gulianova, si laurea in legge all’Università di Bologna e decide di fare altro, dopo un passaggio all’ ISFORP (istituto formazione relazioni pubbliche) di Milano si sposta in Inghilterra. Inizia la sua carriera lavorativa a Londra nelle PR, prima da MSP Communication e poi da Counsel Limited. Successivamente, seguendo la sua insana passione per lo sport, si trasferisce da SDC di Jean Paul Libert ed inizia a lavorare nelle due e nelle 4 ruote, siamo al 1991/1992. Segue un breve passaggio a Monaco, dove affianca il titolare di Pro COM, agenzia di sports marketing fondata da Nelson Piquet. Rientra in Italia e inizia ad operare in prima persona come RTR, prima studio di consulenza e poi società di marketing sportivo. 
Nel lontanissimo 2001 RTR vince il premio ESCA per la realizzazione del miglior progetto di MKTG sportivo in Italia nell’anno 2000. RTR tra l’altro ottiene il maggior punteggio tra tutte le categorie e rappresenta L’Italia nel Contest Europeo Esca. Da quel momento, RTR non parteciperà più ad altri premi nazionali o internazionali. Nel corso degli anni si toglie alcune soddisfazioni e ingoia un sacco di rospi. Ma è ancora qua, scrive in maniera disincantata e semplice, con l’obiettivo di dare consigli pratici (non richiesti) e spunti di riflessione.
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