In Formula 1

giedo van der gardeGiedo Van Der Garde ha ammesso mercoledì scorso che i problemi legali con Sauber potrebbero avere significato la fine della sua carriera in F1. Il management del pilota olandese ha confermato di essere giunto al termine del contratto 2015 con il team svizzero”con mutuo consenso”.

I rumors più accreditati suggeriscono che Van Der Garde e i suoi sponsor hanno ricevuto 15 Milioni di euro più le spese legali per la cancellazione del contratto, anche se l’unica dichiarazione del pilota è “sono molto triste e davvero abbattuto per tutto quello che è successo”. Senza mai rivelare la cifra esatta, il ventinovenne ha comunque ammesso che a Sauber ha pagato “una cifra significativa”.

Più tardi, sulla sua pagina Facebook, lo stesso Van Der Garde ha scritto “Mi hanno portato via questo sogno e so bene che il mio futuro in Formula 1 è probabilmente finito”. Dito puntato specialmente contro il Team Principal di Sauber Monisha Kaltenborn che avrebbe “fatto di tutto pur di non farmi guidare” a Melbourne.

Alla base della decisione di Giedo Van Der Garde ci sarebbero state la volontà di non trascinare in basso la Sauber e sopratutto di non rovinare le carriere di Felipe Nasr e Marcus Ericsson. “Ho scelto di non vivere con l’idea di aver rovinato la carriera a quei due ragazzi, anche se la colpa sarebbe stata solo del management Sauber e non mia” ha dichiarato il pilota, che ha inoltre confermato come gli sponsor abbiano interamente pagato il suo sedile per la stagione 2015 già dall’anno scorso.

“Vedete cose come questa erano state fatte in buona fiducia e per aiutare il team con le difficoltà finanziarie di allora. Ad essere onesti, sono stati proprio i pagamenti dei miei sponsor a fare andare avanti la squadra nel 2014.

Il pilota cercherà ora di risollevare la sua carriera partendo da Le Mans o dal DTM, ma è grato del grande supporto e del gran numero di messaggi da parte di colleghi e personalità della F1: “Voglio davvero ringraziare tutti quelli che con me si sono schierati per proteggere i diritti dei piloti. Mi piacerebbe pensare che i diritti e i doveri, l’etica e i valori che si applicano in qualsiasi altro lavoro del mondo si applicassero anche qui”.

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Emanuele Venturoli
Emanuele Venturoli
Laureato in Comunicazione Pubblica, Sociale e politica all’Università di Bologna, da sempre è appassionato di marketing, design e sport. Già prima di terminare gli studi inizia a lavorare nel marketing sportivo e scopre l’importanza di tutto quello che c’è al di fuori dal campo di gioco. Dal 2012 è in RTR Sports, di cui oggi è Head of Communication e Marketing Officer per i progetti legati alla Formula 1, alla MotoGP e al meglio degli altri sport a motore a due e quattro ruote.
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